-Se non ora quando-: un migliaio di donne e uomini in piazza per la manifestazione ‘anti’ - bunga bunga

-Se non ora quando-: un migliaio di donne e uomini in piazza per la manifestazione ‘anti’ – bunga bunga

-Se non ora quando-: un migliaio di donne e uomini in piazza per la manifestazione ‘anti’ – bunga bunga

domenica 13 Febbraio 2011 - 11:45

La protesta, che si è svolta a Piazza Cairoli, si è trasformata in una vera e propria festa. Su photogallery le foto di Sturiale

«A noi la Costituzione, a lui la prostituzione». Recita così uno degli slogan gridati a gran voce dal migliaio di messinesi, uomini e donne, che questa mattina hanno affollato piazza Cairoli, lato monte, per partecipare alla manifestazione -Se non ora quando-, promossa per dire basta al degrado della politica e della cultura del nostro paese. Un vero successo in termini numerici e non solo, che ha trasformato la protesta in una vera e propria festa.

Sciarpa bianca al collo, pallonicini dello stesso colore lasciati volare in aria ed un diffuso senso di dissenso: contro il maschilismo ed il sessismo imperanti e contro l’immagine della donna rappresentata come oggetto o, peggio, una merce in vendita. Perché se è vero che ogni individuo, donna o uomo che sia, ha il diritto di disporre del proprio corpo come meglio crede, purché in piena libertà e consapevolezza, è altrettanto vero che non possono e non devono passare messaggi sbagliati ed umilianti per il genere femminile: e cioè che per fare carriera bisogna svendersi al migliore offerente; che la bellezza esteriore vale più delle capacità e delle competenze; che il letto dei potenti è tappa obbligata per raggiungere il successo professionale o semplicemente avere un lavoro ed uno stipendio in grado di far vivere dignitosamente.

Alla manifestazione, che come annunciato dagli organizzatori non si è ‘macchiata ’ di alcun colore politico, hanno preso parte giornaliste, docenti universitarie, donne a vario titolo impegnate nel sociale e nel volontariato, persino alcune suore ma soprattutto tante, tante signore – anche un po’ più in là con gli anni- e tante ragazze ‘normali’ che studiano, vanno in palestra , vestono alla moda e si tengono in forma ma non guardano al loro corpo come a un bel manichino su cui affiggere un cartellino con il prezzo. Massiccia e, per certi versi, sorprendente la presenza degli uomini.

L’iniziativa odierna, che si è svolta in altre 130 città italiane, ha coinvolto anche a nostra provincia e, in particolare: Barcellona P.G., Milazzo, Giardini Naxos e Brolo.

Tutti i manifestanti hanno accolto e simbolicamente sottoscritto il seguente appello:

«Se non ora, quando?

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.

Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.

Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali,televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.

Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete

scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.

Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.

Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.

Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.

Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anchedi fronte alla comunità internazionale.

Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.

Su photogallery le foto di Dino Sturiale

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