E’ quanto emerge dal terzo rapporto di Euromobility sulla mobilità sostenibile in 50 città italiane. Invitiamo i lettori a continuare a dire la loro nella nostra speciale rubrica dedicata alle “disavventure con l’Atm”
La fine dell’anno è il periodo delle statistiche e delle classifiche. Due giorni fa è stata resa nota quella del Sole 24 Ore, non particolarmente generoso nei confronti della provincia di Messina. Oggi, invece, sono stati illustrati i risultati del terzo rapporto di Euromobiliy sulla mobilità sostenibile, un’indagine condotta sulle principali 50 città italiane, con il contributo di Assogasliquidi e Consorzio Ecogas e con il patrocinio del ministero dell’Ambiente. Messina si è classificata al 32esimo posto, in una zona medio bassa della classifica, dunque, ma in leggero miglioramento rispetto ad un anno fa, quando si è piazzata esima.
A destare maggiore preoccupazione è il dato relativo all’offerta di trasporto pubblico: la città dello Stretto si ritrova al penultimo posto, appena un gradino sopra un’altra città siciliana, Siracusa. Il dato si basa sul rapporto tra vetture in circolazione e la media chilometro per abitante. In questo campo svettano Milano, Venezia e Roma. In generale, per stilare la classifica sulla mobilità sostenibile si è tenuto conto di indicatori quali la presenza in città di auto di nuova generazione o alimentate a combustibili alternativi, l’offerta di trasporto pubblico, appunto, le piste ciclabili, l’adozione di strumenti di gestione e di pianificazione del traffico, l’efficacia di alcune innovazioni come car sharing, bike sharing, mobility manager, ecc.. Per la cronaca, la città prima in classifica risulta essere Bologna, dopo di essa Firenze e Parma.
Fermo restando che classifiche del genere è bene tenerle nella giusta considerazione che meritano (senza prenderle come Vangelo ma nemmeno cestinandole come robaccia), è indubbio che la penultima posizione per offerta di trasporto pubblico può sorprendere fino a un certo punto. Preso atto degli sforzi adottati dalla gestione La Corte, è chiaro che molto ancora bisogna lavorare per far arrivare questo servizio essenziale per la città a livelli accettabili. I lettori di Tempostretto, a questo proposito, possono continuare ad esprimere le proprie opinioni sulle disavventure che troppo spesso capitano con la nostra Atm accedendo alla rubrica (vedi il banner sulla destra dello schermo) “Racconta a Tempostretto le tue disavventure con l’Atm”. Commentate e… sperate. Magari Babbo Natale ci porterà un servizio di trasporto pubblico all’altezza di una città metropolitana.
(In fotogallery le tabelle ingrandite)
