L'opinione - Fazio perde il pelo ma non il vizio

L’opinione – Fazio perde il pelo ma non il vizio

L’opinione – Fazio perde il pelo ma non il vizio

martedì 16 Novembre 2010 - 11:27

Meno passerelle e più domande. Magari 10 a testa

I vostri articoli – Premessa: giudico Masi uno dei peggiori dirigenti che la Rai abbia mai avuto. Basterebbe notare il modo imbarazzante in cui ha tentato di far fuori in tutti i modi possibili e immaginabili Annozero, l’unica trasmissione in tutto il palinsesto a non essere di parte. Quantomeno non quanto i vari Porta a Porta, Ballarò e L’ultima parola. “Nemmeno nello Zimbabwe” come ha detto testualmente, stando alle intercettazioni con Innocenzi.

E di certo non è una genialata quella di boicottare uno dei pochi programmi che chiude il bilancio in attivo, riuscendo a portare notevoli finanziamenti derivanti dalle pubblicità.

Devo però ammettere che ha parzialmente ragione quando critica la presenza dei politici a “Vieni via con me”. Ma non per evitare un certo antiberlusconismo che in Rai vede solo lui. Basterebbe guardare la puntata di ieri. Il primo ospite è stato Bersani: sentirlo parlare dei valori della sinistra è stato come sentire parlare Cristiano Malgioglio di belle donne. L’altro, Fini, ha omesso nel suo elenco il punto più interessante: quello di far capire come il berlusconismo si contrappone ai valori storici – per quanto discutibili – della destra: legalità, giustizia, merito, ordine.

Fazio ha perso il pelo invitando a parlare anche gente comune, il che non è poco. Ma non il vizio, rovinando ancora una brillante trasmissione come “Vieni via con me” in una passerella (originale, ma pur sempre passerella) di uomini politici che mal si abbinano con l’intento culturale del programma e con la presenza di Saviano.

A meno che, Fabio Fazio non si svegli una volta per tutte e decida di porre agli ospiti 10 domande a testa, a cui tutti gli italiani vorrebbero risposta. Illustriamo alcuni esempi, prendendo in considerazione quelli intervenuti finora: Bersani, Fini e Vendola.

10 domande a Pierluigi Bersani:

1. Perché il 5 dicembre 2009 non ha preso parte al No-B day, una delle manifestazioni più grandi mai viste?

2. Perché ai convegni invitate così spesso Berlusconi e Schifani, senza far loro neppure una domanda sui presunti rapporti con la mafia che li vede – pur in circostanze diverse, coinvolti?

3. Perché in Sicilia appoggiate Raffaele Lombardo, anche adesso che è accusato di presunta collusione con la mafia?

4. Lei ha affermato che la nostra Costituzione è la più bella al mondo. Ma perché non ha reagito quando Alfano e Maroni hanno affermato che questa non permetterebbe un governo tecnico (falsità assoluta)?

5. Per ben due volte la sinistra ha sprecato l’occasione di far approvare una legge sul conflitto d’interesse, favorendo ancora Berlusconi. Addirittura per le televisioni – e non solo – vi siete quasi vantati di averlo aiutato (emblematica la legge 488 del 1999, con cui Berlusconi paga appena l’1% di fatturato per Mediaset). E’ possibile che una legge anti-conflitto d’interessi non sia stata giudicata prioritaria perché temete che possa essere usata anche contro di voi?

6. Lei ha avuto molto a che fare con la Cmc, cooperativa rossa di Ravenna azionista di appalti molto discussi tra i quali: il Ponte sullo Stretto, la base militare americana Dal Molin di Vicenza, Tav in Val di Susa, Tav Bologna-Firenze e la base di Sigonella. Non crede che questo tradisca le aspettative dei vostri elettori, e soprattutto contribuisca ad accrescere ulteriormente il successo di Berlusconi?

7. Può chiarire le sue posizioni in merito alla privatizzazione dell’acqua? Si è mostrato contrario al decreto Ronchi, ma a Carpi ha difeso la privatizzazione di Aimag (società che gestisce ACQUA, GAS e RIFIUTI a Carpi ed in altri 20 Comuni tra la provincia di Modena e Mantova) voluta dal suo partito locale. Inoltre, quando era ministro nel Governo Prodi, ha proposto un ddl per il riordino dei servizi pubblici locali molto simile a quello attuale: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=15&id=215756

8. Perché, dopo le elezioni perse, non avete neppure proposto un vostro candidato come Presidente del Senato da contrapporre a Schifani?

9. L’idea che il Partito Democratico sta dando di sé è quella di un partito oligarchico che stride fortemente con il concetto di democrazia che vorreste proporre. I casi Benny Calasanzio e Beppe Grillo sembrano confermarlo. E anche il fatto che si vedono sempre le stesse facce nel partito, in particolare quelle sponsorizzate da lei o da Veltroni. Perché i giovani “indipendenti” che vogliono contribuire alle idee del partito sono quasi sempre messi da parte?

10. Lei si vantò nel 2007 di aver abolito il costo delle ricariche telefoniche, ma in realtà il vero merito fu di Andrea D’Ambra, che ha presentato oltre 800mila firme al Parlamento Europeo, grazie al sito www.aboliamoli.eu Non crede che debba scusarsi con il diretto interessato?

10 domande a Gianfranco Fini

1. Perché ha impiegato ben 17 anni a capire chi era davvero Berlusconi? Forse prima pensava che fosse un esempio di democrazia, libertà e giustizia?

2. Sei anni fa, chiese agli italiani di impegnarsi per la pace e contro il pacifismo, paragonando i pacifisti a Ponzio Pilato. A prescindere dal fatto che Pilato era un burocrate, uno che demanda… E’ pentito di quelle affermazioni?

3. Lei è stato firmatario di una legge discutibile come la Fini-Giovanardi, che paragona la cannabis alle droghe pesanti, ignorando che esistono farmaci sul mercato che danno una dipendenza molto più elevata e hanno effetti collaterali ben più gravi (il Ritalin, tanto per fare un nome). Inoltre, il tutto si è rivelato in un maggiore consumo di droghe pesanti. Ha proposto tale legge solo perché ci credeva, o ci sono interessi sotto?

4. Ultimamente si è mostrato solidale con gli immigrati, eppure lei ha firmato la Bossi-Fini, una legge mal vista in tutta Europa (ignora la legge 2009/52/CE del Parlamento Europeo relativa al permesso di soggiorno per chi denuncia il datore di lavoro in nero o in condizione di super-sfruttamento). Non crede che per mostrare solidarietà servirebbe rivedere le proprie posizioni assunte in passato con azioni politiche incisive?

5. Perché, come primo atto di “opposizione” a Berlusconi, Fli ha votato a favore dell’approvazione del Lodo Alfano retroattivo (palesemente anticostituzionale), difendendolo per bocca di Consolo con delle motivazioni che sembravano il copia-incolla di un discorso di Ghedini?

6. Perché Fli ha votato contro l’autorizzazione a procedere nei confronti di Cosentino?

7. Perché Fli ha votato a favore dello scudo fiscale, dello sconto fiscale alla Mondadori, della depenalizzazione del falso in bilancio e adesso parla di “non fare i furbi col fisco”?

8. Perché attacca l’attuale legge elettorale che proprio lei ha sostenuto nel 2006 e nel 2008?

9. Da 3 suoi deputati è partita la proposta di un aumento del finanziamento ai giornali. Tale aumento è stato ricavato da una riduzione della tabella C della finanziaria, che include risarcimenti per le vittime dei terremoti e parte del finanziamento dell’Antitrust. Il tutto per salvare “Il secolo d’Italia”. Non crede che in questo modo lo Stato tenga sotto ricatto i giornali e si aumenti anche la spesa pubblica?

10. Non crede che, avendo supportato Berlusconi per 17 anni – e dunque avendo contribuito alla sua impunità e ai danni che i suoi governi hanno causato – debba chiedere scusa ai cittadini italiani?

10 domande a Nichi Vendola

1. Ci può chiarire una volta per tutte questo finanziamento di soldi pubblici che la Regione Puglia ha conferito alla fondazione San Raffaele di Don Verzè, il socio di Silvio Berlusconi?

2. Quando è stato ospite del Faccia a Faccia su Radio3 ha dichiarato: -Berlusconi è un individuo geniale. È una persona che ha veramente dei tratti strabilianti, un self made man che riesce a costruire un’intera epopea della vita culturale nazionale-. Successivamente ha criticato la sinistra che lo ha eccessivamente demonizzato. Ma che differenza c’è tra lei e gente come Veltroni e D’Alema, a questo punto? Si ricordi che le batoste elettorali sono state frutto di una mancata opposizione da parte della sinistra…

3. Perché la sua giunta ha deciso di stanziare milioni di euro alle scuole private, a scapito di quelle pubbliche?

4. Recentemente ha deluso moltissimi elettori, autorizzando la costruzione di termovalorizzatori nella sua regione, per poi giustificarsi dicendo che, nella parte privata, questi sarebbero regolati come industria energetica dalla Comunità Europea e da leggi nazionali. Ma in realtà non è così: i procedimenti passano per autorizzazioni e piani regionali, non c’è nessuna imposizione dall’Italia e dall’UE (anzi, l’intervento di quest’ultima in genere è al penultimo posto. Napoli docet!). Lo ha fatto forse per imbonirsi la Marcegaglia?

5. Non appena il pm antimafia Desirèe Digeronimo ha indagato la sua giunta, lei si è arrabbiato definendo con la magistratura parlando di “polverone”, “spettacolarizzazione delle indagini”, “strumento di una campagna politica e mediatica che mira a colpirmi”, a “costruire scientificamente la mia morte”, in cui “i briganti prendono il posto dei galantuomini”, invitando la Digeronimo di “astenersi per l’ovvia e nota considerazione che la sua rete di amici e parenti le impedisce di svolgere con obiettività l’inchiesta”. Si rende conto che ha perso ulteriore credibilità assomigliando incredibilmente a Berlusconi? Non crede che debba portare più rispetto (oltre che le scuse) nei confronti della magistratura, evitando di far parte anche lei della “fabbrica del fango” di cui parlava Roberto Saviano?

6. Lei è stato uno dei pochi politici che si è battuto, almeno a parole, contro la privatizzazione dell’acqua. Eppure l’AQP è una spa (definito un carrozzone, simile agli Ato per i rifiuti) con a capo un manager a Lei gradito. Quest’ultimo, non appena l’Autorità d’ambito ha bloccato gli aumenti tariffari, in tutta risposta ha fermato i cantieri. Non crede che sia il caso di istituire una governance (pubblica, ovviamente, anche per evitare conflitti d’interessi) che controlli qualità del servizio, e rapporto tariffe/investimenti? Perché allo stato attuale sembra solo uno stipendificio generatore di debiti e nepotismi…

7. Perché ha deliberato 480 mila euro per sponsorizzare la rubrica di Rai Tre “Okkupati”?

8. Lei è stato spesso accusato di proporre sogni, non solide realtà. Ad esempio parla di abolire il precariato. Può spiegarci più dettagliatamente come?

9. In questi ultimi anni ha favorito il finanziamento della Natuzzi e dell’Adelchi per evitare i licenziamenti. Questi però sono avvenuti lo stesso e le aziende di cui sopra hanno trasferito la propria manodopera all’estero. Non si poteva fare più attenzione? E se lei fosse presidente del Consiglio, come si comporterebbe con la Fiat?

10. Considerando la scarsa attenzione che ha avuto per l’ambiente (Ilva, inceneritori, trivellazioni sulle coste, ecc.), non sarebbe più coerente da parte sua eliminare la parola “Ecologia” dal nome del partito?

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