Il presidente dell’Ordine degli ingegneri polemizza con l’amministratore delegato della Stretto Spa e lamenta il mancato coinvolgimento delle professionalità locali
La ricaduta occupazionale sul territorio è il primo dei vessilli innalzato, in questi anni, dai sostenitori del Ponte sullo Stretto. L’opera, secondo i pontisti più convinti, rappresenterà, infatti, un volano economico per la nostra città e servirà a creare migliaia di posti di lavoro, di cui certamente Messina – come e o forse più della altre città siciliane – è affamata.
I primi a sperare di poter beneficiare degli effetti positivi della realizzazione del Ponte erano gli ingegneri messinesi. Erano, appunto, in passato, perché oggi nella classe dei professionisti locali serpeggia malumore e sconforto, come rappresentato dal presidente dell’ordine degli ingegneri Santi Trovato, che polemizza con l’amministratore delegato della Stretto Spa, Pietro Ciucci, proprio sul mancato coinvolgimento delle professionalità locali.
Trovato ricorda che «al 30 dicembre dovrebbe essere completata la progettazione definitiva del Ponte» e che – nonostante precise promesse dell’AD Ciucci, secondo le quali nella fase di progettazione avrebbe svolto un ruolo attivo anche ingegneri locali- , «ad oggi nessuno studio e/o servizio di Ingegneria relativo a tutte le interferenze sul territorio dell’Opera risultano affidate a professionisti messinesi e comunque non si ha notizia di come e quali procedure stia adottando la Società Stretto di Messina e Consorzio Eurolink nell’individuazione delle figure professionali impegnate nelle attività di studio e/o collaborazione in atto operative».
Su quest’ultimo punto, lo scorso 3 novembre, Trovato ha anche recapitato a Ciucci una nota, in cui veniva espressamente denunciato che «diversi professionisti hanno segnalato a quest’Ordine che sarebbero stati affidati dalla Società Stretto di Messina incarichi per “studi e/o servizi di Ingegneria in genere, in presumibile violazione alla vigente legislazione sui LL.PP», in quanto non si sarebbero seguiti i «procedimenti di evidenza pubblica» imposti dalla normativa vigente
In quella stessa nota, Trovato invitava Ciucci a «voler comunicare a quest’Ordine se vi siano stati effettivamente Affidamenti di Incarichi Professionali e le consequenziali Procedure adottate dalla Sua Amministrazione per l’individuazione degli eventuali Professionisti», ricordando al contempo che, sempre secondo la legge, «la stazione appaltante che ha conferito l’incarico fiduciario deve darne adeguata pubblicità con comunicazione scritta da inviare agli Ordini e collegi professionali competenti per territorio entro 30 giorni dal conferimento medesimo attraverso il rappresentante legale dell’ente».
A distanza di una settimana, nessuna risposta è ancora pervenuta da Roma. Gli ingegneri locali, ma anche il resto dei messinesi che forse avevano sperato in un’opportunità occupazionale, aspettano ansiosi.
