Il -popolo No Ponte- torna in piazza il 2 ottobre con uno slogan: destinare i soldi della grande opera per la sicurezza del territorio

Il -popolo No Ponte- torna in piazza il 2 ottobre con uno slogan: destinare i soldi della grande opera per la sicurezza del territorio

Il -popolo No Ponte- torna in piazza il 2 ottobre con uno slogan: destinare i soldi della grande opera per la sicurezza del territorio

mercoledì 29 Settembre 2010 - 12:37

Il programma della manifestazione, che si terrà ad un anno dall’alluvione, è stato illustrato questa mattina nella sala commissioni della Provincia. Secondo gli organizzatori, i partecipanti saranno 5 mila

Il -popolo No Ponte” è pronto a sfilare per le vie della città.

Sabato pomeriggio, alle 16 in punto, un lungo corteo partirà da Piazza Cairoli per attraversare il viale San Martino, la via Geraci, la via Cesare Battisti, la via Garibaldi e concludersi a Piazza Unione Europea. L’intera manifestazione sarà accompagnata da unico slogan: destinare i soldi della grande opera per la sicurezza del territorio.

Lo hanno ribadito questa mattina, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso la sala commissioni di Palazzo dei Leoni, Tonino Cafeo e Daniele Ialacqua di Sinistra Ecologia e Libertà ; Matteo Digenova del -Comitato 3.32 dell’Abruzzo-; Citto Saia della -Rete No Ponte- e Beniamino Ginatempo della “Rete rifiuti zero”. Tutti protagonisti attivi della manifestazione di sabato, che si inserisce nell’ottobre “caldo” programmato dalle associazioni nazionali impegnate nella lotta contro le grandi opere .

Come spiegato durante l’incontro odierno, il -popolo del No Ponte- tornerà in piazza per ribadire l’assoluta contrarietà all’avvio dei cantieri e chiedere con forza di intervenire per le vere priorità. Secondo Cafeo e Ialacqua è un’assurdità investire nel Ponte quando “ il 75% del patrimonio abitativo messinese non è a norma contro il rischio sismico; molte scuole sono sprovviste dell’agibilità e versano in drammatiche condizioni igieniche e ambientali; e oltre l’80% dei comuni della provincia è a rischio idrogeologico. Piuttosto che sperperare denaro pubblico per un’opera inutile – ha evidenziato ancora Cafeo – si potrebbero riqualificare case, scuole, ospedali e dare lavoro ad oltre 3.000 operai.

Seppur in concomitanza del primo anniversario dell’alluvione, i no-pontisti intendono precisare che quello di sabato non sarà un corteo di commemorazione, ma una giornata di lotta e fanno appello ai comitati locali, ai lavoratori, ai precari, ai disoccupati e ai cittadini tutti perché partecipino e chiedano a gran voce al Governo nazionale di utilizzare le risorse destinate al Ponte per la messa in sicurezza del territorio, indispensabile per evitare che i tragici eventi che hanno colpito Giampilieri, Scaletta Zanclea e gli altri paesi della riviera Jonica si ripetano ancora.

Gli organizzatori del corteo sono ottimisti per la riuscita della manifestazione e si aspettano una larghissima partecipazione, stimata intorno alle 5000 persone.

FOTO DINO STURIALE

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