All'interno della brochure le schede dei 34 presepi esposti alla rassegna. A promuovere l'iniziativa l'associazione culturale -Amici del Presepio-
Nel corso di una conferenza tenutasi questa mattina nella Cappella S. Maria dell’Arcivescovado, è stato presentato il catalogo della mostra “Il Presepe tra arte e tradizione”, allestita nei chiostri all’Arcivescovado. Il Catalogo, presentato dall’assessore alle politiche culturali, Giovanni Ardizzone, dal presidente della sezione di Messina dell’Associazione italiana amici del Presepio, Gigi Genovese e dal direttore del Museo regionale, Gioacchino Barbera, propone le schede dei presepi dei 34 espositori della rassegna. L’esposizione di arte presepiale promossa dall’associazione italiana Amici del Presepio, con allestimento dell’E.A.R. Teatro di Messina, ed a cura del Museo regionale, proseguirà fino al 10 gennaio 2010.
L’assessore Ardizzone, con il presidente e soprintendente del Teatro Vittorio Emanuele, Luciano Ordile e Paolo Magaudda, e del direttore del Museo regionale, Gioacchino Barbera, ha confermato che la città, anche con l’iniziativa dell’Associazione italiana amici del presepio, è stata coinvolta con progetti che dimostrano che la comunità ha voglia di fare. “Con poco si possono fare grandi cose – egli ha detto – con l’obiettivo di dare alla cittadinanza la possibilità di vivere in maniera più partecipata la vita culturale di Messina in un periodo particolare come il Natale”.
Ardizzone ha poi posto l’accento sulla positiva sinergia istituzionale tra Comune, Arcivescovado, E.A.R. Teatro di Messina, Museo regionale, Biblioteca regionale e varie associazioni culturali che ha permesso un programma coordinato e variegato degli appuntamenti varati. L’arte presepiale, pur risentendo degli influssi della scuola napoletana, in Sicilia si differenzia per l’incredibile varietà di stili e materiali impiegati. La diffusione del presepio in Sicilia si può datare a partire dal secolo XV, periodo in cui era costume rappresentare la nascita di Gesù con statuine tridimensionali mobili. Il Laurana e i Gagini, furono gli interpreti più importanti della scultura presepiale siciliana del periodo. Il passaggio dalla esecuzione delle figure in pietra a quelle in legno a tutto tondo può essere storicamente considerato l’atto di nascita del presepe vero e proprio, che si caratterizza subito per la teatralizzazione delle composizioni plastiche e la forte impronta naturalistica affidata alla modellazione dei personaggi.
Già nella prima metà del XVII secolo è attestato l’impiego di figure mobili, scolpite in legno in piccola o in grande scala, all’interno di presepi montati nelle cappelle private dei nobili. Uscite dalle chiese ed entrate nelle case delle famiglie aristocratiche, le statuine crescono di numero e si arricchiscono sempre più di elementi decorativi che ne accentuano eleganza formale e vivacità realistica, trasformandole in vere e proprie opere artistiche, da esporre, da ammirare.
