Presentato oggi presso il salone della parrocchia di provinciale il nascente comitato Addipizzo
Chi si aspettava la lista dei commercianti aderenti alla campagna di consumo critico contro il pizzo è rimasto un pò deluso…
In realtà ancora Addiopizzo a Messina è in fase -embrionale-. Quella di oggi è stata un prima tappa, organizzata simbolicamente nel giorno che da 16 anni è dedicato alla memoria delle vittime della mafia, che porterà in futuro ad avere anche a Messina la possibilità di scegliere, con i propri acquisti, di non finanziare la criminalità organizzata che taglieggia imprenditori e commercianti.
Sono passati quasi sette anni da quel 29 Giugno 2004, giorno in cui Palermo si risvegliò con i muri delle principali vie della città tappezzate con dei volantini con su scritto -Un intero popolo che paga ilpizzo è un popolo senza dignità-. Dopo qualche giorno, l’iniziativa fu -rivendicata- dal nascente -Comitato Addiopizzo- composto da sette ragazzi che aveva voluto in questo modo risvegliare la classe imprenditoriale palermitana sempre più vittima di un sistema che strozza un’intera economia.
Dopo qualche mese il comitato ha intrapreso la strada del coinvolgimento in questa lotta dell’intera cittadinanza attraverso una campagna di consumo critico. Il concetto è chiaro, effettuare acquisti solo nei negozi che non pagano il pizzo per evitare che parte dei nostri soldi vadano a finanziare la mafia. A distanza di 7 anni sono quasi 700 i commerciantri che aderiscono al circuito -Addiopizzo- e più di 10.000 cittadini. Ma soprattutto sono sempre di più i commercianti che decidono di denunciare i propri estorsori grazie all’appoggio di Addiopizzo.
-Un progetto nato da un’idea e che a poco a poco ha preso forma aggregando il consenso di tutta una parte della città sana di Palermo- afferma Enrico Colajanni, presidente di Libero Futuro, l’associazione antiracket nata da Addiopizzo.
Serve dunque, oltre alla creazione -ufficiale- del comitato a Messina, un duro lavoro tendente a coinvolgere dal basso commercianti e cittadini in un meccanismo virtuoso che possa portare anche nella nostra città gli ottimi risultati ottenuti a Palermo.
