Progetto di restauro delle tele che raccontano la storia del Santuario di Montalto

Progetto di restauro delle tele che raccontano la storia del Santuario di Montalto

Progetto di restauro delle tele che raccontano la storia del Santuario di Montalto

lunedì 07 Febbraio 2011 - 07:19

L'iniziativa è stata promossa da Rotary Club messina Peloro, Soroptimist e Archeo Club di Messina

Si è tenuta presso l’Hotel Royal la presentazione del progetto di restauro di tre delle cinque tele dell’inizio del XVII secolo che sono conservate nella Chiesa di Montalto (ma di proprietà del Museo Regionale di Messina) e che descrivono la storia della fondazione del Santuario di Montalto, collegata ai Vespri Siciliani. L’incontro è stato organizzato dalle tre associazioni che finanzieranno una tela ciascuno, e cioè il Rotary Club Messina Peloro, l’Archeoclub di Messina e il Soroptimist Club di Messina, quest’ultimo promotore del progetto.

Dopo i saluti dei presidenti dei tre Club, rispettivamente Dott. Enzo Giannetto, Prof.ssa Mariella Paladini e Prof.ssa Patrizia Billè, sono seguiti gli interventi della Dott.ssa Caterina Di Giacomo, Dirigente Responsabile delle Collezioni del Museo di Messina, e della Dott.ssa Ornella Hyeraci, esperta della materia, che ha ampiamente illustrato l’importanza delle tele come documento storico-culturale: infatti le cinque opere, se da un lato fanno riferimento ad episodi della tradizione nella quale la città si riconosce (come l’apparizione della Dama Bianca, il volo della colomba riprodotto nel campanile del Duomo, e il sogno di Frà Nicola), possono anche essere lette come fonte diretta della storia del Vespro e della svolta che Messina diede a questa importante pagina della storia siciliana.

Le cinque tele di Montalto, infatti, furono fatte dipingere nel 1636 dalla Badessa Beatrice Minutoli al fine di, come ci raccontano testimonianze del tempo, costituire una copia alternativa agli affreschi del XV secolo (ora scomparsi) che ritraevano gli stessi episodi di vita cittadina e che andavano gravemente deteriorandosi. Questa operazione ha consentito di conservare la memoria storica di quegli importanti episodi e di tramandarli ai giorni nostri: le tele, fin dall’inizio incollate su tavole di legno, hanno infatti resistito all’opera devastatrice del terremoto del 1908. Adesso risultano difficilmente leggibili, per effetto della pesante patina prodottasi col passare del tempo, ma, come hanno sottolineato le due relatrici, il restauro riporterà certamente alla luce gli interessanti e articolati dettagli delle immagini ritratte.

E’ dunque auspicabile che altre associazioni, o enti o singoli privati si offrano di finanziare il completamento del restauro, adottando le ultime due tele e restituendo definitivamente alla fruizione dei cittadini e dei visitatori questo particolarissimo e suggestivo ciclo pittorico.

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