Il padre di Eluana parteciperà al convegno “Sapere e potere scegliere” promosso dal Comitato per la libertà di cura e di ricerca scientifica
Erano gli inizi del 2009 quando il caso di Eluana Englaro divise l’opinione pubblica sul difficile discorso del testamento biologico. In seguito ad un incidente stradale la ragazza entrò in coma, tenuta in vita per 17 anni solamente da un sondino che la idratava e la alimentava. Prima dell’incidente, Eluana, dopo aver saputo di un amico in stato vegetativo permanente, esprimeva i suoi pensieri sullo staccare la spina o no, dicendo che se fosse stata al suo posto avrebbe desiderato porre fine alle sofferenze. Il padre Beppe Englaro e la sua famiglia, con tutti gli interrogativi e le discussioni morali, spirituali, giudiziarie, religiose che toccavano l’intero paese, lottarono per il compimento di questa volontà e dopo 17 anni di stato vegetativo della ragazza, si proseguì per via giudiziaria, dopo l’accettazione della Corte di Cassazione, ad interrompere la nutrizione artificiale. Il testamento biologico, ossia una dichiarazione in forma scritta del cittadino in condizioni di lucidità sulla volontà da seguire nei casi in cui si trovasse in condizioni di incapacità, è stato ampiamente trattato dai media nazionali ed anche discusso in Parlamento senza arrivare ad un’approvazione ed applicazione della legge, lasciando questo delicatissimo tema ai vuoti legislativi ed ai lunghi tempi della magistratura sul da farsi.
A tutto questo è dedicato il dibattito “Sapere e potere scegliere, incontro con Beppe Englaro”, organizzato dal “Comitato per la libertà di cura e di ricerca scentifica” che ha invitato il padre di Eluana a partecipare ad un incontro che si terrà venerdì presso il Salone degli specchi al palazzo della Provincia. Il Comitato si prefigge l’obiettivo di informazione in modo non dogmatico sul tema e di partecipazione ampia dei cittadini senza approssimazioni su un tema come il testamento biologico non ben interiorizzato, evidenziando il diritto costituzionale di decidere per la propria vita, affermando la propria autodeterminazione.
Il Comitato messinese per la libertà di cura e di ricerca scentifica, in attesa di svolte future sull’argomento, presenterà al Comune una raccolta firme per l’istituzione di un registro a Messina per il testamento biologico, dove i cittadini vi potranno esprimere le loro dichiarazioni in merito a ciò, sottolineando infine il disagio per la mancanza della figura del difensore civico a Messina, ruolo istituzionale indispensabile per avviare procedure come petizioni, referendum.
Giosè Venuto
(foto Sturiale)
