Riflessioni da studente – L’approccio al diritto pubblico, dalla scuola all’università

Riflessioni da studente – L’approccio al diritto pubblico, dalla scuola all’università

Riflessioni da studente – L’approccio al diritto pubblico, dalla scuola all’università

sabato 24 Luglio 2010 - 07:38

Una disciplina da studiare con consapevolezza e spirito critico

Diritto pubblico. Il primo approccio con questa disciplina lo si ha nelle scuole elementari attraverso lo studio dell’educazione civica, ben accetta dai bambini. Si arriva poi alle scuole medie, fase della vita in cui l’attenzione dei ragazzi, soprattutto al giorno d’oggi, è rivolta a tutto fuorchè all’apprendimento del diritto.

La vera consapevolezza rispetto alla disciplina con cui ci si trova a dover prendere confidenza, sono le scuole superiori. La maggior parte dei ragazzi punta a raggiungere solo il “6”, cioè la sufficienza, considerando il diritto pubblico come un ostacolo da superare, al più presto.

Ma il panorama è variegato, e accanto a chi spera di poter chiudere al più presto la “pratica”, c’è anche chi, puntando verso il massimo del voti, considera la materia solo come un insieme di definizioni da imparare a memoria, anche a scapito della -vera- conoscenza. Si arriva poi allo “studente da sette”, colui che non ama il metodo mnemonico ma vuole capire il senso di ciò che legge. L’approccio più corretto ma forse anche più difficile da individuare per cercare di prendere veramente la mano con una materia che, con tutta probabilità, potrebbe aver modo di approfondire all’università.

Se e quando la scintilla scoccherà, lo “studente da sette” approdato magari tra i corridoi accademici, scopre l’importanza della materia, scopre che il diritto pubblico serve a conoscere la Costituzione del Paese in cui vive e quindi i doveri ed i diritti dei quali esso potrà pretenderne l’esercizio, decripterà finalmente in tutte le sue sfaccettature quella parola astratta tanto sentita con il nome di “Stato”. E poi ancora capirà l’importanza del Parlamento, dei consigli regionali, provinciali e comunali per le loro funzioni di creare le leggi che verranno fatte rispettare dal Paese, che si voglia o no. Lo studente con lo spirito da sette, grazie alla passione per la conoscenza, vera ed utile, dopo aver compreso le strutture ed i meccanismi che regolano lo Stato nella sua complessità, capirà che aver studiato diritto pubblico gli permetterà di rendersi conto in quali circostanze politici, magistrati, uomini di Stato, abuseranno del diritto per scopi o interesse spesso personali, e soprattutto punterà a trovare rimedi, soluzioni e vie giuste per pretendere il corretto andamento delle funzioni pubbliche, esercitando di fatto il concetto di sovranità popolare, i propri diritti politici e le varie forme di partecipazione alla vita pubblica.

Articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Giosè Venuto

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