Sanità terra di nessuno, tra disfunzioni e clamore mediatico. Mercadante (Ugl): “Discutibili scelte gestionali”

Sanità terra di nessuno, tra disfunzioni e clamore mediatico. Mercadante (Ugl): “Discutibili scelte gestionali”

Sanità terra di nessuno, tra disfunzioni e clamore mediatico. Mercadante (Ugl): “Discutibili scelte gestionali”

giovedì 23 Settembre 2010 - 09:36

Mentre prendono corpo le indagini della magistratura per chiarire i contorni dei fatti che vedono purtroppo protagonisti i piccoli Antonio e Giosuè, continuano le polemiche sulla gestione del sistema sanitario della Sicilia e del sud Italia

Migliorano le condizioni del piccole Giosuè, figlio di Ivana Rigano e Nicola Mangraviti, e protagonista, suo malgrado, dell’ultimo presunto caso di malasanità che ha interessato la città dello Stretto, questa volta l’azienda ospedaliera Papardo. Secondo la ricostruzione effettuata dalla mamma, Ivana, nel corso delle interviste rilasciate agli organi di stampa locali e nazionali, il futuro del figlio rischia di essere compromesso (ancora presto per dire se e in che modalità), a causa di una scelta poco accorta del primario del reparto di ginecologia, il prof. Abate.

Sulla vicenda, così come sul caso del piccolo Antonio Molonia, nato al Policlinico il 26 agosto scorso a seguito di una lite tra medici (da stabilire il nesso di causalità tra il diverbio e le complicazioni in fase di parto), è intervenuta l’autorità giudiziaria, che nei prossimi mesi cercare di definire tutti i passaggi di quanto accaduto.

Quel che è certo, indipendentemente dagli esiti delle indagini e dalle condizioni di salute dei due nascituri, è che il settore sanitario messinese, al centro di un vortice mediatico di devastante effetto, ne viene fuori non poco “ammaccagnato”. Ciò, forse, lo abbiamo imparato a capire sulla nostra pelle già in occasione della tragedia del 1.ottobre, (a conferma di questo le superficiali dichiarazioni rilasciate ieri dal commissario Bertolaso), a causa di un’informazione a volte costruita per luoghi comuni.

Questa, ad esempio, la sensazione avvertita nel corso della puntata dei salotti televisi delle reti nazionali dedicate alla malasanità e ai casi di Messina. Pur infatti rimanendo inqualificabile, soprattutto in termini etici, quanto accaduto nella saletta antistante la sala parto del Policlinico, e pur essendo altrettanto inquietante quanto avvenuto alla coppia Mangraviti, resta il fatto che il modus di presentazione dei fatti, sia permeato di una superficialità che, inevitabilmente, tende ad offuscare ulteriormente un mondo, quello sanitario, siciliano in particolare, messinese in questo caso, che certamente non gode di ottima salute.

Tanta la rabbia che si prova di fronte al dolore dei coniugi Mangraviti, ospiti del salotto di Vespa, e di Matteo Molonia che, nonostante il pubblico annuncio di “silenzio stampa”, continua a manifestare pubblicamente la sua legittima sete di giustizia. Altrettanta però l’indignazione che si avverte sul come un evento negativo, riguardi esso la sanità o altro settore, venga raccontato e spiegato all’opinione pubblica qualora si verifichi al sud, per definizione ormai terra di nessuno. Una realtà in cui casi come quelli verificatisi nelle settimane scorse, rappresentano purtroppo la normalità e non l’eccezione.

Sulla complessiva situazione gestionale del settore sanità, interviene oggi il segretario provinciale dell’Ugl Salvatore Mercadante, che in una nota di denuncia inviata al ministro della Sanità Ferruccio Fazio, effettua un’ampia panoramica sulle disfunzioni delle realtà mediche a Messina e provincia, anche in seguito alla riforma Russo.

“Chiunque purtroppo ricorre alle cure di prima emergenza nei nostri ospedali – afferma Mercadante – è costretto ad attese infinite che durano anche più di quattro ore, come regolarmente avviene negli ospedali di Milazzo, Patti, Mistretta e di Messina, per poi magari non poter ricevere assistenza a causa dell’assenza di personale e professionisti qualificati. Ancora più sconcerto crea il disagio di coloro che si recano al pronto soccorso del Policlinico Universitario di Messina “Gaetano Martino”, dove si è costretti per entrare nel reparto in situazione di estremo disagio e allarme, a pagare il ticket per il parcheggio per la propria autovettura, per poi magari non ottenere opportuno ed adeguato supporto sanitario, per carenza di personale ospedaliero applicato al reparto, o per l’assenza degli specialisti dei vari rami d’intervento».

Continua il rappresentante sindacale: “Al prospetto di disservizi e discutibili scelte gestionali nel mondo sanitario messinese, ci sentiamo di aggiungere l’indecifrabile scelta aziendale del manager dell’ospedale Papardo – Piemonte Armando Caruso, che ha previsto, in questo particolarissimo periodo per la sanità infantile e neonatale, di traslocare la sala operatoria di ostetricia e la sala parto della Divisione di Ostetricia e Ginecologia, collocandole nel seminterrato del “Papardino”, vecchia struttura ospedaliera, con, incredibile ma vero, il reparto di malattie infettive nel mezzo tra i suddetti reparti e quello di degenza, che inevitabilmente potrebbero mettere i nostri neonati, nella spiacevole condizione di entrare in contatto con i pazienti affetti da patologie infettive”.

Non manca riferimento alla chiusura e promessa riapertura dei presidi di pronto soccorso: “Si capisce bene che quanto sopra non è più tollerabile, come non è assolutamente tollerabile che alcun seguito politico ed amministrativo vi sia stato alla richiesta dei cittadini di Ucria di ottenere la riapertura della sede notturna del 118, nonostante le rassicurazioni sulla riattivazione del servizio entro Maggio 2010 fatte dall’assessore alla sanità dott. Massimo Russo, e dal suo rappresentante dott. Dino Alagna, o peggio ancora la non attivazione ed il mancato collaudo, nonostante la richiesta di tutte le forze istituzionali e sociali del messinese, dell’importantissimo servizio di elisoccorso nell’ospedale “Barone Romeo di Patti”, necessario al collegamento tra le varie postazioni ospedaliere pubbliche e per il primo intervento”

Un atteggiamento intollerabile, secondo Mercadente, quello assunto dai rappresentanti del Governo e della Sanità Siciliana, che “nascondendosi dietro le loro antiche virtù e soprattutto dietro un reale atteggiamento di sufficienza, hanno deciso di non dare opportuno seguito a quanto da noi denunziato, al contrario, grazie al cielo, delle varie Procure della Repubblica, che invece stanno approfondendo le incredibili vicende”.

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