Seimila firme per la petizione popolare in favore di interventi per il verde pubblico

Seimila firme per la petizione popolare in favore di interventi per il verde pubblico

Seimila firme per la petizione popolare in favore di interventi per il verde pubblico

venerdì 26 Novembre 2010 - 08:16

Presentato il documento all'Assessore all'Arredo urbano Amata, che conferma il suo impegno attivo a fianco ai firmatari

Importante gesto di partecipazione attiva alla vita pubblica quello della cittadinanza, che con una petizione popolare di circa ben 6000 firme sottolinea quanto sia essenziale il tema della natura e del verde pubblico. Argomento questo al di sopra di ogni ideologia o parte politica e sempre in primo piano per l’ambientalista Renato Accorinti, che nella presentazione dell’iniziativa rinnova l’attenzione all’importanza fondamentale della natura, simbolo di concatenazione totale dell’intero ecosistema che ci tiene in vita e quindi rigenerazione, salute collettiva ed equilibrio da sempre esistente nella vita degli esseri viventi e dell’uomo, senza il quale si compromette irrimediabilmente l’esistenza dell’ambiente e della nostra vita.

Equilibrio in precarissime condizioni soprattutto nella nostra città, dove secondo Accorinti è evidente «la responsabilità negli ultimi 40 anni di amministrazione dominati da incessanti cementificazioni di numerosissimi spazi verdi non tutti edificabili, speculazioni edilizie ed incuria generale del verde pubblico sempre più rimpicciolito negli anni fino ai giorni d’oggi, contraddistinti dall’imbarazzante differenza fra i frutti delle politiche ambientali nel mondo e quelle non perseguite nella nostra città. A New York ad esempio – ha sottolineato ancora Accoranti – la massiccia presenza di grattacieli è accostata da numerosi spazi verdi fra i quali il Central Park, nel quale si ha la netta sensazione di essere totalmente in campagna; a Monaco di Baviera, nei grandissimi spazi fra un palazzo e l’altro, sono presenti numerosissime attrezzature ricreative che ospitano il verde; così anche nella “vicina” Bologna, dove 25 ettari di ex area militare sono stati adibiti a verde pubblico. In diretto confronto, quindi, Messina oggi risulta stritolata dal cemento e dai suoi affari, con il conseguente disfacimento dell’ecosistema e dall’insufficiente sufficiente verde pubblico.

Non basta la presenza delle principali ville cittadine, sempre più abbandonate a se stesse a causa della scarsissima manutenzione come nel caso dell’albero secolare della villa Mazzini caduto a causa della mancata potatura, della villetta di S.Licandro del tutto inutilizzabile oppure degli spiacenti casi di cronaca accaduti alla Villa Dante».

La petizione popolare nominata “La natura ci salverà” – resa possibile grazie all’imponente partecipazione attiva di associazioni, volontariato, sindacati, scuole, esercizi commerciali e comuni cittadini – crede nel cambiamento, reale e culturale dello stato di cose attuale, vede l’importanza del bene comune sentito come la casa e la proprietà di tutti, ed incarna la riappropriazione attiva della politica usata in senso costruttivo e non distruttivo, lanciando proposte concrete all’amministrazione comunale, come la creazione di grandi parchi attraverso il recupero delle aree libere, tra le quali quelle vicine alla Panoramica dello Stretto, l’apertura di un tavolo con il ministero della difesa per la conversione in verde delle aree militari come l’Ospedale militare, XXIV Artiglieria a Contesse, Marina militare nella zona falcata, Brigata Aosta a Bisconte, la riqualificazione del verde pubblico esistente, la richiesta di maggiori strade alberate usando anche i fondi dedicati agli addobbi natalizi e quindi il piantare tantissimi alberi in più, gesto questo che rappresenta il simbolo della vita per eccellenza.

Istanze e necessità dei firmatari raccolte positivamente dall’incontro costruttivo con l’amministrazione, rappresentata dall’assessore all’arredo urbano Elvira Amata, che accoglie il documento della petizione popolare e rinnova l’immagine delle istituzioni propense all’attaccamento nei confronti della città e sensibili all’importanza del tema del verde pubblico, accettando l’impegno attivo verso la conversione delle zone militari in spazi verdi (rinnovato il confronto già avviato con il ministero della difesa) ,verso la rivalorizzazione delle aree pubbliche già esistenti e verso una maggiore educazione ambientale.

GIOSE’ VENUTO

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