Organizzato dall’assessore alla Famiglia Caroniti, vi ha partecipato, tra gli altri, il prof. Marino Maglietta
«Bisogna accelerare il percorso di riforma della legge sull’avviso condiviso». Questo l’appello che il prof. Marino Maglietta ha lanciato al convegno svoltosi ieri, presso la facoltà di scienze politiche dell’Università di Messina. Apertosi con la comunicazione inviata dalla senatrice Alessandra Gallone, letta dall’assessore alla Famiglia Dario Caroniti, organizzatore dell’incontro, il dibattito è proseguito con gli interventi del prof. Mario Calogero, docente di istituzioni di diritto privato, di Pinella Aliberti, assessore alle politiche sociali del comune di Messina, del vicequestore aggiunto Giuseppina Interdonato, e con il contributo del deputato nazionale Enzo Garofalo. Tutti i relatori hanno condiviso l’esigenza di porre al centro dell’attenzione della società e soprattutto, del legislatore, l’interesse del minore. Anche quando la famiglia si sfascia, ha affermato Maglietta, entrambi i genitori devono continuare a potere esercitare i loro doveri verso i figli. La prassi di deresponsabilizzare uno dei coniugi, generalmente il padre, attraverso la monetizzazione del suo impegno verso i figli (non vi è inoltre alcuna garanzia che l’assegno familiare sia speso in favore del minore), ha effetti sociali e giuridici catastrofici. Il bambino, secondo Caroniti, ha bisogno di essere amato ed educato sia dal padre che dalla madre, oltre che da tutto un quadro familiare che comprende i nonni, gli zii e i cugini.
Se i tribunali stabiliscono che neppure una statuetta deve essere rimossa dalla casa in cui viveva il minore prima della separazione, per non turbare la sensibilità del bambino, non si comprende, ha sottolineato Maglietta, come lo stesso tribunale non abbia nulla da ridire se il coniuge, arbitrariamente definito “collocatario”, trasferisca il proprio domicilio, e quindi anche quello del minore, in un’altra nazione o anche in un’altra città. Le scelte educative importanti devono essere condivise, ha detto Maglietta, e i punti d’ombra della riforma dell’articolo 155 del codice civile, evidenziati con grande puntualità da Calogero, devono essere oggetto di una opportuna revisione, che lo stesso Maglietta, per altro estensore dell’originaria bozza di riforma, ha consegnato nelle mani della senatrice Gallone. L’auspicio è che quelle stesse contraddizioni rilevate da Calogero e introdotte, secondo Maglietta, da inopportuni emendamenti che hanno stravolto alcuni aspetti della legge, siano superate da una iniziativa legislativa, il d.d.l. 957, al momento in discussione presso la commissione giustizia del Senato della Repubblica. Gli stessi interventi della Aliberti e della Interdonato hanno confermato l’urgenza di affrontare con serietà un tema di drammatica attualità. L’esperienza dei servizi sociali e della polizia è quella di rilevare un conflitto continuo tra genitori separati che ha conseguenze drammatiche sui minori e sugli stessi genitori. Il principio dell’affido condiviso non può certo rappresentare la panacea di tutti i mali, ma potrebbe essere, secondo Maglietta, il modo attraverso il quale si possa introdurre la prassi della mediazione familiare e che questa possa prendere progressivamente il posto del contenzioso legale.
Per questo essa va incentivata, sia legislativamente che a livello locale, sostituendo alle prassi pilatesche di certi avvocati matrimonialisti, la figura del mediatore. La necessità di operare sul piano legislativo è stata accolta dall’on. Garofalo, che è stato spronato da Maglietta a operarsi in Paramento a favore della riforma. Il convegno si è chiuso con l’augurio di Calogero, che la nuova riforma non sia corredata da una infinità di articoli e commi che ne rendano ancora una volta incomprensibile e assurdo il dettato. L’esigenza di una semplificazione del diritto è però un principio di chiarezza che cozza con gli infiniti bizantinismi dell’iter parlamentare.
