Questa mattina interessante incontro organizzato dalla sezione messinese del sindacato, diversi i presenti. Oceano: “Nella nostra provincia nel 2010 persi 30 milioni di euro di reddito tra cassa integrazione e licenziamenti nella scuola. E ora ci saranno tagli agli enti locali per 40 milioni”. Chiari i punti dai quali ripartire
“Le proposte della Cgil per la coesione, lo sviluppo, i diritti e la democrazia”. Questo il titolo dell’incontro organizzato dalla Cgil di Messina che si è svolto questa mattina al teatro Vittorio Emanuele di Messina. “In questo memento cruciale per il paese e per il Mezzogiorno nel quale si stanno mettendo in discussione diritti e uguaglianze, abbiamo voluto organizzare un confronto per avviare un percorso di proposte – spiega il segretario generale della Cghil di Messina, Lillo Oceano-. Non possiamo tacere che per il nostro mezzogiorno il venir meno dei fondi FAS la cui riprogrammazione ha spostato le risorse dal SUD al NORD – da 36,9 a 18,9, da 6,5 a 19,4 dalla spesa in conto capitale a spesa corrente su 43,4 almeno 23,6. Non a caso la Banca d’Italia afferma che nel 2010 le spese in conto capitale si sono ridotte del 18,2. Le ricadute per la provincia di Messina sono il definitivo accantonamento, con il definanziamento, del raddoppio della Messina Catania e, purtroppo il taglio dei treni e l’ulteriore isolamento trasportistico dell’isola”.
Un momento di confronto aperto alle istanze di altri segmenti della società: il sindaco di Milazzo, Carmelo Pino per affrontare il nodo delle difficoltà di un’amministrazione comunale nell’anno dei tagli ai trasferimenti nazionali agli enti locali; l’ingegnere capo del Genio civile, Gaetano Sciacca, che è intervenuto sul tema dello sviluppo del territorio coniugato col rispetto e la sicurezza e il segretario provinciale del CNA, Confederazione nazionale artigiani, Costantino Di Niccolò che ha fatto il punto sulle difficoltà di imprenditori e artigiani in un sistema dove i tagli agli investimenti tagliano lavoro e lavori.
“Tra cassa integrazione e mancati rinnovi dei contratti dei precari della pubblica amministrazione e della scuola, nel 2010 si sono persi circa 30 milioni di euro di reddito che mancheranno alla nostra economia anche quest’anno- ha spiegato Oceano-. Per i tagli alle autonomie locali sui quali come Camera del Lavoro abbiamo condotto uno studio approfondito, nel solo 2011, verranno meno 45 milioni di euro. Ciò causerà una riduzione del reddito disponibile e aggraverà le condizioni dell’economia provinciale riducendo ulteriormente i consumi e causando ulteriori crisi aziendali e perdita di reddito e occupazione”. Lotta all’evasione fiscale, mantenimento del welfare da parte degli enti locali, modulazione delle tariffe dei servizi sulla base dei redditi, e una presa di coscienza da parte delle Autonomie locali e dei parlamentari della nostra area per il rilancio del territorio: questi secondo il sindacato devono essere i punti di partenza. Ai lavori ha preso parte la Segretaria generale della Cgil Sicilia, Mariella Maggio mentre il Segretario nazionale della Cgil Vincenzo Scudiere ha curato le conclusioni. (Foto Sturiale)
