Testamento biologico, nasce il Comitato cittadino per la libertà di ricerca scientifica

Testamento biologico, nasce il Comitato cittadino per la libertà di ricerca scientifica

Testamento biologico, nasce il Comitato cittadino per la libertà di ricerca scientifica

sabato 20 Marzo 2010 - 16:38

Avviata una raccolta di firme per chiedere ai sindaci l'istituzione di un registro che raccolga le dichiarazioni spontanee dei cittadini

Angela Cacciola, Lelia Grasso, Serena Intelisano, Rosaria Brancato, Saro Visicaro.

Sono loro i componenti del Comitato cittadino per la libertà di ricerca scientifica, presentato ufficialmente oggi.

All’incontro di stamattina, che si è tenuto a Palazzo dei Leoni, hanno partecipato anche il segretario del Partito Democratico Pippo Rao e il consigliere provinciale di IdV Maurizio Palermo.

Durante i lavori, è stato sottolineato come l’art. 32 della Costituzione stabilisca che “nessuno può essere obbligato al trattamento sanitario” e come la stessa sentenza della Corte di Cassazione del 16 ottobre 2007 abbia definito i criteri per rendere possibile l’esercizio del diritto Costituzionale di sottrarsi alle cure forzate. La Legge, infatti, non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Secondo Visicaro e gli altri componenti del Comitato è arrivato il momento di approvare una legge seria e chiara sul Testamento Biologico, che deve essere una trasparente dichiarazione anticipata di volontà.

Il Comitato ha già avviato una raccolta di firme per chiedere ai sindaci l’istituzione di un registro che raccolga le dichiarazioni di tutti i cittadini interessati che vogliono “esprimere la propria volonta di essere o meno sottoposti a trattamenti sanitari sia in caso di malattia o lesione cerebrale irreversibile o invalidante sia in caso di malattia che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione-.

Ad oggi, hanno aderito all’iniziativa circa 650 cittadini e nei prossimi giorni sono previsti tavoli e appuntamenti per incrementare le adesioni e spiegare le ragioni stesse della petizione.

Il Comitato invita quindi cittadini, associazioni, organismi politici, rappresentanti istituzionali, a organizzare una rete di informazione e occasioni di comunicazione pubblica che permettano ad ognuno di essere portato a conoscenza: della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea ( art. 3 – Diritto all’integrità personale); della Convenzione sui diritti Umani e la Biomedicina di Orvieto del 1977 ratificata nel 2001 dall’Italia; del Nuovo codice di Deontologia Medica; delle valutazioni espresse dal Comitato Nazionale di Bioetica nel 2003.

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