Magazzù: «Iniziativa di interesse collettivo». Rizzi: «Per avviare un asilo non basta essere mamma»
Il nido di famiglia potrebbe essere una realtà anche a Messina. Dopo paesi come la Finlandia e la Svezia, e pochi comuni italiani, soprattutto nell’estremo Nord, l’Amministrazione Buzzanca ha approvato l’istituzione dell’innovativo servizio, denominato -madri di giorno-. Vale a dire casalinghe in possesso di un’esperienza abilitante, conseguita attraverso la personale esperienza della maternità o momenti formativi, che durante il giorno assistono e contribuiscono ad educare, a casa propria, uno o più minori in età da asilo nido.
Il servizio, caldeggiato dalla Cisl, ha suscitato forti perplessità nel Coordinamento donne della Cgil: «Non una parola sulla messa a norma dei locali che dovrebbero accogliere i bambini – ha commentato Esmeralda Rizzi, responsabile del Coordinamento -, non un cenno sui percorsi formativi delle tagesmutter, non una riga sui contenuti educativi. Visto che il Comune di Messina trova denaro solo per i rimborsi spese degli esperti in continuo aumento, per i figli delle donne che lavorano restano solo pochi spiccioli».
Intanto il regolamento per l’attuazione e la gestione del servizio, predisposto dall’assessore alle Politiche scolastiche Salvatore Magazzù (nella foto), aspetta l’esame in Consiglio comunale. «L’iniziativa – ha sottolineato l’assessore Magazzù – è di rilevante interesse collettivo e si lega alla tradizione della mamma che -teneva d’occhio- i suoi e gli altri bambini in cambio anche solo di uova, pollame, come si faceva un tempo in campagna; e che oggi con un piccolo contributo per le spese vive, non versato dalle famiglie, permetterà l’avvio di tale attività. L’iniziativa ha un valore pedagogico rilevante perché si cercano di sviluppare le stesse potenzialità per educazione e attività giocose dei -veri- asili.»
Proprio il confronto con gli asili ufficiali mostrerebbe, secondo Rizzi, la discutibilità del servizio: «Mentre gli asili nido prevedono norme precise sui percorsi pedagogico/educativi dei bambini, l’assessore Magazzù sponsorizza un progetto privo di qualunque percorso educativo, che mortifica sia i bambini sia chi ha studiato tanti anni per ottenere un regolare diploma, una laurea, un corso post diploma di specializzazione. In poche parole ci propone un parcheggio».
La bocciatura del servizio da parte del Coordinamento donne deriva anche da rilievi di natura politica: «il progetto, in riferimento alla normativa regionale, prevede nell’erogazione del servizio l’intermediazione del privato sociale. Ancora un modo per utilizzare i pochi fondi destinati ai servizi sociali per sostenere quei soggetti del privato sociale vicini all’Amministrazione comunale».
