Il tour commerciale prosegue lungo la parte nord della città, dove purtroppo lo scenario non cambia: negozi chiusi, locali sfitti, marciapiedi sporchi. Rassegnati i titolari delle attività presenti nella zona: «Non esistiamo per nessuno». Su photogallery tutti gli scatti del degrado
Per proseguire il nostro viaggio commerciale tra le strade di Messina, ci spostiamo sul viale della Libertà strada che conduce verso la zona nord della città. Ma al tempo stesso strada che accoglie coloro si affacciano alla “porta della Sicilia” e che purtroppo trovano davanti ai propri occhi uno spettacolo non certo piacevole. Il via vai tra le due sponde dello Stretto, a dispetto di quanto si pensi, non è certo prerogativa esclusiva dei pendolari. Molti infatti sono coloro che soprattutto nei mesi estivi, e lo si vede bene osservando le chilometriche file che conducono agli imbarcaderi privati, hanno modo di “ammirare” il livello di degrado e trascuratezza che caratterizza proprio il viale della Libertà dove, nonostante il recente completamento del lungomare del Ringo, la condizione complessiva lascia alquanto a desiderare. E lo sanno bene i tanti commercianti dimenticati, non solo dalle istituzioni ma spesso anche dagli stessi cittadini/clienti, che lungo quella strada gestiscono delle attività il cui destino sembra però essere irrimediabilmente scritto: chiusura.
Così come già accaduto per negozi, anzi ex-negozi, ormai vuoti ed abbandonati, che attendono solo di essere venduti o affittati. Ed anche in questo caso l’attesa rischia di essere piuttosto lunga perché sempre meno sono coloro disposti a pagare (circa 1000 Euro l’affitto ndr) senza riuscire a coprire neanche una minima parte delle spese effettuate.
Una situazione che si rispecchia perfettamente nelle dichiarazioni di una delle storiche commercianti di viale della Libertà, la signora Arnao, titolare dell’omonima boutique: «Siamo i primi ad essere visti da chi arriva a Messina, i primi ad essere stati dimenticati dalla nostra città e dai suoi amministratori. Negli anni passati ho cercato di fare qualcosa promuovendo anche una petizione popolare per chiedere di effettuare qualche intervento, sia in termini di manutenzione che di viabilità, che potesse migliorare il nostro “status” commerciale, ma non è stato fatto assolutamente nulla. Io però adesso sono stanca, le cose rimangono allo stesso punto di prima perché quando c’è da muoversi per una causa comune tutti si tirano indietro o pensano al loro interesse».Tra i principali problemi della zona, come già accennato dalla commerciante, viabilità ed arredo urbano. Nel primo caso la signora Arnao spiega: «Qui ormai la gente non si ferma più per paura di rimediare una multa. Per quanto ci riguarda la riapertura della via Brasile è stato un ulteriore problema perché i controlli dei vigili si sono intensificati al punto di non lasciare respiro, neanche a noi che abbiamo qui la nostra attività. Non c’è un parcheggio, la macchina non può essere fermata in un posto qualsiasi e dunque la gente preferisce tirare dritto». E se poi anche l’occhio vuole la sua parte, nel caso dei marciapiedi di viale della Libertà, questa “parte” gioca veramente un pessimo ruolo: «Cerchiamo di fare il possibile per migliorare l’aspetto della strada ma non tutti hanno questa stessa volontà e spesso prevale il menefreghismo e l’inciviltà che purtroppo ci contraddistinguono». Ed effettivamente di fronte all’immagine di un marciapiedi allagato per la presenza di un lavaggista, o piuttosto invaso da attrezzi necessari per aggiustare un auto, è difficile poterle dare torto.
Per fortuna però ad accogliere i turisti che sbarcano e, presumibilmente, fuggono da Messina, ci pensa la scritta “Benvenuti in Sicilia” che campeggia solitaria sulla cadente facciata dell’ex-Conad (ancor prima Standa ndr), ormai diventato ricovero di fortuna per chi non ha un posto in cui trovare riparo. E dunque, “Benvenuti in Sicilia…ma scusate per l’accoglienza”. (Elena De Pasquale)
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