-Il problema è grave e di portata epocale-. Con queste parole l’avvocato Carmen Currò, presidente del Cedav (Centro Donne Antiviolenza), ha dato avvio all’incontro-dibattito -Violenze urbane- sulle donne, tenutosi nel Salone delle Bandiere della provincia di Messina.
Al ventesimo anniversario dalla sua fondazione (1989), l’associazione autofinanziata e a regime di volontariato lancia la richiesta di un nuovo coordinamento.
-Il Cedav a Messina è solo un presidio- ha annunciato il presidente del Cedav. Secondo le statistiche, infatti, su 150 casi l’anno, ne vengono analizzati e seguiti soltanto una cinquantina. A tal proposito il problema principale rimane quello di mettere a punto procedure di intervento maggiormente intense e celeri.
-E’ necessario implementare tutte le attività in corso – ha affermato l’avvocato Pinella Aliberti, assessore alle politiche sociali e alle pari opportunità del comune di Messina – e lavorare sulla sensibilità culturale-.
Nonostante negli ultimi mesi si sia assistito ad una maggiore focalizzazione del problema della violenza sulle donne, -purtroppo ancora non se ne parla in maniera corretta e completa-.
I dati Istat portano alla luce percentuali altissime. E’ stato rilevato che nei primi mesi del 2007 sessanta donne siano state assassinate dagli ex partner. -Sembra che la violenza uccida più della stessa mafia- ha sostenuto la Currò.
Le maggiori violenze si consumano all’interno del nucleo familiare (circa il 70%) ed il motivo va ricercato nel fatto che, a livello legislativo, la violenza domestica è al di fuori di qualsiasi decreto. Inoltre nella maggior parte dei casi alla violenza non segue la denuncia.
-La legge sullo stalking rappresenta sicuramente un passo decisivo-. A prendere parola è Rosalba Stramandino, responsabile della sezione reati contro la persona della questura di Messina.
Introdotto nel codice penale, il reato per molestie insistenti rappresenta una vittoria all’interno dei 44 centri italiani antiviolenza, che già 1996 avevano ottenuto il primo risultato consistente attraverso l’approvazione della legge contro la violenza sessuale.
Nel 2008 era stato inoltre inaugurato il movimento nazionale DiRe (donne in rete contro la violenza), punto di riferimento nella sensibilizzazione nazionale.
I dati sono chiari, il problema della violenza e degli abusi sulle donne esiste e nella maggior parte dei casi è ampiamente sottovalutato. -La partita difatti rimane ancora aperta-, ha concluso il presidente del Cedav.
