Nel discorso della rettrice per l'inaugurazione dell'anno accademico con il goverrnatore Panetta, le linee guida per l'Ateneo messinese: "Più ricercatori, servizi e legalità"
MESSINA – 478 anni dalla fondazione dell’Ateneo. S’inaugura l’anno accademico 2025-26 dell’università di Messina. Da un certo punto di vista, il consueto rito di docenti e autorità. Ma, nel discorso della rettrice Giovanna Spatari c’è qualcosa che sfugge alla banalità delle consuetudini. In primis l’attenzione aglistudenti iraniani in Unime, più di 600, e a tutti coloro che vivono situazioni internazionali angoscianti. L’altro passaggio è più politico: la difesa dell’università pubblica, come strumento d’opportunità e ascensore sociale, e la necessità di una gestione efficace, da parte della politica, del post Pnrr. Con investimenti in ricerca, servizi e infrastrutture. “L’università pubblica non è un costo da comprimere. E per il Mezzogiorno fa la differenza tra restare e andare via”.




Altro passaggio non banale nell’università scossa dalle indagini sull’ex rettore Cuzzocrea: “La legalità è per noi un baluardo e abbiamo potenziato gli strumenti interni di prevenzione”.
Ha esordito la rettrice: “La presenza del governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, oggi è di particolare rilievo, La Banca d’Italia rappresenta un presidio di competenza e di responsabilità pubblica. In un tempo in cui le trasformazioni economiche e sociali sono rapide, e spesso disorientanti, la qualità delle decisioni dipende sempre di più dalla qualità della conoscenza. È un messaggio che l’università sente profondamente: per i nostri studenti, per i territori, per il Paese. Ringrazio, inoltre, la dott.ssa Clorinda Capria, rappresentante del personale tecnico amministrativo., e Fabrizio Sbilordo, rappresentante degli studenti, che intervengono in questa cerimonia. E ringrazio il Coro d’Ateneo, che ci accompagna con il suo contributo musicale”.




“L’abbraccio alla comunità iraniana e l’investimento nella cultura internazionale”
Ha continuato la professoressa Spatari: “In particolare, abbraccio, a nome di tutta la comunità accademica, la rappresentanza della comunità iraniana. E l’Università di Messina è vicina a tutti gli studenti che vivono situazioni drammatiche internazionali”. La rettrice ha pure annunciato il recupero, con la riapertura la prossima settimana, dell’ex Banca d’Italia restaurata. Un’impronta progettuale importante, completando il lavoro della precedente amministrazione”.
E ancora: “Nel 2025 abbiamo investito sul dialogo e la cultura internazionale. Ci sono stati tanti momenti nel segno dell’apertura. E incontri, da Mattarella a Cortellesi. Abbiamo consolidato le posizioni nel ranking internazionale. E favorito un ingresso nell’Ateneo meno burocratico e che non lascia nessuno solo. Abbiamo creato ponti con il lavoro. E abbiamo fatto comunità, tra tanti progetti”.
Il ricordo di Lorena Quaranta, Sara Campanella e Yasin Mirzaei
Ha proseguito la rettrice: “La morte di un giovane che frequentava l’Unime (Yasin Mirzaei, n.d.r.) è una ferita. Come quella di Sara Campanella e Lorena Quaranta. Unime rafforza la prevenzione e dice ai giovani: qui non siete soli. Siamo una comunità e puntiamo sulle opportunità che sono la sostanza di una università pubblica. Esenzione totale alle donne vittima di genere, ad esempio, è una scelta che fa la differenza. Oltre tremila studenti stranieri, da più di 50 Paesi, e tasse contenute caratterizzano una Università di Messina che deve essere sempre accessibile. Con servizi e opportunità”.

La necessità di “una gestione politica post Pnrr” e l’orgoglio per il reclutamento di 90 ricercatori a Messina
“Sulla ricerca abbiamo fatto un salto di qualità. Ma la riduzione dei proventi competitivi con il Pnrr è prevista con la fine dei progetti. Serve una sfida politica: una transizione post Pnrr investendo sulla ricerca pubblica, infrastrutture e programmazione europea. Nel segno della stabilità e non del precariato”, ha tenuto a sottolineare Giovanna Spatari, che ha rimarcato: “Un programma di reclutamento nel 2026 di oltre 90 ricercatori è una scelta politica e amministrativa ambiziosa di Unime. In più la legalità non è negoziabile: rispetto delle istituzioni competenti e capacità di rafforzare strumenti di prevenzione sono capisaldi. La legalità e la qualità della ricerca e dei servizi sono fondamentali per essere all’altezza della fiducia che riceviamo. L’università pubblica non è un costo da comprimere. E per il Mezzogiorno fa la differenza tra restare e andare via”.
Questo il messaggio più politico del discorso. E ha concluso citando Sandro Pertini: “I giovani hanno bisogno di esempi. Non di sermoni”.





Discorso completo appassionato e coraggioso
Brava Magnifica Rettrice!
Rappresenti tutti noi …anche gli universitari in pensione che hanno amato la loro Universita’considerandola la loro Casa