Dimissioni De Salvo in stand-by. Dopo il -ni- della scorsa seduta, il Pdl sembra tornare compatto: merito di «quattro chiacchiere in famiglia»

Dimissioni De Salvo in stand-by. Dopo il -ni- della scorsa seduta, il Pdl sembra tornare compatto: merito di «quattro chiacchiere in famiglia»

Dimissioni De Salvo in stand-by. Dopo il -ni- della scorsa seduta, il Pdl sembra tornare compatto: merito di «quattro chiacchiere in famiglia»

mercoledì 04 Maggio 2011 - 11:51

Dopo la seduta convocata per la “verifica politica” di De Salvo, seguita alla richiesta di dimissioni votata positivamente dal consiglio, il Pdl sembra -ricomporsi-. Interdonato: «Il dibattito resta aperto ma mi meraviglia la posizione assunta da tanti colleghi. In particolare di Cacciotto». Quest'ultimo replica: «La maggioranza è solida, l'intervento di Interdonato infondato e fantasioso»

Per la serie a volte ritornano, nel corso della seduta pomeridiana di ieri, intorno al tavolo del consiglio della terza circoscrizione è appunto tornato a sedere il presidente Giovanni De Salvo. Quest’ultimo,lo ricordiamo, in occasione dell’ultimo consiglio (vedi correlato) ha incassato la formale sfiducia da parte dell’organo consiliare che, con una votazione quanto mai rocambolesca, ha approvato il documento, presentato dopo i fatti di Bordonaro (vedi correlato) dal consigliere del Pd Santi Interdonato che ne chiedeva le dismissioni. Fondamentali ai fini del verdetto finale, si sono rivelate le astensioni tra le file del Pdl (Cacciotto e D’Arrigo), le assenze più o meno strategiche ed i voti favorevoli alle dimissioni di Oteri (Pdl) e Minutoli (Udc).

Uno scenario però non confermato ieri: all’ordine del giorno la -verifica Politica” di De Salvo. Le precedenti astensioni sono infatti diventate attestati di fiducia, pur se forse non realmente condivisi, nei confronti del presidente, anche da parte di coloro che, pur non avendo gradito il “pretesto” per la presentazione del documento di dimissioni, ovvero il “caso rom”, avevano comunque colto l’occasione per mostrare un generale sentimento di insoddisfazione per la complessiva gestione politico-amministrativa di De Salvo (vedi correlato). Sembra dunque aver sortito gli effetti sperati, il summit tenutosi nella scorsa settimana tra gli esponenti consiliari di maggioranza e i coordinatori Galofaro e Bruschetta. Lo stesso presidente è apparso abbastanza sicuro, non mostrando alcun tentennamento rispetto alle vicende accadute e nonostante il lungo periodo di assenza dalla scene ha preferito non commentare i fatti, soprattutto quelli politici.

Rispetto a quanto emerso, il consigliere Santi Interdonato che proprio ieri con Sciutteri e Cardile ha presentato un nuovo documento in cui è stata ribadita la richiesta di dimissioni indipendentemente dai fatti del primo aprile, commenta così l’atteggiamento di alcuni colleghi: «Il dibattito resta aperto, ma le novità emerse ieri, sono piuttosto interlocutorie in casa Pdl. Verrebbe da dire, tanto per cambiare. In particolare, si segnala il clamoroso dietrofront del consigliere Alessandro Cacciotto, che ha fatto capire come sia costretto a fare buon viso a cattivo gioco pur avendo esternato nella riunione di partito scorsa tutto il proprio disagio per una situazione non più sostenibile. Evidentemente il giovane consigliere ha ricevuto ordini di scuderia precisi dal coordinatore di Partito, l’onorevole Vincenzo Garofalo ed, ubbidiente, intende mettersi in riga». In corso di definizione, invece, le posizioni degli altri scontenti del Pdl, Oteri e Marcellino, «Staremo a vedere – conclude Interdonato – si devono ancora esprimere gli altri gruppi consiliari, compresi quelli del Misto. Si attende, in particolare, un chiarimento da parte del gruppo UdC, al quale molti nelle file del PdL rimproverano incoerenze legate alla presenza del consigliere Giannetto nell’ufficio di presidenza quale secondo vice di De Salvo».

Non si fa attendere però la replica del consigliere di Forza Azzurri-Pdl Alessandro Cacciotto, a più riprese chiamato in causa del collega del Pd, che spazza via qualsiasi ombra sulla solidità del Pdl. Cacciotto infatti, definisce l’intervento di Interdonato, in particolare con riferimento all’incontro con i vertici del partito «quanto di più infondato, fantasioso e distorto. I coordinatori cittadini freschi di nomina, ma non certamente di stile e di esperienza – afferma – hanno solo e soltanto fatto il loro ruolo: coordinare e dialogare, pur nel sano rispetto dell’altrui idea e della libertà di pensiero, in sintonia con lo spirito che regna all’interno del partito, aperto al confronto in tutte le sue componenti. In particolare il “summit”, cosi come ironicamente definito dal collega Interdonato, è stata l’occasione per conoscere e farci conoscere da quelli che oggi rappresentano in modo responsabile e preciso i coordinatori cittadini del Pdl».

Una risposta pepata alle affermazioni di Interdonato che, sempre secondo quanto sostenuto da Cacciotto, «vorrebbe quasi elevarsi a ruolo di leader e mi chiedo se col placet degli altri suoi colleghi di battaglia». Per l’esponente di Forza Azzurri, infatti, quando accaduto in seno al consiglio della III circoscrizione, permette al Pdl di uscire forte, rinvigorito, prima di tutto perché sostenuto da una maggioranza che per Cacciotto si è fatta trovare compatta al momento necessario: « Burrascano, Cacciotto, D’Arrigo, De Salvo, Marcellino, Oteri, sono numeri – spiega il consigliere – ma anche esponenti di un partito, quello del Pdl, apparso solido».

Quella che Interdonato definisce “summit”, rappresenta invece per Cacciotto «una “chiacchierata” in famiglia con toni distesi e pacati che ha, tra i vari argomenti affrontati, portato alla sintesi della fiducia nei confronti del Presidente Sig. Giovanni De Salvo, nonché il rispetto politico che tutto il Popolo della Libertà merita. Precisazione che ritengo doveroso fare. Interdonato, a dispetto della sua alta autostima, dimentica che giovani o meno giovani si è seduti allo stesso tavolo e che il suo ruolo non è quello di cercare continuamente di scardinare, ma piuttosto quello di costruire per il bene e l’interesse della gente che con fiducia ci ha votato. Pertanto – conclude la “nota urgente” di Cacciotto – piuttosto che perdere tempo in narrazioni fantasiose, il collega farebbe meglio a dedicare il suo tempo per qualcosa di più costruttivo e se eventualmente ha voglia di scatenare il suo protagonismo politico che lo faccia in cose ben più importanti che interessano alla gente».

E dunque, secondo quanto spiegato dall’esponente di Forza Azzurri, il Pdl avrebbe ritrovato quella compattezza che sembrava invece essere stata sul punto di vacillare in occasione della prima seduta di consiglio. Evidentemente però, come sottolineato dallo stesso Cacciotto, qualche chiacchiera in famiglia avrebbe riportato la quiete, a prescindere dai meriti o dai demeriti di De Salvo in relazione alla complessiva gestione politico-amministrativa del quartiere.(E.De Pasquale)

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