I residenti del villaggio collinare che hanno aderito con entusiasmo al progetto avviato lo scorso anno dal Ato3 e Messinambiente, lamentano oggi di non poter più effettuare adeguatamente il servizio di differenziata. Giusy Feminò (VI circ): «Abbiamo chiesto l’attivazione del servizio porta a porta e la ricollocazione del mini cam ma non abbiamo ricevuto risposta». Cittadini increduli e rassegnati
In tante occasioni abbiamo lamentato la mancanza di civiltà di molti cittadini, soprattutto in tema di raccolta differenziata, dovendoci così trovare d’accordo con i rappresentanti istituzionali che spesso hanno evidenziato la scarsa coscienza civica della collettività. Questa volta però le parti si invertono. Siamo a Salice, uno dei villaggi collinari della VI circoscrizione, una delle tante zone che a causa dell’estensione del territorio messinese, ed in particolare proprio dell’ultimo quartiere, viene considerata marginalmente e con essa tutti i problemi denunciati a vuoto dagli abitanti.
Abitanti che tuttavia, nel loro piccolo, cercano di fare il possibile per mantenere vivo ed soprattutto accogliente il proprio villaggio, partendo proprio da igiene e pulizia ambientale. Uno spirito che ha animato i residenti di Salice anche in occasione della campagna educativa sulla raccolta differenziata, avviata un anno fa con da Ato3 e Messinambiente in collaborazione con la VI circoscrizione. Per sensibilizzare il più possibile la comunità soprattutto in fase iniziale, sono stati organizzati incontri e dibattiti, giornate ecologiche, anche con il coinvolgimento della scuola del villaggio, presidi informativi in piazza, con l’obiettivo di fissare i vantaggi e i benefici del “differenziare”. E i risultati non sono tardati ad arrivare, anche perché i tecnici delle rispettive aziende, nel presentare la campagna, hanno messo a conoscenza i cittadini degli sgravi applicabili sulla tassa dei rifiuti già dall’anno 2011 per coloro che si sarebbero rivelati i “più virtuosi”. Molti i salicesi che hanno fatto richiesta anche di compostiere domestiche che l’Ato3, ah provveduto a fornire in comodato d’uso gratuito.
Veniamo però adesso al rovescio della medaglia. La prima fase del progetto, come spiega il consigliere del VI quartiere Giusy Feminò in una lettera inviata a Buzzanca, Ruggeri e Di Maria, ha previsto, per attuare la politica del “rifiuto zero”, la collocazione in una delle zone centrali del villaggio, di un postazione mobile per la raccolta differenziata. Nel mese di Maggio 2010 è stato istituito il presidio di un “Minicam” dell’ATO 3 (uno dei furgoncini acquistati di recente e parcheggiati nelle piattaforme ecologiche, dislocate in città), presso il quale nelle ore antimeridiane dei giorni feriali, un operatore di Messinambiente, raccoglieva, pesava e registrava i rifiuti differenziati lì conferiti dalla popolazione.
«Tale postazione – spiega il consigliere Feminò – che ha dato la possibilità ai cittadini di responsabilizzarsi ed essere partecipi, imparando a ben differenziare, avrebbe dovuto essere attiva per tre/quattro mesi, per poi attivare definitivamente una raccolta differenziata “porta a porta” calendarizzata, al fine di un coinvolgimento capillare, rivolto anche alle fasce più anziane, impossibilitate a raggiungere la postazione e alle utenze commerciali. Da un monitoraggio attento del consiglio circoscrizionale, attraverso la consultazione dei dati registrati dall’operatore presso la postazione , in rapporto ai parametri previsti (percentuale del materiale differenziato e numero di abitanti) si è evinto un risultato sorprendente, poiché almeno il 70% della popolazione ha imparato a differenziare». Purtroppo però come ben sappiamo, anche a causa delle difficoltà comunicative fra Messinambiente ed Ato3, nonostante i molteplici solleciti dei consiglieri di quartiere, il promesso servizio porta a porta nel villaggio di Salice non è stato avviato. Al danno si aggiunge però anche la beffa, perché a novembre, si verificano due furti all’alimentatore del minicam, gesti assolutamente condannabili, che però penalizzano l’intera comunità. Da allora infatti il furgoncino non è stato più collocato.
«Nonostante i continui solleciti dei cittadini e l’intervento della VI circoscrizione – afferma Giusy Feminò – che ha richiesto ai dirigenti dell’Ato3 l’attivazione del promesso “porta a porta” e l’installazione di un sistema di videosorveglianza (i cui costi sono ammortizzati dall’ottimo risultato raggiunto) del minicam, la risposta è un continuo prendere tempo, prospettando la risoluzione definitiva di settimana in settimana, ma la parola d’ordine sembra essere l’inconcludenza e a nulla valgono le continue telefonate e gli incontri presso la sede di Via Cavalieri della Stella». A questo proposito il commissario dell’Ato3 Antonio Ruggeri precisa: «Al di là dei danni arrecati al minicam, lo spostamento del furgoncino è dipeso dal fatto che quella fase del progetto avviato con le circoscrizioni è stata conclusa. Si è trattato di un esperimento che deve essere portato avanti anche negli altri villaggi (anche se il mezzo deve ancora essere riparato ndr). Ora è Messinambiente che deve occuparsi di avviare il servizio porta a porta, è questoe il passo successivo, l’Aot3 ha fatto quanto previsto».
Ecco dunque un evidente caso in cui i ruoli si ribaltano ed i cittadini, intenzionati ad effettuare in modo adeguato e continuo la raccolta differenziata, si trovano costretti a mettere da parte i buoni propositi, assistendo a rimpalli di responsabilità che finiscono con l’addormentare il desiderio di migliorare il proprio territorio, alimentando invece indifferenza e distacco. Prima insomma di pensare alla realizzazione di un “Ecovillaggio”, grazie alla collaborazione di alcune scuole cittadine, progetto assolutamente lodevole, sarebbe il caso di “accontentare” le richieste di chi al progetto di raccolta differenziata ha mostrato di aderire con convinto entusiasmo.(Elena De Pasquale)
