Dopo la richiesta di dimissioni presentata dal consigliere Santi Interdonato, si attende di capire quale possa essere il futuro dell'attuale presidente. Il problema legato alla gestione del caso rom ha infatti ben presto svelato i suoi risvolti politici
L’orientamento comune, anche quello della maggioranza, e non solo in senso numerico, sembra essere diretto verso la conferma della richiesta di dimissioni del presidente De Salvo, presentata il 12 aprile scorso dal consigliere del Pd Santi Interdonato. Tuttavia sarà necessario capire se quella che finora si sta rivelando una “tendenza” verbale, potrà trovare riscontro anche nei numeri.
Nel corso delle ultime due sedute, quella di giovedì 14 aprile e di martedì 19, non è stata infatti presa nessuna posizione ufficiale. Il Pdl, ad eccezione di quanto dichiarato “a titolo personale” dal consigliere Cosimo Oteri, non ha si è ancora esposto. E ciò a dispetto di quanto dichiarato dal vice-presidente D’Arrigo che al termine del primo incontro, a nome del partito, si era riservato di rendere manifesta la linea da seguire nella successiva seduta. Ritardi a parte, appare evidente il tentativo di far passare in secondo piano e magari “far scivolare” la questione, che però va ben oltre le proteste dei residenti per il trasferimento delle famiglie nomadi alla scuola “Capitano Traina” di Villagio Santo. Molti consiglieri, infatti, (vedi articolo correlato) hanno mostrato parecchie riserve rispetto al ruolo di presidente ricoperto da De Salvo, non solo in merito al caso rom, ma anche per una complessiva condotta politica che molti rappresentanti di quartiere considerano poco efficace e spesso assente.
Tornando però alla vicenda trasferimento, a poco sembra essere valso il tentativo dell’assessore Dario Caroniti, invitato alla seduta di giovedì, di smorzare i toni anche rispetto al -video-incriminato- circolato su Youtube, che “immortala” il presidente in un atteggiamento poco felice. Il rappresentante della giunta Buzzanca ha infatti evidenziato il supporto che, superati i primi momenti di tensione, è stato fornito da De Salvo nelle settimane successive, affermando quindi di considerare superato il problema. A testimoniare il buon cuore del presidente, anche uno dei rappresentanti delle famiglie momentaneamente alloggiate alla scuola di Bordonaro, Giuseppe Vitanza, messinese sposato con una ragazza rom: “Il presidente ha portato il latte per i nostri figli, i biscotti, i pannolini e tutto quello che ci serviva, è stato gentile”. A tal proposito va evidenziato l’intendimento, da parte dell’intero consiglio, di poter venire incontro alle esigenze di integrazione anche nella successiva fase di autocostruzione.
Testimonianze importanti ma forse poco utili al “caso” in oggetto che, lo ribadiamo, superati i confini della “Capitano Traina”, assume un contorno politico ben definito. Perché ciò che il consiglio di circoscrizione mette in discussione, non è certo la buona fede del proprio presidente e la sua umanità, ma piuttosto una capacità politica che in questo, così come in altre questioni, non viene giudicata idonea. La situazione rimane dunque in stand-by in attesa che certe posizioni vengano meglio definite. In primis naturalmente quelle del partito di appartenenza di De Salvo il Pdl, i cui esponenti in seno alla III circoscrizione attendono un confronto con i “rappresentanti superiori”. Per ulteriori sviluppi si attende dunque la fine di queste festività e chissà se qualche “consiglio” non lo si troverà nell’uova di Pasqua. (Elena De Pasquale)
