A segnalare il degrado della zona i consiglieri Marcellino e Cacciotto che sperano nella possibilità di recupero dell'area e soprattutto del progetto che ipotizzava la creazione di un caratteristico borgo
Dista appena due chilometri dal centro città, eppure sembra di affacciarsi in una dimensione parallela, caratterizzata ovviamente dal degrado. Parliamo della zona di Fondo Pistone, vallata di Camaro. A ricordarne l’esistenza sono i consiglieri del terzo quartiere Alessandro Cacciotto e Vincenzo Marcellino che a distanza di ben due anni dal sopralluogo effettuato, tornano all’attacco per sottolineare il totale abbandono dell’intera area.
In questo periodo, certamente non breve, in cui i consiglieri di quartiere, a propria volta, hanno atteso senza segnalare il permanere della vergogna agli organi competenti, l’amministrazione ha dimenticato la condizione in cui versa Fondo Pistone. Una condizione che è però arrivato il momento di ricordare: arterie ristrette e sul punto del collasso, strade dissestate, griglie di raccolta acque bianche completamente otturate, illuminazione a tratti insufficiente. «Due anni fa – scrivono i rappresentanti di quartiere – si era ipotizzata la nascita di un vero e proprio “Borgo Fondo Pistone”, una rinascita della zona grazie a degli interventi che non dovevano limitarsi a ricolmare qualche buca, sostituire qualche lampada spenta o pulire qualche griglia otturata. Al contrario – continuano – si era pensato che, le strette viuzze con una semplice opera di scarifica potevano far rivivere l’originario manto stradale composto da pietra lavica (si parla in questi giorni di rinascita del “basolato”), l’impianto di illuminazione esistente poteva essere potenziato con lampade a luce gialla dando cosi al rione un senso estetico e paesaggistico eccezionalmente suggestivo».
Cacciotto e Marcellino evidenziano poi come dal sopralluogo era altresì emersa la possibilità di ricavare da uno spazio già esistente, ma lasciato in pessime condizioni, un area da attrezzare al verde pubblico. Altro aspetto da non sottovalutare: si era ipotizzata la creazione di una via di fuga alternativa all’unica già esistente, che collegasse direttamente il Fondo Pistone alla via Militare di Bisconte. «Tutti propositi che purtroppo a distanza di due anni non hanno trovato nessuna attuazione, neppure parziale» finendo dimenticati, aggiungiamo, come l’intera area.
Nonostante tutto i consiglieri affermano di credere che il rione Fondo Pistone possa trovare nuova linfa e un nuovo decoro. Sogno o realtà?
