Il coordinatore regionale analizza il cambio di rotta del deputato: "Autocandidatura alla Regione o è un bluff o è un ripensamento"
MESSINA – “Prendiamo atto che Ismaele La Vardera non rinneghi il suo passato e, ovviamente, ne apprezziamo l’onestà intellettuale. Ismaele La Vardera dovrebbe però spiegare ai messinesi perché nel 2022 ha scelto di sostenere Federico Basile con la lista “Mai più baracche” come capolista, ottenendo 59 preferenze, credendo in un progetto amministrativo che oggi, invece, quello sì, finisce per rinnegare e mettere in discussione sostenendo il Partito democratico”.
Lo dice il coordinatore regionale di Sud Chiama Nord, Danilo Lo Giudice.
L’azione amministrativa e il sostegno al fronte alternativo
“Se gli equilibri politici regionali appartengono ad un altro piano, a Messina la domanda è semplice e resta tutta sul tavolo: cosa contesta oggi dell’azione amministrativa di Federico Basile, che allora ha sostenuto e in cui ha creduto? Perché il punto è proprio questo. Se si arriva a sostenere un fronte politico alternativo, è inevitabile che quel sostegno si traduca in una messa in discussione di quel percorso amministrativo. E se non si è in grado di distinguere tra dinamiche politiche e qualità dell’azione amministrativa, si rischia di dimostrare di non saper mettere la buona amministrazione davanti al resto. Così facendo, il rischio è quello di scivolare dentro una logica fatta solo di posizionamenti e steccati politici, senza la capacità di andare oltre”.
Il nodo della candidatura alla presidenza della Regione
“Rispetto alla costruzione della coalizione che dovrà esprimere il candidato alla presidenza della Regione, è chiaro che quel percorso non potrà prescindere da un tavolo serio, fondato su competenze, visione e prospettive concrete, non su dinamiche di convenienza o contrapposizione ideologica. Rimane però un interrogativo che non è ben chiaro: perché Ismaele La Vardera ha legittimamente lanciato la sua candidatura alla presidenza della Regione siciliana in maniera autonoma rispetto agli altri partiti, spaccando di fatto con il ‘campo largo’, salvo poi dire che sarà la coalizione a decidere sulle eventuali alleanze? Le cose sono due: o la sua autocandidatura è un bluff, oppure ha già avuto un ripensamento. Lo dico senza polemica, ma con l’esigenza di avere un quadro più chiaro”.
