La Finanziaria "a metà" è in vigore. A Messina nuova tegola sul Vittorio Emanuele

La Finanziaria “a metà” è in vigore. A Messina nuova tegola sul Vittorio Emanuele

Rosaria Brancato

La Finanziaria “a metà” è in vigore. A Messina nuova tegola sul Vittorio Emanuele

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venerdì 31 Gennaio 2014 - 10:32

Da oggi la Finanziaria falcidiata dalle bocciature del Commissario dello Stato è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Tirano un sospiro di sollievo i dipendenti regionali, ma a rischio, secondo la giunta, ci sono 26 mila lavoratori. A Messina la tegola arriva sul Teatro Vittorio Emanuele. L'impugnativa riguarda infatti anche i contributi ai teatri siciliani. Intanto Cgil e Cisl contestano Crocetta per non aver saputo dotare l'isola di una Finanziaria all'altezza.

Da oggi la Finanziaria che uccide la Sicilia, come l’ha definita Crocetta annunciando che passerà la giornata a pregare per l’isola e i siciliani, è in pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione.

A tirare un sospiro di sollievo sono i dipendenti che avevano finora visto nubi nere su stipendi e pensioni, ma la Finanziaria “a metà” dopo la bocciatura del Commissario dello Stato di gran parte delle norme, comporterà tagli che colpiranno, secondo le stime della giunta, almeno 26 mila lavoratori, tra Enti, partecipate ed agenzie. Tra le vittime anche il Teatro Vittorio Emanuele di Messina.

Oggi la manovra 2014 della Sicilia sarà all’attenzione del Consiglio dei ministri, che valuterà la possibilità di una ciambella di salvataggio per il governo regionale, fatto questo che, sul piano politico, avrà conseguenze anche per il governatore, che dovrà dire molto più di un “grazie” ai suoi alleati vecchi (Pd e Udc) e nuovi (Ncd).

L’ipotesi al vaglio, come emerso dalle dichiarazioni del ministro Del Rio, vedrebbe la possibilità per la Sicilia di “spalmare negli anni” l’ammortizzazione con il bilancio dello Stato e che dal prossimo anno interesserà tutte le Regioni nelle stesse condizioni della nostra, con conti in rosso e l’incubo della violazione del patto di stabilità. La Regione dovrebbe comunque varare un piano pluriennale di rientro.

Nel frattempo però, in attesa delle decisioni del Consiglio dei ministri e di un intervento “salva-default”, l’assessore regionale all’economia Luca Bianchi ha annunciato che alcune delle norme impugnate saranno riscritte e riproposte in una nuova legge. L’assessore, nell’incontro di ieri a Roma ha anche sottolineato come “Stupiscono le ragioni di improvvisa preoccupazione per l'inesigibilità dei residui attivi, quando per quasi un decennio non è stato neanche stigmatizzato il chiaro comportamento elusivo di chi ha gestito la Regione, che formalmente ha stanziato i fondi e poi li ha puntualmente dirottati per altre finalità non sempre nobili".

In attesa che qualcosa si muova l’unico fatto certo è la pubblicazione della Finanziaria 2014, falcidiata dalle impugnative di Aronica, sulla Gazzetta Ufficiale della Regione, e che comunque consente una boccata d’ossigeno per una serie di interventi. (vedi in allegato l’impugnativa del Commissario dello Stato).

Chi resta a rischio sono 26 mila lavoratori siciliani, tra precari di vari Enti, Agenzie, partecipate, (basti pensare ai forestali, dipendenti ex Fiera del Mediterraneo, Coppem, Ciapi, Eas, Esa, comandati), ma ad esempio per Messina, il macigno riguarda il teatro Vittorio Emanuele, dal momento che lo stop del Commissario dello Stato ha interessato tutti i contributi per i teatri siciliani, quindi anche i 5 milioni e 200 mila euro per l’Ente messinese.

Il colpo di grazia insomma.

Se i riflettori sono quindi accesi sul Consiglio dei ministri, che comunque non sarà una soluzione rapida e semplice, in Sicilia il clima,a dispetto della stagione, è torrido, perché i sindacati non sono affatto teneri nei confronti di Crocetta che si è limitato a lamentarsi perché “inseguito dal passato”, quindi dai vecchi politici e anche dal presente, in questo caso rappresentato da Aronica che ha impugnato le norme, dimenticando che la Finanziaria è comunque frutto di questa giunta e di questo parlamento e non è stata ereditata da nessuno. Qualcuno l’ha scritta oggi e in questo modo. Le responsabilità pertanto devono essere condivise.

Sparano a zero Cisl e Cgil, attraverso i rispettivi segretari regionali.

“Fermatelo! Vittimismo e irresponsabilita'”, ha twittato Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia “Una "fragilita' economica e finanziaria della Regione, nota a tutti da tempo avrebbe richiesto un serio piano di ristrutturazione e riqualificazione con l'obiettivo di assicurare alle casse regionali maggiori entrate e minori spese. L'impugnativa non e' la causa dei problemi siciliani ma solo la conseguenza delle scelte improvvisate e approssimative, del governo della Regione. Riversare sul Commissario Aronica la responsabilita'della situazione in cui la Sicilia versa, e' un errore grave".

Non la pensa diversamente il segretario generale della Cgil Sicilia Michele Pagliaro, che rincara la dose: "Crocetta dovrebbe smetterla di soffiare sul fuoco, di agitare le acque in una Sicilia gia' in forte difficolta' e disagio e assumersi le sue responsabilita'. E dovrebbe pure smetterla di riproporre copioni gia' visti di attacchi ad altre istituzioni. Senza entrare nel merito dei rilievi di Aronica, di questa legge la Cgil aveva gia' criticato l'approssimazione, il mancato rispetto delle leggi di contabilita' e la mancanza di interventi innovativi. Credo che restino sempre questi i temi su cui discutere con la consapevolezza del fatto che ai siciliani non servono accuse mosse a terzi e toni apocalittici da chi governa ma soluzioni concrete” .

Per quanti vogliano dare un’occhiata ai dettagli dell’impugnativa, la alleghiamo all’articolo.

Rosaria Brancato

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