Taormina. De Luca attacca, ex alleati rispondono: "La dignità delle persone non si calpesta"

Taormina. De Luca attacca, ex alleati rispondono: “La dignità delle persone non si calpesta”

Carmelo Caspanello

Taormina. De Luca attacca, ex alleati rispondono: “La dignità delle persone non si calpesta”

mercoledì 26 Aprile 2023 - 11:30

VERSO LE AMMINISTRATIVE Il deputato: "La fuga è da cercare nella vecchia logica delle poltrone". I nove: "A De Luca interessavano solo i nostri voti, per poi bruciarci. Era lui ad offrire posti in Giunta che abbiamo rifiutato. Se non la pensi come lui è il finimondo"

TAORMINA – Si acuisce lo scontro politico a Taormina, dove il prossimo 28 e 29 maggio i cittadini saranno chiamati alle urne per le amministrative. Cateno De Luca, candidato a sindaco insieme all’uscente Mario Bolognari e ad Antonio D’Aveni, ha alzato l’asticella nel corso di un comizio nella frazione Trappitello dove ha duramente attaccato i nove fuoriusciti che fino alla scorsa settimana erano schierati al suo fianco. “A Trappitello – chiosa De Luca – ho voluto affrontare la questione politica che riguarda il nostro progetto per la città. Ancora una volta ho ribadito, a chi oggi continua a cercare alibi, che l’unica vera ragione per cui chi fino ad una settimana fa mi sosteneva e oggi ha fatto scelte diverse è da ricercare nella solita vecchia logica delle poltrone”. I nove (Chiara Carella, Andrea Carpita, Salvatore Cilona, Manfredi Faraci, Lucia Gaberscek, Giuseppe Lo turco, Andrea Raneri, Vittorio Sabato jr ed Eddy Tronchet) respingono ogni accusa. “Se l’onorevole De Luca pensava di venire a Taormina, utilizzare le persone perbene e poi gettarle – sostengono congiuntamente – si è sbagliato. È stato proprio lui a cercare l’appoggio politico di quelle stesse persone quando era in dubbio se candidarsi o meno a Taormina.
La dignità delle persone non si calpesta, la politica è condivisione, partecipazione e non certamente imposizione come lui è abituato a fare. Il suo obiettivo – proseguono i nove – era chiaro: bruciare gran parte dei soggetti politici (una buona parte giovani) utilizzando solo i loro voti per arrivare al governo della nostra città. Persone che ha utilizzato fino alla fine, persone che hanno dato anima e corpo, che hanno lavorato per il suo programma elettorale. Le due liste erano complete ed erano state fatte con un criterio preciso (un mix di esperienza e novità), ma non coincideva con il suo criterio. Dunque, invece di discuterne democraticamente e trovare una soluzione, è successo il finimondo. Come ogni volta che qualcuno osa contraddirla ed esprimere il proprio pensiero. Ebbene, noi abbiamo deciso di non firmare quel documento imposto, abbiamo dimostrato l’esatto opposto di ciò che lui dice: cioè che la dignità delle persone vale più di ogni poltrona politica. Sennò avremmo firmato in silenzio pur di rimanere dentro la squadra. Ed è bene specificare che per convincere alcuni di noi a rimanere in quel suo progetto aderendo alla seconda lista, è stato De Luca a promettere innumerevoli posti in Giunta che sono stati rifiutati dai diretti interessati. Rifiuto netto e categorico per la motivazione più volte ribadita dell’elezione al Consiglio comunale. Obiettivo primario di una elezione amministrativa.
Questo gioco al massacro delle due liste – incalzano i nove firmatari della nota -aveva come obiettivo non solo quello di monopolizzare il Consiglio comunale (per non avere un democratico contraddittorio), ma anche quello di togliere di mezzo teste pensanti che potessero esprimere liberamente la propria idea. Nessuno osi far passare come “ricatto” la legittima aspirazione di ognuno a sottoporsi al giudizio dei propri elettori: solo loro possono giudicarci”. Viene infine specificato che “le persone fuoriuscite da questo progetto (progetto che mai abbiamo visto, né conosciuto) non esprimeranno alcun candidato sindaco, si rassegni De Luca all’idea che c’è gente che semplicemente ha rispetto per la propria dignità e che ha dimostrato che la politica non è un’ambizione a tutti i costi. Ci eravamo affidati a lei e proprio lei ci ha traditi e ha provato a farci ostaggio del suo progetto”.
In una distinta nota, Eddy Tronchet (uno dei nove fuoriusciti) ha precisato questa mattina che il gruppo politico da lui rappresentato “non ha intavolato nessun dialogo con il sindaco Mario Bolognari né ci sarà alcun incontro con lui in vista delle elezioni amministrative di fine maggio. L’amministrazione Bolognari è deficitaria sotto innumerevoli  punti di vista e continua nei suoi surreali progetti ai danni dell’ambiente e dei cittadini. La squilibrata politica del candidato sindaco Cateno De Luca è stata da noi giudicata inappropriata e rifiutata non certo per impelagarci con l’attuale sindaco Mario Bolognari in uno scenario altrettanto improprio di obiettivi mancati, di tattiche elettorali indecenti e di promesse non mantenute”.

4 commenti

  1. L’imperatore della galassia…

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  2. Franco Fabiano 26 Aprile 2023 15:50

    Il personaggio è questo! Prendere o lasciare. A Fiumedinisi, S. Teresa e a Messina è stato preso. Alla presidenza della Regione i Siciliani hanno detto…non se ne parla proprio e a Taormina hanno già preso le distanze. Purtroppo per lui, il CalIFFATO è finito!

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  3. Pensava di trovare lo stesso terreno fertile dove ha “coltivato” a Messina a suo piacimento…….pensava di “suonare” la stessa musica stonata che a Messina neanche fosse stato l’ammaliante canto delle Sirene…… finalmente stavolta raccoglie ciò che ha seminato….. FINALMENTE la musica sta cambiando e mi pare proprio che stavolta, tocca a lui “ESSERE SUONATO”😏!!!!!!

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  4. Solo i “babbi” si fanno infinocchiare da lui, o chi cerca uno stipendio da fannullone. Siamo rovinati perché la nostra stessa vita la mettiamo in mano a questi personaggi, non ci dovrebbe essere mai uno che sceglie per me, o io con un voto delego altre persone che poi fanno tutt’altro.

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