Parte domani con “Nunzio” l’avventura toarminese della compagnia Scimone Sframeli

Parte domani con “Nunzio” l’avventura toarminese della compagnia Scimone Sframeli

Redazione

Parte domani con “Nunzio” l’avventura toarminese della compagnia Scimone Sframeli

giovedì 17 Luglio 2014 - 15:11

A venti anni dal debutto viene riproposta la prima opera della compagnia messinese. Sabato 19 nuovo appuntamento con “Bar”.

Si inaugura domani al Palazzo dei Congressi di Taormina l’antologica di Spiro Scimone e Francesco Sframeli, una vera e propria “monografia” che vuole ricordare il sodalizio artistico dei due artisti, entrambi messinesi e, a tutt’oggi, esempio di compagnia teatrale che mette in scena il proprio repertorio di drammaturgia contemporanea, diventato negli anni un punto di riferimento in Italia e all’estero.

Il primo spettacolo in scena sarà Nunzio di Spiro Scimone, con Spiro Scimone e Francesco Sframeli, regia di Carlo Cecchi, Premio IDI (Istituto Dramma Italiano ) “Autori Nuovi” 1994; Medaglia d’Oro IDI per la Drammaturgia 1995. Un atto unico scritto in lingua messinese, costruito su dialoghi serrati: domande e risposte ribattute e ossessivo nelle sue ripetizioni. L’ossessione circolare è la sua misura, lo specchio fedele di una situazione senza uscite o, meglio, da cui non si vuole uscire perché quel che s’intravede al di là è solo un buco nero senza ritorno. La chiave privilegiata è una comicità agra e svagata, costruita sui corpi degli interpreti, quasi dei clown privati o “domestici”, tesi verso un’apparente immobilità ma, in realtà, attori di una sottile trama di azioni e reazioni che si ricreano sera per sera.

Sabato 19 sarà la volta di Bar di Spiro Scimone, con Spiro Scimone e Francesco Sframeli, regia di Valerio Binasco, Premio Ubu 1997 a Spiro Scimone “Nuovo Autore”; Premio Ubu 1997 a Francesco Sframeli “Nuovo Attore”. Bar spia i quattro giorni cruciali della vita di due uomini: il barista Nino e il disoccupato Petru, che hanno scelto un luogo pubblico per nascondersi al resto del mondo. Ciascuno nutre motivazioni diverse e ignora quasi tutto dell’altro, del mondo, perfino di sé. Ma in questo bar si vede e si vive soltanto il retro, anzi, soltanto un muro contro il quale i due uomini sembrano schiacciati insieme ai pochi oggetti presenti: il bidone della spazzatura e qualche cassa di bibite, una radio portatile. Fissati, quasi inchiodati al loro destino di perdenti, in attesa di una svolta che non arriva mai. Per Nino, il barista, il sogno è quello di preparare gli aperitivi in un locale dove si suona musica americana – “un posto di classe e non questo bar di periferia”. Per Petru, il disoccupato, un lavoro stabile che rimedi a quel suo vivere d’espedienti.

La rassegna, come già ricordato nella conferenza stampa di presentazione, vede coinvolti nell’organizzazione Taormina Arte, il Mistero per i Beni e le Attività Culturali, l’Ersu e l’Università di Messina e si propone come una nuova forma di evento teatrale per la realtà siciliana, con uno sguardo rivolto alle maggiori esperienze sviluppate in Italia e in Europa.

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