In scena il 14, 15 e 16 marzo
Jean Racine, nel 1677, ha dato vita a una delle tragedie più intense del teatro francese, ispirandosi alle opere di Euripide e Seneca. La sua “Fedra” racconta l’amore tormentato della protagonista per il figliastro Ippolito, un sentimento che la conduce verso un destino tragico. In una Grecia onirica e mentale, all’interno del palazzo reale di Trezene, si sviluppano intrighi e passioni nascoste che porteranno a conseguenze fatali.
La visione di Federico Tiezzi: un viaggio nell’inconscio
Il regista Federico Tiezzi offre una lettura innovativa di questo classico, ambientando la tragedia in una “Grecia onirica” e trasformando la scena in una “stanza dell’inconscio di Fedra”, suggerendo che l’intera rappresentazione sia una “seduta psicanalitica”. Tiezzi esplora i “motivi ancestrali interpretabili solo con l’ausilio della psicanalisi freudiana”, mettendo in luce come i personaggi siano “in fuga”, incarnando il concetto proustiano secondo cui “si ama chi non ci ama”.
Un immaginario onirico tra classicità e psicanalisi
La messa in scena firmata da Federico Tiezzi trasforma il palcoscenico in uno spazio sospeso tra il reale e il simbolico, dove la tragedia assume i contorni di un sogno febbrile. Le scenografie curate da Franco Raggi e Gregorio Zurla creano un ambiente che richiama le suggestioni della Grecia classica, ma con una chiave visiva che esalta il conflitto interiore dei personaggi.
I costumi di Giovanna Buzzi, dal sapore atemporale, avvolgono i protagonisti in un’estetica raffinata, mentre il disegno luci di Gianni Pollini scandisce le tensioni e i contrasti della narrazione. Fondamentale anche il contributo di Francesca Della Monica nella direzione del canto e di Cristiana Morganti, che con i suoi movimenti coreografici accentua la carica emotiva della rappresentazione.
Questa lettura scenica si sviluppa come un viaggio nella psiche dei protagonisti, dove il desiderio e il senso di colpa si intrecciano in un vortice di immagini e suoni, restituendo alla tragedia di Racine tutta la sua potenza espressiva.
Un cast di grande intensità
A dare vita ai personaggi di questa potente tragedia è un cast d’eccezione, che unisce interpreti di grande esperienza e talento. Catherine Bertoni de Laet, Martino D’Amico, Valentina Elia, Elena Ghiaurov, Riccardo Livermore, Bruna Rossi, Massimo Verdastro porteranno in scena un dramma senza tempo, fatto di desideri inconfessabili e conflitti interiori.
Il loro talento, unito alla regia visionaria di Federico Tiezzi, darà forma a uno spettacolo emozionante e profondo, in cui ogni gesto e ogni parola risuoneranno con forza sul palco.
Date e orari:
14 marzo – ore 21
15 marzo – ore 21
16 marzo – ore 17:30
