Il calciatore palermitano racconta il momento che vive la squadra e in particolare si sofferma sulla sua condizione fisica ora ristabilita
MESSINA – Gabriele Zerbo, giocatore offensivo palermitano classe 1994, è arrivato a Messina nel mercato invernale. Utilizzato in più ruoli, centrocampo e attacco, e in più modi, da titolare o dalla panchina, nelle dieci partite da quando è in riva allo Stretto è sceso in campo con la maglia biancoscudata in otto occasioni per un totale che supera i 400 minuti, per lui ancora nessun gol e neanche assist. Ci è andato vicinissimo settimana scorsa sul campo della Vibonese centrando un palo che poteva regalare al Messina i tre punti. In riva allo Stretto lo abbiamo visto utilizzato come esterno ma in realtà sarebbe un trequartista/fantasista.
Intervista a Gabriele Zerbo
Partiamo subito da quel palo con la Vibonese. Sembra che le cose non vadano.
“È lo specchio di come personalmente è iniziata l’avventura qui a Messina. Da Favara sto bene, ma il cambio di modulo e il mio impiego in altri ruoli in cui mi sono sacrificato non mi permettono di esprimermi al 100% in quello che potrei fare di solito. In questo momento ci dobbiamo tutti sacrificare perché l’obiettivo è solo la salvezza, se non posso giocare nel mio ruolo nel modulo che utilizziamo fa niente, l’importante è conquistare i tre punti”.
Come è stato l’ambientamento a Messina, il presidente Davis ha detto che è una piazza importante e può esserci pressione, la sentite?
“Questo è un gruppo molto giovane. In tanti non erano abituati e si sono ritrovati in questa grande piazza con una bella responsabilità, il contraccolpo lo sentono. La mia avventura personale mi dispiace che sia iniziata così, sto bene da Favara poi ci sono le scelte tecniche che non commento. Sono a disposizione e se gioco 5 minuti o 90 minuti o non gioco proprio come già successo metto in secondo piano l’obiettivo personale e incito i miei compagni. Sento che posso dare tanto di più, negli ultimi anni ho sempre raggiunto la doppia cifra e vorrei arrivarci anche quest’anno anche se l’infortunio mi ha un po’ torturato”.
Per lei che ha esperienza cosa sta mancando? È questione di fortuna o sfortuna? Manca personalità? O tatticamente cambiando allenatori c’è confusione?
“L’abbiamo subita tutti, sia chi ha più esperienza come me che chi è più giovane. Da dicembre abbiamo cambiato tre allenatori, tanti moduli, siamo impiegati in altri ruoli, devi subito adattarti e non è facile. Capisco che alcuni si sentano in debito, perché impegnati in altri ruoli devono dare il massimo perché c’è una salvezza di mezzo. Lo stiamo facendo nel miglior modo e nel minor tempo possibile, i risultati non danno questa risposta ma credo tanto in questo gruppo. Capisco la rabbia dei tifosi, capisco la loro frustrazione sulla campagna acquisti e ci sta, però non deve essere una scusante. Ci deve interessare solo raggiungere la salvezza così siamo contenti noi e sono contenti i tifosi”.
