Settore in difficoltà ma secondo il sindacato il rilancio è possibile
Lo sviluppo della cantieristica navale messinese è possibile. Anzi, necessaria. L’importanza del rafforzamento di un comparto chiave per l’economia locale è la richiesta emersa al convegno promosso dalla Fiom che si è svolto presso l’Università di Messina. Il rilancio della navalmeccanica messinese passa da investimenti e progetti sul futuro dell’operatività dei cantieri e si fonda sulla centralità geografica e strutturale della città di Messina. Un ruolo non indifferente, come possibile player per il rilancio del Cantiere Navale di Messina potrebbe giocarlo Fincantieri: la conferma arriva dall’Autorità portuale, che ha avviato i primi contatti con l’azienda, come ha annunciato al convegno.
Il confronto con le istituzioni e i candidati
Una sfida da non perdere per lo sviluppo e il rilancio dell’occupazione nel comparto: di questo la Fiom ha discusso oggi con i candidati a sindaco Federico Basile e Antonella Russo, con il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale di Messina Francesco Rizzo e con il presidente di Sicindistria Giuseppe Lupò. Ad aprire i lavori l’intervento del segretario generale della Fiom di Messina Daniele David. Sono intervenuti anche il coordinatore regionale della Cantieristica Navale della Fiom Serafino Biondo e il segretario generale della Cgil di Messina Pietro Patti. I lavori sono stati coordinati dalla giornalista Manuela Modica.
L’allarme della Fiom sulla crisi industriale
Il segretario generale Fiom Messina Daniele David ha tracciato il quadro della situazione, evidenziando la condizione di crisi dei cantieri navali messinesi, anche a causa del disinteresse delle istituzioni. “Mentre lo sviluppo della cantieristica navale a livello nazionale ed internazionale è oggetto di una crescita esponenziale, Messina – ha dichiarato David – verrà esclusa da una straordinaria possibilità di rilancio industriale a causa della scarsa responsabilità sociale delle aziende locali e di una rappresentanza politica e istituzionale distante dagli interessi collettivi del territorio”.
La denuncia contro l’assenza della Regione
L’assenza al tavolo dell’assessore regionale Edmondo Tamajo, pure invitato ad intervenire, è stata annotata come “emblema della distanza della Regione siciliana dalle esigenze provenienti dal mondo del lavoro”. “L’assenza di Tamajo è un fatto grave – denunciano il segretario generale Fiom Cgil Sicilia Francesco Foti, il segretario Fiom Messina Daniele David e il coordinatore della cantieristica navale Serafino Biondo – E’ singolare che in tutte le sagre della salsiccia e del pane cunzato l’assessore alle Attività produttive sia presente e oggi diserti un’iniziativa importante che riguarda l’industria e una città storica come Messina”.
Legalità e prospettive future con Fincantieri
Al contrario, la Fiom ha apprezzato il lavoro fin qui svolto dal presidente dell’Autorità portuale Francesco Rizzo, che a sua volta ha giudicato in maniera positiva l’attività svolta dalla Fiom. “Rizzo ha annunciato un primo contatto con Fincantieri, presenza ritenuta fondamentale a Messina – aggiungono Foti, Biondi e David – La Fiom ha ribadito inoltre quanto formalizzato in occasione dello sciopero dell’ottobre scorso: occorre un protocollo da sottoscrivere presso la Prefettura in materia di sicurezza e legalità all’interno dei cantieri navali. La riuscita dell’iniziativa di oggi è la conferma dell’importanza di fare luce su un settore industriale industriale ingiustamente marginalizzato”.

Maq dov’era in questa occasione il candidato Scurria,come mai non era presente,era occupato ad incontrare i cittadini sicuramente,e dire come al solito che tutto va male,arrivo io e sitemo tutto.Questo convegno dimostra ancora una volta che nei posti di lavoro,e con i giovani che vanno via il sindaco può fare poco, pochissimo se non quello che riguarda il comune,non altro mentre la regione come al solito per Messina latita.Quindi direi ai soloni della tastiera che qualsiasi sia il sindaco,oggi ho domani,non è responsabile se i giovani vanno via,sfatiamo questo luogo comune di questa campagna elettorale,perchè se questo dipendesse dal sindaco di una città,non ci sarebbe disoccupazione.
Dissento da quanto dice Antonino, un sindaco con gli attributi e che non pensi solo a pascolare le sue pecore ma il gregge della città, sarebbe sentito e come, sia alla regione ed al governo, indipendentemente da gente come leghisti e simili che rivestono cariche e cambiano bandiera e le loro pecore lo seguono. A Messina non si farà l’aeroporto perchè Catania lo ha sempre visto come intralcio al suo sviluppo. La cantieristica a Messina è morta perchè Palermo la deve fare da padrona. Ed i nostri politici stanno a guardare