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Nuova ispezione Asp e sopralluogo alla Caserma Bisconte. L’Arci presenta un dossier

Eleonora Corace

Nuova ispezione Asp e sopralluogo alla Caserma Bisconte. L’Arci presenta un dossier

martedì 07 Gennaio 2014 - 23:46
Nuova ispezione Asp e sopralluogo alla Caserma Bisconte. L’Arci presenta un dossier

L'Azienda Sanitaria Provinciale ha effettuato un'altra ispezione alla tendopoli del PalaNebiolo. Parallelamente, rappresentanti del Ministero della Difesa sono stati impegnati con la Prefettura in un sopralluogo alla Caserma di Bisconte. Il Circolo Arci Thomas Sankara presenta un dossier di denuncia per le condizioni del campo, mentre si attivano i servizi sociali per i minori riconosciuti tra i 250 migranti al PalaNebiolo.

Nuova ispezione dell’Azienda Sanitaria Provinciale nella tendopoli del PalaNebiolo nel pomeriggio di martedì. La seconda avvenuta nell’arco di pochi giorni. il 28 Dicembre, infatti, se n’era svolta un’altra su richiesta del Comune e soprattutto del Sindaco Renato Accorinti, la stessa relazione, però, è stata successivamente inoltrata solo alla Prefettura, gesto che ha innescato il risentimento di Palazzo Zanca e l’intento del Sindaco Accorinti di fare richiesta formale agli atti, appellandosi alla legge sulla trasparenza dei documenti pubblici. Nel corso dell’ultimo sopralluogo l’Asp ha riscontrato minori criticità del campo profughi, mentre l’Arci Thomas Sankara, che si era proposto per entrare, in quanto ente di tutela riconosciuto, non è stato, però, fatto entrare.

Sempre martedì il circolo Arci ha reso pubblico un dossier di denuncia sulle condizioni di vita della tendopoli. Il lavoro, molto dettagliato, copre diversi ambiti: dalla cronistoria degli eventi all’esempio del Comune di Trieste che tramite una convenzione con una fondazione e la caritas, si è sostituito, di fatto, all’ente gestore, amministrando direttamente i finanziamenti statali. Ampio l’elenco delle violazioni di legge, redatto dall’avvocato Carmen Cordaro, a partire dalla quelle dell’articolo 3 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e dell’articolo 4 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e finendo con la “violazione delle norme di diritto interno ed internazionale relative ai minori stranieri non accompagnati” e quelli richiedenti asilo. Oltre lo scandalo dei minori “dinegati” trasferiti a Mineo mentre era in corso un accertamento del Giudice Tutelare – che ne ha riconosciuto la minore età, in seguito- in generale “i minori riconosciuti hanno continuato ad alloggiare presso il PalaNebiolo o nella tendopoli per settimane senza che si attivassero gli organi competenti: Tribunale per i Minori e l’Ente Locale”, scrive la Cordaro.

Testimoniano le precarie condizioni della vita nel campo, invece, le relazioni del ricercatore dell’Università di Messina, Pietro Saitta – primo firmatario della petizione che chiede al Rettore Navarra la revoca delle autorizzazioni – e la dottoressa Annamaria Schepis. Entrambi hanno, infatti,accompagnato Francesco d’Uva nella sua ispezione svolta il 27 Dicembre e testimoniano: l’insufficienza dei servizi igienici, la pericolosità dei cavi elettrici a contatto con il suolo che circondano le tende come di una centralina elettrica da cantiere. Altrettanto rischioso, l’uso di stufe elettriche quando il campo si allaga. Saitta e Sancheris denunciano, inoltre, la non conoscenza dei migranti di alcuni servizi come quello di lavanderia: la maggior parte,infatti, lava gli indumenti a mano. L’Arci auspica in generale più trasparenza per quanto riguarda gli atti pubblici, come la relazione Asp inviata al Prefetto, di cui non è stata messa a parte la cittadinanza.

Martedì 7 ha visto anche realizzarsi un altro, importante, sopralluogo: quello alla Caserma di Bisconte da parte di rappresentati del Ministero della Difesa – che ha messo a disposizione la struttura per l’accoglienza dei migranti – della Brigata Meccanizzata “Aosta”,della Prefettura, dell’Agenzia Regionale del Demanio, del Provveditorato Regionale alle Opere Pubbliche, della Questura e del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. La visita, preceduta da una riunione in Prefettura, era finalizzata a verificare l’agibilità degli edifici della Caserma. Critica la situazione di alcune palazzine, soprattutto nella parte lato mare che comprende gli edifici inutilizzati da più tempo da parte di militari e operatori. I tempi per utilizzare la Caserma come centro di smistamento sono legati, dunque, a quali e quanti edifici verranno coinvolti.

Intanto, l’assessore Mantineo ha indetto un vero e proprio meeting tra i dipendenti del dipartimento dei servizi sociali del comune, al quale hanno partecipato anche l’esperta Clelia Marano e l’associazione Ai.Bi. Tutto il dipartimento è impegnato nelle ricerche di un posto per gli adolescenti arrivati con l’ultimo gruppo di migranti, attivando anche il sistema di affidamento familiare dei servizi sociali del Comune. Tutti a quanto pare, lavorano per fare la loro parte, con buona pace delle “bacchettate” che nei mesi scorsi sono state indirizzate a Palazzo Satellite. Se l’assessore Mantineo riterrà opportuno, l’esperta Clelia Marano mercoledì pomeriggio andrà a prendere i primi dei circa 25 minori attualmente presenti nella tendopoli insieme a oltre duecento adulti. La procedura sarà quella con delega d’urgenza, già adottata nei casi precedenti. (Eleonora Corace)

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Un commento

  1. Idee geniali di un sindaco chiamato dai suoi elettori a rovinare Messina dal basso, prima si offre di prendersi in carico tutti i marocchini d’italia poi li vuole mettere in una caserma abbandonata da anni e levarsi il problema………booooo

    Quanto valeva nominare sindaco peppi babbu , binnaddu o lasciare Buzzanca e Genovese

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