Terremoti tra Messina e Reggio con magnitudo oltre 5.0. Quello di oggi è il primo dal 1978

Terremoti tra Messina e Reggio con magnitudo oltre 5.0. Quello di oggi è il primo dal 1978

Marco Ipsale

Terremoti tra Messina e Reggio con magnitudo oltre 5.0. Quello di oggi è il primo dal 1978

sabato 10 Gennaio 2026 - 13:00

Ma nessun paragone tra i due eventi: il sisma di oggi a 65 km di profondità è stato solo avvertito, quello del 1978 fu dannoso per la magnitudo di 6.1 e l'ipocentro molto più superficiale di soli 15 km

Quello del 28 dicembre 1908 è stato il terremoto più catastrofico del XX secolo in Europa. La magnitudo 7.1, unita a una profondità di 10 km ed epicentro in pieno Stretto di Messina, distrusse le città di Messina e Reggio Calabria. Una forte replica, di magnitudo 5.5, avvenne circa un’ora dopo la scossa principale, un’altra, di magnitudo 5.4, il 23 gennaio 1909, una di magnitudo 4.7 l’8 maggio 1909 e un’altra ancora, di magnitudo 5.0, il 1. luglio 1909. Le tre scosse del 1909 provocarono alcune decine di vittime e altri crolli di strutture già lesionate.

Magnitudo e profondità

Da allora quanti e quali terremoti hanno avuto una magnitudo uguale o superiore a 5.0 nell’area dello Stretto di Messina? Ricordiamoli non prima di aver specificato che, oltre alla magnitudo, la forza di un terremoto dipende dal luogo dell’epicentro e dalla profondità. Ad esempio un terremoto di magnitudo 4.0 a 10 km di profondità è più forte di uno di magnitudo 5.0 a 100 km di profondità. Questo perché l’energia di un terremoto si dissipa man mano che attraversa gli strati rocciosi, che assorbono gran parte della potenza prima che raggiunga gli edifici. In un evento a 10 km, come il terremoto del 1908, l’energia colpisce il suolo quasi integralmente.

Dopo quel tragico evento, fortunatamente i terremoti seguenti non hanno causato vittime dirette, se non per alcuni casi di malori dovuti alla paura.

16 agosto 1920

Il 16 agosto 1920, magnitudo 5.0, profondità di 10-12 km, intorno alle 2 del mattino. L’epicentro fu individuato nel settore meridionale dello Stretto di Messina, sulla sponda calabra, nell’area compresa tra la zona sud della città (quartieri come Gebbione o l’aeroporto attuale) e le prime pendici dell’Aspromonte verso Cardeto.

Si registrarono decine di feriti lievi, causati dalla caduta di calcinacci, mobili. Nel 1920 gran parte dei reggini e dei messinesi viveva ancora nei baraccamenti in legno costruiti dopo il 1908. Queste strutture erano estremamente elastiche e antisismiche; pur oscillando paurosamente, non crollavano. I pochi edifici in muratura ricostruiti erano stati realizzati seguendo le rigide norme del regio decreto del 1909, che imponeva altezze limitate e criteri di stabilità che ressero bene all’urto.

16 gennaio 1975

Il 16 gennaio 1975, magnitudo 5.1, profondità di 12 km, all’1.09 di notte. Epicentro nel settore calabrese dello Stretto, nella zona sud di Reggio Calabria e nei primi rilievi aspromontani.

Ci furono decine di feriti, molti dei quali colpiti da calcinacci o infortunati durante la fuga precipitosa dagli edifici. Grossi danni a Reggio Calabria: molti palazzi storici del centro riportarono lesioni strutturali gravi; furono dichiarati inagibili il Palazzo della Provincia, diverse scuole e case private. Il patrimonio monumentale subì duri colpi, con crepe profonde nel Duomo e in altre chiese cittadine.

Anche a Messina si registrarono lesioni in diversi edifici e la caduta di cornicioni.

15 aprile 1978, golfo di Patti

Non riguarda l’area dello Stretto perché generato da un sistema di faglie differenti, quello eoliano – Tindari, ma la scossa fu avvertita chiaramente a Messina, causando danni a molti edifici.

Magnitudo 6.1, ore 23.33, epicentro in mare, nel golfo di Patti, tra la costa messinese e l’isola di Vulcano, profondità di 15 km.

Ci furono decine di feriti soprattutto nella zona compresa tra Milazzo e Patti e nelle isole Eolie. A Messina alcuni palazzi d’epoca riportarono lesioni strutturali e si registrarono crolli di cornicioni e intonaci, in particolare nella zona nord e nel centro storico. Il giorno dopo ci fu una replica di 4.7.

10 gennaio 2026

Quello di oggi è il primo terremoto di magnitudo oltre 5.0, nelle province di Messina e Reggio Calabria, dopo quello del golfo di Patti nel 1978, quindi 48 anni dopo. In realtà ce ne sono stati altri nel basso Tirreno ma con profondità superiori ai 200 o 300 km e quindi neppure avvertiti dalla popolazione.

Anche questo non riguarda le faglie dello Stretto di Messina ma, in tal caso, l’area sismogenetica della Calabria Meridionale. Il terremoto di oggi, magnitudo 5.1, si è verificato in mare a circa 24 km dalla costa compresa tra Palizzi e Brancaleone, a una profondità di 65 km. E’ stato avvertito dalla popolazione ma non ha creato danni. L’epicentro in mare si è verificato alla latitudine siciliana corrispondente di Mascali, a 89 km di distanza, a 65 km da Reggio Calabria, a 75 da Messina e a 100 da Catania.

Altri sismi di magnitudo compresa tra 4.5 e 5.0

Se consideriamo magnitudo inferiore a 5.0 il numero di terremoti registrati sale notevolmente ma, nella maggior parte dei casi, non si sono registrati danni.

Due eccezioni a causa della bassa profondità: il 24 maggio 1985, alle 19.28, si registrò un terremoto di magnitudo 4.6 con epicentro tra Castroreale e Rodì Milici, ad una profondità di 12 km. Colpì un’area ricca di borghi antichi con case in pietra e causò crepe profonde e inagibilità in molti centri storici dei Peloritani;

il 6 settembre 2002, alle 3.21 di notte, in mare ma a pochi chilometri dalla terraferma tra Milazzo e Patti, magnitudo 4.8 a una profondità di soli 9 km. Causò lesioni in alcuni edifici della costa tirrenica messinese, crolli di cornicioni e muri di contenimento.

2 commenti

  1. Non si cita mai il terremoto del 24 marzo 1961 ma assicuro che fu di più di quinto grado e al villaggio Aldisio causò l’abbattimento di alcune palazzine

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  2. Messina è una città a fortissimo rischio sismico..poco più di 100 anni fa fu rasa al suolo. Il popolo italiano dimentica con facilità purtroppo. Ho sentito dire che si una faglia volevano fare un bel buco per metterci la base di un pilastro…o poveri noi.

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