107 anni fa il terremoto che distrusse Messina. La storia sismica della città - Tempostretto

107 anni fa il terremoto che distrusse Messina. La storia sismica della città

Daniele Ingemi

107 anni fa il terremoto che distrusse Messina. La storia sismica della città

lunedì 28 Dicembre 2015 - 11:45

Oggi ricorre il 107^ anniversario del terribile sisma che distrusse la città di Messina all'alba del 28 dicembre 1908

Oggi ricorre il 107^ anniversario dal catastrofico sisma che all’alba del 28 dicembre 1908 rase al suolo le città di Reggio e Messina, uno dei più grandi disastri naturali mai avvenuti in Italia e in Europa in tempi recenti. Chi vive a Messina da sempre convive con l’incubo di vivere in un’area ad altissimo rischio sismico, dove non di rado si possono verificare eventi tellurici capaci di scuotere i palazzi e gli edifici fin dalle proprie fondamenta. Ma la paura più grande è sempre la stessa, quella di dover affrontare il tanto temuto evento catastrofico, sullo stile del 1908. E’ vero che Messina rimane una delle città a più alto rischio sismico d’Italia e d’Europa. Ma l’elevata sismicità deriva non tanto dagli eventi di portata catastrofica, che per nostra fortuna hanno tempi medi di ritorno plurisecolari, quanto per i terremoti di moderata energia, come l’ultimo registrato all’alba del 23 dicembre 2013, magnitudo 4.0 Richter davanti la penisola di San Raineri. Il più forte registrato dentro lo Stretto di Messina dopo le scosse e lo sciame sismico del 1980. Per i terremoti di alta magnitudo, definiti “caratteristici” da molti sismologi che dagli anni 80 hanno effettuato varie campagne di ricerca in riva allo Stretto, captando i singoli movimenti del terreno tramite l’ausilio del GPS, i tempi di ricarica sono decisamente molto più lunghi, anche perché la cosiddetta “faglia madre”, responsabile di questi violenti terremoti, solitamente per accumulare tutta questa energia che la spingerà fino al punto della rottura (lo strappo che genererà il venturo terremoto sullo stile del 1908) impiegherà parecchi secoli. Tantissimo tempo. Ciò indicherebbe che le nuove generazioni di messinesi non riusciranno a vivere così a lungo, al punto da assistere al prossimo fortissimo terremoto. Numerosi studi con annesse pubblicazioni, fra cui quelli effettuati da due grandissimi sismologi di fama internazionale, come Boschi e Valensise, confermerebbero con un certo margine di affidabilità l‘evento del 1908 come tipico per l‘area dello Stretto, indicando per questi terremoti di alta magnitudo un periodo medio di ritorno che per nostra fortuna (secondo delle stime non definitive) è compreso tra i 600 e i 1000 anni. Per risalire ad un evento sismico paragonabile, per forza e per l’estensione della zona vulnerata, a quello del 1908, bisogna andare indietro di parecchi secoli. Stando ai dati raccolti sul campo e in letteratura l’ultimo evento tellurico catastrofico che ha colpito lo Stretto risalirebbe al IV secolo D.C., intorno all’anno 374.

In quell’anno un violentissimo terremoto, seguito da uno sciame di grandi scosse piuttosto lungo, devasto le coste dello stretto, da Reggio a Messina, causando degli improvvisi spopolamenti in entrambi le rive, spesso indotti dai gravi danni di un fenomeno catastrofico che ha ridotto, in modo anche drastico, la popolazione. Inoltre ricerche archeologiche avrebbero portato alla luce numerose lapidi ed epitaffi risalenti proprio a quel periodo. Diverso è il discorso per i terremoti di moderata o forte intensità, 5.0-5.5 Richter (oltre la soglia del danno), che hanno un periodo medio di ritorno molto più breve, che può variare dai 75 ai 120 anni circa. Molto più frequenti sono i sismi di moderata energia, ossia con una magnitudo inferiore ai 4.0-4.5 Richter, che solitamente possono verificarsi ogni 28-30 anni lungo l’area dello stretto. Anche se è vero che un sisma cosi catastrofico come quello del 1908 si potrà ripetere fra circa 500-1000 anni non si può escludere che al contempo, un terremoto meno forte di quello del 28 dicembre 1908, ma al tempo stesso ben oltre la soglia del danno, tipo un 5.0-5.5 Richter, potrà investire lo Stretto di Messina entro i prossimi 50 o 100 anni, tornando a far tremare case ed edifici. Di sicuro, secondo la “teoria del terremoto caratteristico”, fra altri 1000 anni lo Stretto verrà scosso da un nuovo violentissimo terremoto che tenderà a fare sprofondare, di circa 1 metro, le coste fra Reggio e Messina, favorendo al contempo un ulteriore estensione del fondale marino. In altre parole, la faglia che ha generato il terremoto del 1908 certamente, con il ripetere di altri forti terremoti, renderà lo stretto progressivamente più largo e profondo di quanto lo conosciamo oggi.

Daniele Ingemi

Tag:

4 commenti

  1. POVERA MESSINA DISTRUTTA DAL TERREMOTO, MA ANCOR PIU’ DISTRUTTA DA QUELLI CHE SONO VENUTI DOPO DI TE. PAROLE DI UN ANONIMO MESSINESE SOPRAVVISSUTO AL TERREMOTO PAROLE SCRITTE IN UN VECCHIO MURO RUDERE DEL TERREMOTO. AVEVA RAGIONE. QUELLA NOTTE E’ MORTA LA NONNA DI MIA MADRE IN CINTA DI 7 MESI, FIGLI E MOGLIE DI MIO NONNO. POVERA MESSINA DOVE LAVORI LI FINISCONO DOPO 30 ANNIL O MAI. DERUBATA VIOLENTATA DOVE PERSONE CHE AVREBBERO DOVUTO FARE LA GUARDIA ALLO STERCO DI VACCHE SONO DIVENTATE POTENTISSIME RICCHISSIME. DOVE NON ESISTE PIU’ NIENTE SOLO TOPI SPAZZATURA CINGHIALI BISCHE ZECCHE E ALTRE PORCHERIE CAMMINANO. DOVE OGNUNO E’ LIBERO DI INSTALLARE UNA BARACCA E VENDERE QUELLO CHE VUOLE SENZA LEGGE E SANITA’ MA PERCHE’ TI HANNO RICOSTRUITA?

    0
    0
  2. POVERA MESSINA DISTRUTTA DAL TERREMOTO, MA ANCOR PIU’ DISTRUTTA DA QUELLI CHE SONO VENUTI DOPO DI TE. PAROLE DI UN ANONIMO MESSINESE SOPRAVVISSUTO AL TERREMOTO PAROLE SCRITTE IN UN VECCHIO MURO RUDERE DEL TERREMOTO. AVEVA RAGIONE. QUELLA NOTTE E’ MORTA LA NONNA DI MIA MADRE IN CINTA DI 7 MESI, FIGLI E MOGLIE DI MIO NONNO. POVERA MESSINA DOVE LAVORI LI FINISCONO DOPO 30 ANNIL O MAI. DERUBATA VIOLENTATA DOVE PERSONE CHE AVREBBERO DOVUTO FARE LA GUARDIA ALLO STERCO DI VACCHE SONO DIVENTATE POTENTISSIME RICCHISSIME. DOVE NON ESISTE PIU’ NIENTE SOLO TOPI SPAZZATURA CINGHIALI BISCHE ZECCHE E ALTRE PORCHERIE CAMMINANO. DOVE OGNUNO E’ LIBERO DI INSTALLARE UNA BARACCA E VENDERE QUELLO CHE VUOLE SENZA LEGGE E SANITA’ MA PERCHE’ TI HANNO RICOSTRUITA?

    0
    0
  3. NELL’ARTICOLO NON RIPORTATE IL TERREMOTO FORTISSIMO DELL’11 MARZO 1978. NON AVETE PARLATO DELLO SCIAME FORTISSIMO AVVENUTE MI PARE IL 1964 O 1965 SONO STATE CENTINAIA. OMESSO IL TERREMOTO DEL 5 FEBBRAIO 1783. C’E’ UN VECCHIO DETTO NON PIU’ IN USO TRA I MESSINESI PECCATO, DICE: “MALIDITTU ‘U 5 FIVRARU”. PARAGONA UNA DISGRAZIA AL TERREMOTO DEL 1783. DOPO TUTTI I LUTTI DI NOSTRI AVI PARLO AI VERI MESSINESI DISCENDENTI VEDERE LA VOSTRA E MIA EX CITTA’ RIDOTTA IN QUESTE CONDIZIONI, FINO AL 1971 TRA LE PIU’ RISPETTATE E ANCHE INVIDIATE CON VERI INTELLETTUALI E STUDIOSI UNIVERSITARI TRA LE PRIME 13 D’ITALIA, ORA 104. ORA MACERIE DI DIGNITA’ PERDUTA, SPAZZATURA BUCHE OSPEDALE CHE VOGLIONO CHIUDERE (AL CENTRO. MA!), ABUSIVI E ALTRO. POVERA CITTA’!

    0
    0
  4. NELL’ARTICOLO NON RIPORTATE IL TERREMOTO FORTISSIMO DELL’11 MARZO 1978. NON AVETE PARLATO DELLO SCIAME FORTISSIMO AVVENUTE MI PARE IL 1964 O 1965 SONO STATE CENTINAIA. OMESSO IL TERREMOTO DEL 5 FEBBRAIO 1783. C’E’ UN VECCHIO DETTO NON PIU’ IN USO TRA I MESSINESI PECCATO, DICE: “MALIDITTU ‘U 5 FIVRARU”. PARAGONA UNA DISGRAZIA AL TERREMOTO DEL 1783. DOPO TUTTI I LUTTI DI NOSTRI AVI PARLO AI VERI MESSINESI DISCENDENTI VEDERE LA VOSTRA E MIA EX CITTA’ RIDOTTA IN QUESTE CONDIZIONI, FINO AL 1971 TRA LE PIU’ RISPETTATE E ANCHE INVIDIATE CON VERI INTELLETTUALI E STUDIOSI UNIVERSITARI TRA LE PRIME 13 D’ITALIA, ORA 104. ORA MACERIE DI DIGNITA’ PERDUTA, SPAZZATURA BUCHE OSPEDALE CHE VOGLIONO CHIUDERE (AL CENTRO. MA!), ABUSIVI E ALTRO. POVERA CITTA’!

    0
    0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Via Francesco Crispi 4 98121 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile
info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007