La somma sarebbe stata consegnata all’esponente dell’Udc il 2 febbraio 2010
Esistono «molti riscontri» di natura investigativa sui 200 mila euro in contanti erogati al segretario amministrativo dell’Ucd, Giuseppe Naro, il 2 febbraio del 2010, erogazione costata la misura degli arresti domiciliari all’attuale amministratore delegato di Enav, Guido Pugliesi, indagato per finanziamento illecito ai partiti, reato attribuito anche allo stesso Naro. Recependo quanto evidenziato dal pm Paolo Ielo, il gip Anna Maria Fattori, che ha firmato l’ordinanza cautelare nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Enav, ricostruisce come si sono svolti i fatti: «Il 29 gennaio 2010 Tommaso Di Lernia aveva effettuato un prelievo per 206 mila euro dal conto corrente Ciclamino acceso a San Marino presso la banca commerciale Sammarinese; il 28 gennaio 2010 due utenze in uso a Di Lernia non solo avevano agganciato celle telefoniche site in diverse località di San Marino ma si erano “chiamate” (elemento significativo dell’essere in uso a persone diverse); nello stesso periodo nella zona di Rimini era stata accertata anche la presenza delle utenze intestate a Marta Fincato (segretaria di Di Lernia e prova che i due fossero assieme); il 2 febbraio 2010 entrambe le utenze agganciano la cella Tim sita in piazza di Spagna a Roma e alle 9.36 vi è una conversazione tra quella in uso a Di Lernia e quella in uso a Guido Pugliesi della durata di 9 secondi».
Anche «le annotazioni sull’agenda di Pugliesi danno contezza sia di un pregresso appuntamento del 19 gennaio 2010 con Naro e altri due soggetti, uno dei quali Di Lernia, sia di un appuntamento il giorno 2 febbraio 2010 alle 9.30 con Naro e alle 12.30 dello stesso giorno ancora con Di Lernia e Lorenzo Cola presso l’abitazione di quest’ultimo. Giova evidenziare – sottolinea il gip – come, dai contenuti di detta agenda, emerge che l’incontro del 2 febbraio non fu il primo tra Di Lernia, Naro e Pugliesi, essendo stato precedeuto da quello del 19 gennaio. Innegabile – si legge nell’ordinanza – è che siffatto dato sostiene la tesi investigativa di un primo incontro in cui vi fu la conoscenza tra Naro e Di Lernia attraverso Pugliesi in cui potè fin da allora perfezionarsi l’accordo per l’erogazione di una somma che, così quantificata, veniva prelevata il successivo 29 gennaio per essere consegnata il 2 febbraio, senza registrazione del passaggio di Di Lernia nella portineria degli uffici dell’Udc, avendo Di Lernia chiamato Pugliesi affinché potesse accedervi con chi, attesa la notorietà dei rapporti con l’Udc, non doveva mantenere siffatto accesso clandestino».
