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Viaggio nel Piau. Il gioco del Tetris che porta alla speculazione edilizia

Rosaria Brancato

Viaggio nel Piau. Il gioco del Tetris che porta alla speculazione edilizia

venerdì 14 Luglio 2017 - 07:02
Viaggio nel Piau. Il gioco del Tetris che porta alla speculazione edilizia

Terza puntata del viaggio nel Piau. Riflettori accesi sulle aree ex Zir ed ex Zis. Un ballo del mattone che punta alla realizzazione di edilizia residenziale....

In questa terza puntata del nostro viaggio nel Piau vedremo di conoscere meglio cosa è previsto per gli Ambiti 4 e 5. E’ proprio in questi due ultimi ambiti che si gioca la partita più delicata, quella che può comportare un certo tipo di sviluppo e la possibilità della fruizione del mare o uno sviluppo di tipo opposto, lasciato al “ballo del mattone”…..

AMBITO 4 si sviluppa da oltre la fiumara Zaera al torrente S. Cosimo. Si tratta di un ambito che seppur degradato è strettamente connesso al tessuto urbano consolidato. All'interno si individuano due aree costituite dal quartiere Maregrosso e dall'area a valle della via Don Blasco.

In tali aree si prevede un mix urbano residenziale, ricettivo, direzionale, commerciale.

AMBITO 5

E’ costituito dalla fascia di terreni compresa fra il torrente S. Cosimo e la fiumara di Gazzi ed è previsto un mix produttivo, permettendo interventi di ristrutturazione dell'esistente con limitati incrementi volumetrici. Nelle aree dismesse da RFI è prevista la realizzazione di un altro centro direzionale.

Valgono per entrambi gli ambiti i rilievi già fatti nella prima puntata (leggi qui) dal momento che i terreni sono caratterizzati da: rischio liquefazione a seguito amplificazione segnale sismico; presenza di discariche; presenza di fiumare e torrenti.

Vale per questi ambiti quanto rilevato a proposito del ruolo delle Ferrovie e di un’operazione che rischia di diventare più edilizia che rivolta a ricucire il legame tra la città e il suo mare e che abbiamo affrontato nella seconda puntata (leggi qui).

Al di là delle richieste d’integrazione che il Genio Civile fa in merito al Piano Paesaggistico, al Piano di gestione dei rischi alluvionali, nonché gli studi per le presenze archeologiche, basta leggere le conclusioni della nota a firma dell’ingegnere capo Leonardo Santoro per capire la problematica: “ Non entrando nel merito dell'opportunità della prevista notevole densificazione urbanistica a vocazione residenziale allocata negli areali già saturi delle aree ZIR e ZIS, scaturente da quanto previsto ai sensi del l'art.23 bis della bozza di regolamento edilizio allegato alla Variante dì tutela ambientale del PRG si osserva che, a tali nuovi carichi urbanistici dovranno corrispondere adeguate politiche di mitigazione della pericolosità sismica ed idraulica anche mediante la previsione di limitazioni in altezza in funzione delle larghezze stradali e delle vie di fuga. Soltanto a seguito della riproposizione dell'intera pianificazione urbanistica di dettaglio, supportata dalla caratterizzazione dei terreni inquinati, dalla produzione delle risultanze degli studi di microzonazione sismica di secondo e terzo livello, dalla previsione di opere di mitigazione della vulnerabilità sismica potrà essere riproposto il piano in oggetto per la richiesta di nulla osta geomorfologico di questo Ufficio”

Santoro utilizza i termini di densificazione urbanistica soprattutto per le aree ex Zir ( compresa tra il curvone Gazzi ed il Viale Gazzi) ed ex Zis (compresa tra il Viale Europa ed il curvone Gazzi) e fa riferimento all’art. 23 del regolamento edilizio della Variante al Prg, strumento normativo (partorito dalla giunta Buzzanca e riconosciuto come figlio legittimo dall’assessore De Cola) che prevede lo spostamento delle cubature dalle colline al mare….

Il Genio civile, attraverso una serie di richieste ha ottenuto che l’intero carico di cubature provenienti dalle colline non gravi solo sulle aree ex Zir e Zis ma venga spalmato su tutto il territorio (con una modifica dell’art.23).

Ex Zir ed ex Zis, alla luce del Piau rischiano di essere come nel gioco del Tetris, con la catena ininterrotta di blocchi unici al punto che il Genio Civile invita quantomeno a limitare le altezze degli edifici. In questo caso è il Tetris della speculazione edilizia, paventata anche dal dirigente del Dipartimento all’urbanistica Vincenzo Schiera nella seconda puntata della nostra inchiesta (leggi qui). Schiera in una nota indirizzata all’amministrazione evidenziava i rischi di un’operazione edilizia volta a riempire vuoti con edifici piuttosto che a ristabilire il rapporto di Messina col mare.

IL BALLO DEL MATTONE

Basta raffrontare nei due ambiti (4 e 5) le tavole relative alle demolizioni con quelle delle ricostruzioni, per verificare che, come evidenzia il consigliere di quartiere Santi Interdonatoin sostituzione della gran parte di ciò che si intende demolire è prevista la realizzazione di un numero cospicuo di edifici residenziali e la realizzazione di botteghe commerciali al solo piano terra. Non viene fornita alcuna indicazione circa la tipologia di attività commerciali che si intenderebbe allocare. Per quel che riguarda le voci individuate in legenda “area svago, commercio, ristorazione” e “locali notturni, attività sportive, area pedonale” l’impressione è che tali tipologie non sono previsti se non nella parte corrispondente al “mantenuto” (in sostanza resta quel che già c’era). Non si evince, infine, la presenza di insediamenti di tipo turistico recettivo”.

L’esatto opposto di quel che si sperava fosse il PIAU.

Quel che si demolisce viene sostituito con palazzi mentre in alcune zone non si tocca nulla per evitare “di irritare” chi non ha alcuna intenzione di spostarsi. Non è infatti prevista alcuna delocalizzazione o riconversione delle attività.

In entrambi gli ambiti si ripete quanto già visto per gli ambiti 2 e 3 a proposito delle aree dismesse delle Ferrovie. Restano i fasci ferroviari e non si capisce bene che tipo di accordi siano stati presi tra il Comune ed Rfi dal momento che l’unico cenno che si riscontra è in una delibera, la n. 852 del 4 novembre 2014 <<Prendere atto della diversa configurazione delle aree ferroviarie relative al Piano in oggetto come emersa dagli incontri con il gruppo FS a seguito della L. 221/2012>>.

Resta la cesura storica tra Messina e il mare. Per fare un esempio, qualora dovesse mai essere possibile (fatto improbabile per via della mancata delocalizzazione delle attività presenti) poter recarsi al mare, chi volesse farlo un giorno dalla via Salandra o dalla via San Cosimo, secondo il PIAU potrebbe farlo utilizzando pontili sopraelevati sui binari… (sempre ammesso che la costa sia stata resa fruibile).

Più volte il Consiglio della Terza Circoscrizione aveva paventato un dubbio, anzi un incubo, divenuto realtà, ovvero che nell’area ex Zis (da Viale Europa al curvone di Gazzi) il Piau prevedesse numerosi interventi di edilizia residenziale.

In palese controtendenza rispetto a quanto immaginato: un’area destinata allo sviluppo del settore turistico commerciale con attività produttive non industriali, invece dalle carte emerge una zona dove costruire ancora appartamenti da vendere a prezzi esorbitanti per l’arricchimento di “poche tasche” come tristemente avvenuto nella storia della nostra città- scriveva Interdonato– Quanto paventato e rappresentato per tempo in atti ce lo siamo, ahinoi, ritrovati negli elaborati grafici dell’Ambito 4, il quale viene trasformato in una zona sostanzialmente residenziale”.

A Fondo Saccà inoltre, nelle adiacenze delle previsioni di edilizia residenziale è previsto anche un altro intervento, di housing sociale. E nel rione dei ferrovieri il Genio civile ha rilevato come ci siano alvei torrentizi che pongono seri problemi rispetto all’edificazione.

Il cumulo di interventi di edilizia residenziale realizzerà un numero di appartamenti che appare sproporzionato per una città che va spopolandosi di giorno in giorno.

Nell’Ambito n. 5 si concentra l’area ex Zir dove si registra la presenza di capannoni industriali e commerciali ed attività produttive di vario genere.

Il Piau prevede per questo ambito il sostanziale mantenimento dello stato di fatto (anche in questo caso basta raffrontare le tavole demolizioni con quelle delle ricostruzioni). Si riconfermano le attuali destinazioni d’uso delle attività commerciali ed industriali fatte salve due aree a sud e a nord e non si muta la destinazione urbanistica dell’intera zona.

Il fatto può anche apparire bizzarro se si pensa che l’Ambito 5 è quello che ha meno “invasione di binari” e pertanto potrebbe davvero essere trasformato per garantire la libera fruizione del litorale (bonificando le foci dei torrenti Oreto e Gazzi).

Invece ad una lettura del PIAU sembra quasi che l’amministrazione non voglia “disturbare nessuno” tantomeno chi non ha nessuna intenzione di trasferire le sue attività magari a Larderia. Vince l’interesse di pochi sull’opportunità per tutti.

Facendo ciò si rinuncia volontariamente ad un appuntamento con il futuro e lo sviluppo, come scrive Schiera a marzo in una nota indirizzata alla giunta: “e’ un'altra "occasione perduta" per questa città che è stata sempre spinta a riempire spazi liberi (inedificabili) piuttosto che affrancare spazi per ridurre quell'inaccettabile gap che la vede sempre agli ultimissimi posti nella classifiche per vivibilità oltre che non mancare a quell'appuntamento con la storia per riprendersi – di diritto – quell'affaccio a mare che da due secoli le viene negato”.

(continua….)

Rosaria Brancato

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4 commenti

  1. Tutto a posto, adesso Di Cola da buon progettista di condomini a tre piani potrà sbizzarrirsi. Che vergogna invece di imporre un parco urbano e rendere Messina una città vivibile pensano ai condomini. VERGOGNA.

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  2. Ma Accorinti avrebbe salvato Messina.
    Ma certo con c….o direi.
    A sto punto facciamo il ponte, cementiamo villa dante, anche il cimitero, quanto verde sprecato. Mhaaa.
    Ridicoli, incapaci in malafede ed arraffoni come gli altri.
    Forza dite che non è vero. Chi lo ha fatto il PiAU.?Babbo Natale?

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  3. Chissà se la città riesce ad aprire gli occhi…

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  4. MessineseAttenta 14 Luglio 2017 13:23

    Dott.ssa Brancato, quanto stabilito in questo piano non è affatto riconducibile ad Accorintintin.
    Egli ha dovuto restituire il favore al suo mentore e sodale Genovese, che lo ha mantenuto in sella.
    I favori si ricambiano.

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