Torri Morandi e nuova strada a Torre Faro, gli ambientalisti chiedono di fermare il progetto

Torri Morandi e nuova strada a Torre Faro, gli ambientalisti chiedono di fermare il progetto

Marco Ipsale

Torri Morandi e nuova strada a Torre Faro, gli ambientalisti chiedono di fermare il progetto

sabato 05 Settembre 2026 - 07:00

Presentato un ricorso alla Regione: «Servono controlli più approfonditi sulla tutela della laguna e degli uccelli migratori»

Un’istanza formale per dire “no” alla procedura di screening di primo livello e chiedere il rinvio alla più approfondita Valutazione Appropriata per l’intero progetto di riqualificazione dell’area delle Torri Morandi a Capo Peloro. È quanto depositato al Dipartimento Ambiente della Regione Siciliana dalle associazioni Il Gabbiano, Wwf Sicilia Nord Orientale e Mediterranea per la Natura.

Al centro della contestazione c’è l’intervento da 10 milioni di euro, finanziato con fondi Pnrr all’interno dei Piani Urbani Integrati, promosso dalla Città Metropolitana e dal Comune di Messina. Secondo gli ambientalisti, la documentazione presentata per la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) mostrerebbe rilevanti criticità procedurali e di merito.

Le contestazioni sulla procedura e la scelta dello “stralcio”

La prima censura riguarda il presunto riferimento a decreti e allegati regionali superati, invece di applicare le disposizioni più recenti in materia di VIncA.

Il punto centrale dell’opposizione riguarda però la scelta dei due enti locali di frazionare l’opera. La Città Metropolitana e il Comune hanno infatti richiesto lo screening di primo livello — la procedura semplificata e preliminare che punta a un rapido via libera ambientale — esclusivamente per lo “Stralcio III”, relativo al parco urbano e alla viabilità di accesso. Restano fuori da questa prima verifica gli altri tre lotti dell’intervento complessivo: il parcheggio, la demolizione e ricostruzione dei fabbricati e il recupero delle Torri Morandi.

Una scelta dettata dalla necessità di velocizzare i tempi dei cantieri per non perdere i finanziamenti europei del Pnrr e far passare prima le opere a minore impatto. Ma, secondo le tre sigle firmatarie, questa suddivisione contrasta con le direttive europee, che vietano lo “spezzettamento” dei progetti e impongono una valutazione unitaria e complessiva dell’impatto di un’opera su un sito della Rete Natura 2000.

L’impatto sull’avifauna e le misure di conservazione

Il documento redatto dagli ambientalisti mette in risalto l’estrema delicatezza dell’area di Capo Peloro per la migrazione degli uccelli. La zona ricade all’interno della Zps (Zona di Protezione Speciale) “Area Marina dello Stretto di Messina” ed è vicina alla Zsc (Zona speciale di conservazione) e Riserva Naturale dei Laghi di Ganzirri.

Secondo le associazioni, un controllo veloce di primo livello non è sufficiente per analizzare i flussi migratori e l’impatto che l’aumento della presenza umana e delle infrastrutture potrebbe causare alle specie di passo. Un punto ritenuto particolarmente critico riguarda la nuova illuminazione pubblica prevista dal progetto, che non rispetterebbe le misure di conservazione regionali pensate per proteggere la migrazione notturna degli uccelli.

Tutela della falda e richiesta alla Regione

Nel documento vengono sollevati dubbi anche sulla gestione delle acque meteoriche e sulla tutela della falda acquifera superficiale, essenziale per la tenuta dell’ecosistema della Laguna di Capo Peloro.

Per queste ragioni, le associazioni chiedono al Dipartimento regionale dell’Ambiente di bocciare lo screening di primo livello e di imporre la Valutazione Appropriata di secondo livello. Un passaggio che richiederebbe analisi e studi sul campo più approfonditi, da applicare obbligatoriamente all’intero progetto di riqualificazione e non solo a singoli stralci.

Il rischio è che anche nell’estate 2027 non ci sarà la nuova strada che consentirebbe di migliorare la viabilità esterna e realizzare l’isola pedonale permanente nel centro del borgo.

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