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Il governo Monti vicino al dolore dei messinesi. La Regione vuole chiarezza sulle risorse da destinare per le “nuove” emergenze

ELENA DE PASQUALE

Il governo Monti vicino al dolore dei messinesi. La Regione vuole chiarezza sulle risorse da destinare per le “nuove” emergenze

mercoledì 23 Novembre 2011 - 23:29
Il governo Monti vicino al dolore dei messinesi. La Regione vuole chiarezza sulle risorse da destinare per le “nuove” emergenze

Nel corso della conferenza in prefettura i ministri Clini e Cancellieri hanno ribadito la volontà dell’esecutivo di investire sulle politiche di sicurezza ambientale. Promesso lo sblocco dei fondi per Giampilieri, ma il governo Lombardo chiede garanzie anche per le somme da stanziare per Saponara e dintorni

«Siamo qui per dimostrare l’attenzione che il governo Monti intende dedicare al tema dell’ambiente e della politica di prevenzione del territorio». Queste le dichiarazioni condivise dei ministri dell’Ambiente e dell’Interno, Clini e Cancellieri, che si presentano ai giornalisti dopo una lunga, e forse eccessiva, attesa. A loro fianco il prefetto Alecci, il responsabile regionale della protezione Civile Pietro Lo Monaco e di Messina Bruno Manfrè, che prima dell’incontro con i rappresentanti del governo, hanno tenuto, sempre in Prefettura, scelto come centro di coordinamento delle attività, una riunione operativa che ha coinvolte tutte le forze impegnate sul territorio nelle ultime ore dell’emergenza e i sindaci dei comuni colpiti.

E’ stato il prefetto Alecci a fare il punto della situazione: «Non è ancora possibile effettuare una stima dei danni. Le operazioni di recupero dei due corpi (Luigi e Giuseppe Valla, ndr) sono avvenute con il supporto del reparto dei RIS perché è stato necessario ricomporre i corpi martorizzati dal devastante urto dell’ondata di fango. E’ stata decisa l’ordinanza di sgombero per circa 30 famiglie della frazione Scarcelli perché in questo momento anche una piccola pioggia potrebbe creare nuovi danni». Clini ha posto l’accento sulla necessità di pensare ad interventi immediati, per Saponara e dintorni, ma soprattutto ad aggiornare lo studio di vulnerabilità del territorio dei messinese, alla luce del quale pianificare opere di messa in sicurezza che tengano conto dei nuovi devastanti trend climatici. Cancellieri ha invece rivolto un pensiero alle vittime, in particolare al piccolo Luca: «Non è certo questa l’occasione in cui avremmo voluto tenere una visita in Sicilia, il pensiero che tra le vittime ci sia anche un bambino di 10 anni deve fare capire quanto sia importante investire sul tema delle politiche ambientali».

Ma con i neo-ministri si è anche discusso di fondi, quelli che, stavolta, si spera veramente possano arrivare nei tempi e nei modi giusti, per evitare un “Giampilieri Bis”. Il tema è stato oggetto di dibattito anche nell’incontro avuto prima della conferenza stampa: Stato e Regione, almeno verbalmente dichiarano piena collaborazione. Nella prima seduta utile del Consiglio de Ministri, il governo si è dichiarato pronto a riconoscere lo stato di calamità la cui richiesta, per eventi che rientrano nella categoria “C”, come quello in questione, deve partire dalla Regione. Fatto questo, si procederà, così come previsto dalla normativa, con le ordinanze OPCM. Garanzie anche sul fronte dei 160 milioni destinati per Giampilieri e per i Nebrodi che, sempre nel prossimo Consiglio dei Ministri, si spera di poter sbloccare: «Gli Uffici del Presidente – spiega il Ministro Cancellieri – sono già stati allertati per mettere in moto tutte le procedure necessarie allo sblocco immediato». Ma quelle risorse, come detto, riguardano appunto i territori alluvionati del 2009. Sul fronte delle “nuove” somme da stanziare per Barcellona, Saponara e dintorni, la Regione, come spiegato anche dall’assessore regionale Trachida, presente in prefettura, pretende chiarezza, somme immediate e sicure, mostrando dunque di non condividere a pieno la linea che il governo vorrebbe invece seguire: quella cioè adottata per far fronte all’emergenza di Liguria e Toscana con l’aumento delle accise, senza dunque prevedere un trasferimento diretto di somme. (ELENA DE PASQUALE)

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