Il monopolio nello Stretto, revocata l'interdittiva per i Franza - Tempostretto

Il monopolio nello Stretto, revocata l’interdittiva per i Franza

Alessandra Serio

Il monopolio nello Stretto, revocata l’interdittiva per i Franza

giovedì 11 Giugno 2015 - 09:06

Dopo averli interrogati il GIP Mastroeni ha fatto cadere per Vincenzo Franza e Olga Mondello il divieto a partecipare alle gare pubbliche messinesi per un anno. Lo stesso giudice però conferma la traccia seguita dagli investigatori: le partecipazioni societarie e aziendali dei Franza nelle sigle che gestiscono i moli.

E' stato lo stesso Giudice per le indagini preliminari Salvatore Mastroeni, dopo averla disposta, a revocare ieri l'interdittiva ai sei indagati per il traghettamento nello Stretto. Dopo aver interrogato Vincenzo Franza e la madre Olga Mondello, vertici societari del gruppo Caronte & Tourist, il Giudice ha revocato il divieto a partecipare alle gare pubbliche indette in provincia di Messina per i prossimi 12 mesi.

La revoca, scrive il Gip, fa leva sulla documentazione presentata dai Franza e sulle spiegazioni da loro offerte nel corso dell'interrogatorio di garanzia, nonché su un'altra serie di considerazioni legate allo stato di fatto attuale della gestione dei moli messinesi, Norimberga e Tremestieri compresi ovviamente. In sostanza Mastroeni mette nero su bianco alcune considerazioni che fanno venir meno l'esigenza cautelare, e la prima ha a che fare proprio con lo status quo in fatto di traghettamento: fuor di termini, Mastroeni constata che un monopolio potrebbe pure esserci, che comunque esso non è contestato dalla Procura – che indaga per turbativa d'asta, reato che trova scarsa sostenibilità a livello di esigenze cautelari – che non è penalmente rilevante ed è di competenza di un'altra autorità, che invece ha sempre dato ragione ai Franza.

Il giudice chiama quindi in causa, correttamente, l'operato di quelli che sono gli enti davvero preposti a vigilare, e che non hanno agito in autotutela, dall'Autorità Portuale all'Autority per la libera concorrenza. IL Gip Mastroeni, se da un lato demolisce il profilo delle esigenze cautelari, dall'altro fa salvo l'impianto della Procura, tornando sull'effettivo collegamento tra la Caronte &Tourist e la Salerno Container, nonché quello tra la società del gruppo Franza e la Comet dei Blandina, oggi al molo Norimberga e in gara per Tremestieri. Insomma, la palla torna al sostituto procuratore della Dda Liliana Todaro, titolare del fascicolo, e agli investigatori che si occupano del caso. Gli sviluppi dell'inchiesta dipenderanno da loro.

L'ordinanza di interdizione, pur venuta meno, andrà comunque al vaglio del Tribunale del Riesame, al quale l'avvocato Alberto Gullino ha già fatto appello, anche se l'udienza non è ancora stata fissata. Fuori dalle aule di giustizia, invece, i prossimi passaggi sono la gara per la logistica al molo di Tremestieri, in corso e con una sola offerta presentata, quella della Comet, e la concessione per a rada San Francesco, che scadrà il prossimo anno.

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