Filcams Cgil Messina: “Ancora nessuna risposta sulle garanzie e le tutele richieste per i lavoratori"
MESSINA – Prosegue la mobilitazione dei circa 1.500 lavoratori impiegati nell’appalto del Ministero della Giustizia per il servizio di documentazione degli atti processuali.
“Anche a Messina si è svolta una giornata di mobilitazione davanti al Tribunale, dove i lavoratori hanno manifestato per chiedere garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e salariali e per sollecitare l’apertura di un confronto serio sul futuro del servizio e sulle condizioni di lavoro degli addetti che, da oltre vent’anni, assicurano il funzionamento di un’attività essenziale per il sistema giudiziario del Paese, spesso in condizioni di forte precarietà”. Lo dice Giuseppe Ragno, della Filcams Cgil Messina.
La decisione dello sciopero è stata assunta a seguito dell’esito negativo del tentativo di conciliazione svolto il 13 maggio presso il Ministero del Lavoro, nell’ambito della procedura prevista dalla normativa sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Al confronto non ha partecipato, seppur convocato, il Ministero della Giustizia, limitandosi a trasmettere una comunicazione scritta nella quale ha ribadito la volontà di mantenere esternalizzato il servizio ed escluso la possibilità di assumere impegni diretti sulla tutela occupazionale dei lavoratori coinvolti, declinando le proprie responsabilità relative alle condizioni di lavoro negli appalti.
Pietro Patti, segretario generale della Cgil Messina aggiunge: “Bisogna fornire risposte ai lavoratori che garantiscono ogni giorno il corretto funzionamento della Giustizia nel nostro Paese, senza di loro si fermano i processi, la loro attività merita riconoscimento e dignità, continueremo a stargli a fianco, sostenendoli anche con prossime azioni sindacali”, conclude.
