Irregolarità e carenza nei controlli: la Sicilia deve restituire 380 milioni

Irregolarità e carenza nei controlli: la Sicilia deve restituire 380 milioni

Irregolarità e carenza nei controlli: la Sicilia deve restituire 380 milioni

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venerdì 26 Gennaio 2018 - 09:04

Si tratta dei fondi europei di Agenda 2000. Prima la Commissione europea e poi il Tribunale Ue hanno accertato anomalie e irregolarità

«Varie irregolarità» e «gravi carenze nella gestione e nei controlli». Con queste motivazioni il Tribunale dell’Unione Europea ha confermato il taglio di quasi 380 milioni di euro destinati alla Sicilia nell’ambito dei fondi di Agenda 2000.

Nel 2000 e poi nel 2004 , la Commissione europea aveva approvato il cosiddetto «Por Sicilia», cioè il Programma operativo per la regione Sicilia, con un cofinanziamento del Fse-Fondo sociale europeo fino a 846 milioni su 1,2 miliardi. Tuttavia, a fine dicembre 2015, gli ispettori comunitari avevano rilevato per le somme destinate alla Sicilia una serie di anomalie: progetti presentati dopo la scadenza del termine, spese per il personale non correlate al tempo effettivamente impiegato e giustificativi di spesa insufficienti, presenza di consulenti esterni privi delle qualifiche richieste e costi non pertinenti, violazione delle procedure di appalto e per la selezione di docenti, esperti e fornitori.

La Commissione europea aveva ridotto il contributo finanziario di ben 379 milioni «a causa delle constatate irregolarità singole e sistemiche», e di «varie irregolarità in diverse operazioni, alcune accertate dall’Olaf-Organismo antifrode europeo».

Lo Stato italiano aveva presentato ricorso al Tribunale dell’Unione Europea , che ha però convalidato la decisione della Commissione europea, togliendo quei 379 milioni di euro inizialmente stanziati.

Tribunale Ue ha infatti evidenziato l’«innegabile esistenza di errori sistemici imputabili a insufficienze nei sistemi di gestione e di controllo» dei fondi strutturali europei, «che si sono manifestati nel corso di diversi esercizi finanziari e ai quali non è stato posto del tutto rimedio fino alla fine della programmazione».

La Sicilia adesso dovrà restituire i fondi.

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