La scoperta durante i controlli anti bracconaggio della Polizia metropolitana e del Corpo agroforestale
Tripi – San Cono – Casale Cardusa è un’oasi protetta, un’area di bosco verdeggiante specificatamente individuata come rifugio della fauna selvatica. Una esigenza di tutela che evidentemente i bracconieri locali non contemplano.
Caccia illegale nell’area protetta

Nell’area infatti la Polizia metropolitana e la Polizia rurale del Corpo agroforestale, diretto da Lino Ilacqua, ha trovato e sequestrato una grossa gabbia per cinghiali. Il dispositivo, per la tipologia e le notevoli dimensioni, oltre a costituire un grave pericolo per la pubblica incolumità, è catalogata strumento di caccia vietato dalla legge.
Si cerca il bracconiere
E’ quindi scattata la denuncia contro ignoti e ora si lavora per rintracciare i responsabili. Nella enorme trappola i cinghiali sono destinati alla morte e spesso lottando per fuggire si feriscono in più punti. Quel che era stata collocata quindi, era una vera e propria macchina da tortura per animali che invece erano destinati a vivere liberi nella zona protetta. I controlli anti bracconaggio del Corpo agroforestale di Barcellona in collaborazione con la Polizia Metropolitana di Messina.
