Turismo e I Hub, le repliche dell'ex giunta Basile

Turismo e I Hub, le repliche dell’ex giunta Basile

Redazione

Turismo e I Hub, le repliche dell’ex giunta Basile

giovedì 21 Maggio 2026 - 07:30

Le risposte degli ex assessori Enzo Caruso e Nino Carreri

“Le recenti dichiarazioni del ministro Gianmarco Mazzi su Messina appaiono lontane dalla realtà che la città sta vivendo e dai numeri che oggi certificano un percorso concreto di crescita, rilancio e trasformazione. Messina non è più la città immobile e marginale che nel 2018 ci siamo trovati ad amministrare. È una realtà che, attraverso una strategia orientata a rendere la città dello Stretto un luogo di investimenti mirati, e che sta diventando una delle esperienze emergenti del turismo culturale e dei grandi eventi nel Mediterraneo”. Così l’ex assessore al turismo, Enzo Caruso.

I numeri

“Dal 2018 ad oggi è stato costruito un modello fondato su cultura, accoglienza, identità e sviluppo economico. Un percorso che ha trasformato Messina da semplice luogo di passaggio a vera destinazione turistica, capace di attrarre visitatori, investimenti, spettacoli e nuove opportunità economiche.
I dati parlano con chiarezza e smentiscono ogni narrazione superficiale. Secondo il rapporto dell’Osservatorio Mastercard, presentato a Palazzo Zanca, nel 2024 la spesa turistica complessiva è cresciuta del 23% rispetto al 2023 e del 53% rispetto al 2022. I flussi turistici registrano un incremento del 32% annuo, con una crescita significativa del turismo internazionale. Le presenze stanziali di turisti sono passate da 95 mila nel 2019 a 163 mila nel 2024. Un risultato che racconta una città che ha ritrovato attrattività, fiducia e capacità di competere. Ancora più significativo è il dato sulla percezione della città: il 75% dei visitatori considera Messina una città bella e il 90% la consiglierebbe per una visita. Questi risultati non sono casuali. Sono il frutto di una programmazione strutturata e continua.”, continua.

“Messina ha investito concretamente nell’esperienza del visitatore con il nuovo Punto Informativo cittadino, la segnaletica turistica, i Codici Qr per i walking tour, il portale VisitMe, gli interventi di decoro urbano e accessibilità. Solo tra il 2024 e il 2025 il Punto Informativo ha registrato circa 16mila accessi, mentre oltre 520mila crocieristi hanno utilizzato i percorsi digitali cittadini”.

Città della musica e degli eventi

Caruso ricorda anche la strategia “Messina Città della Musica e degli Eventi, che ha trasformato lo Stadio Franco Scoglio, il PalaRescifina e l’Arena Villa Dante in poli di riferimento per concerti e manifestazioni nazionali e internazionali. I concerti di Ultimo e Marco Mengoni, l’Rds Summer Festival, il Messina Street Food Fest e il Torneo Internazionale di Beach Volley hanno generato importanti ricadute economiche su commercio, ristorazione, trasporti e servizi. Il solo concerto di Ultimo nel 2024 ha prodotto un incremento della spesa del 53%, mentre lo Street Food Fest ha attratto visitatori provenienti da Stati Uniti, Germania e Regno Unito, contribuendo a rafforzare il profilo internazionale della città”.

Poi il marchio “Messina città di Antonello, il progetto della Casa-Museo dedicata ad Antonello da Messina, il rilancio del Palacultura, la valorizzazione della Vara e dei Giganti, la nascita del Museo di Storia Naturale dello Stretto e il recupero dei Forti Ogliastri e Schiaffino”.

Turismo identitario e croceristico

“Grande attenzione è stata dedicata anche al turismo esperienziale e identitario. La Festa del Pagliaro di Bordonaro è stata inserita nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana e la Caccia al Pesce Spada è candidata al riconoscimento Unesco. A tutto questo si aggiunge il turismo crocieristico, che oggi registra circa un milione di presenze l’anno con una spesa media procapite di circa 50 euro, consolidando il ruolo strategico di Messina come porta del Mediterraneo. Per questo motivo sorprende che si continui a descrivere Messina con stereotipi vecchi e superati, ignorando risultati concreti riconosciuti ormai a livello nazionale. La città non ha bisogno di lezioni da chi probabilmente la conosce poco o la osserva soltanto attraverso vecchi schemi. Messina oggi è una città dinamica, attrattiva e in continua evoluzione, che ha scelto di investire sulla cultura, sugli eventi, sulle tradizioni e sulla propria identità come leva di sviluppo economico e sociale. I numeri, i visitatori, gli operatori economici e il crescente interesse nazionale dimostrano che la direzione intrapresa è quella giusta. Messina continuerà a costruire il proprio futuro con i fatti, non con i pregiudizi.”, conclude l’ex assessore.

I hub

Marcello Scurria continua a fare campagna elettorale raccontando ai cittadini una versione falsa dei fatti e sostenendo che sarebbero stati persi 71 milioni di euro per l’I Hub. La verità è un’altra: il progetto è ancora nella programmazione del Comune e nessuna risorsa è andata perduta. L’I Hub, progetto nato durante la sindacatura di Cateno De Luca insieme all’allora vicesindaco Carlotta Previti, prevedeva un polo dedicato a lavoro condiviso, imprese emergenti e innovazione in convenzione con l’Università di Messina. Nel corso degli approfondimenti tecnici e urbanistici, però, è emerso che l’impostazione originaria presentava criticità progettuali e costi sovradimensionati rispetto agli obiettivi reali dell’intervento. In questi anni abbiamo rivisto il progetto in modo concreto e sostenibile, correggendo errori di impostazione iniziale. Le risorse non sono andate perse: è stata ridefinita la programmazione sulla base di valutazioni tecniche, economiche e urbanistiche più aderenti alle esigenze della città”, così in una nota il coordinatore cittadino di Sud chiama Nord, Nino Carreri.

“Il progetto, inizialmente stimato in circa 71 milioni di euro attraverso fondi PON Metro, POC Metro e PON Plus 2014-2020, è stato rimodulato. I costi di demolizione sono passati da circa 14 milioni a 3,5 milioni di euro, generando importanti economie, mentre parte delle risorse è stata destinata a interventi di rigenerazione urbana. La realtà è che la struttura dell’I Hub ha un costo stimato di circa 25 milioni di euro. Altri 25 milioni erano stati immaginati per la terrazza e le opere accessorie. Oggi abbiamo scelto un’impostazione diversa, più equilibrata e coerente con la visione del fronte mare cittadino. L’amministrazione ha quindi avviato il recupero della Real Dogana e definito un accordo con Rfi per utilizzare aree dismesse dove collocare l’I Hub, evitando nuove volumetrie nell’area ex Silos e Casa del Portuale. Nel rispetto del fronte mare e del dialogo con i cittadini quell’area deve mantenere una vocazione pubblica, aperta e naturale, senza palazzoni, per consentire finalmente a Messina di tornare a dialogare con il proprio mare. Nessun euro è stato perso È stata fatta invece una scelta amministrativa seria: correggere una programmazione iniziale non più sostenibile, ottimizzare le risorse disponibili e realizzare più interventi utili per la città e per i messinesi”, conclude.

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