Turisti per un giorno: a Messina c'è tanto, però... ecco cos'abbiamo visto - Tempostretto

Turisti per un giorno: a Messina c’è tanto, però… ecco cos’abbiamo visto

Marco Ipsale

Turisti per un giorno: a Messina c’è tanto, però… ecco cos’abbiamo visto

mercoledì 16 Novembre 2022 - 07:30

Altro che città di passaggio, da vedere ci sarebbe molto. Ma abbiamo trovato troppi luoghi chiusi o con orari ridotti

Non è Roma, Venezia o Firenze. Ma Messina ha le sue attrattive, su tutte il panorama dello Stretto, che ha pochi eguali in Italia. Basta guardare il nuovo sito internet Visit Me per rendersi conto che c’è molto da vedere, nonostante alcuni luoghi non siano valorizzati a dovere e altri siano sconosciuti persino ai messinesi. Quelli principali, comunque, hanno quasi sempre punteggi molto alti su TripAdvisor, uno dei principali siti e forum con recensioni di viaggi, e le lamentele sono spesso dovute ai servizi, a fronte di giudizi positivi sui luoghi.

IL PUNTO INFORMATIVO TURISTICO

Il vecchio avviso

Rispetto al passato, almeno, qualche passo in avanti è stato fatto, a partire dal punto informativo turistico di Palazzo Weigert, che si trova a pochi minuti a piedi dal porto, poi ci sono i cartelli nuovi e tanti bus turistici. Merito della crescita del traffico croceristico, quando arrivano le navi in città il centro si riempie di visitatori che ora sono ben indirizzati. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.15 e dalle 15 alle 16.45. In un primo momento avevamo scritto che il punto informativo era chiuso di mattina, chiediamo scusa per l’errore dovuto al doppio avviso poco chiaro all’esterno: “attualmente l’info point resterà aperto solo nei seguenti pomeriggi – lunedì, mercoledì e giovedì dalle 15 alle 16.45”. Vuol dire, in pratica, che resta chiuso nei pomeriggi di martedì e venerdì ma era ambiguo e avevamo inteso fosse chiuso anche di mattina. Dopo la nostra segnalazione, ora c’è un solo avviso inequivocabile. Abbiamo segnalato pure che su Google era indicato l’orario di apertura 9 – 17, anche questo ora è stato sostituito con quello corretto.

Il nuovo avviso, sostituito dopo la nostra segnalazione

I SEI PERCORSI DI VISIT ME

Per il centro città, Visit Me propone sei percorsi che identifica ognuno con un colore e un tema diversi: Magenta (gli antichi monasteri); Blu (Liberty); Fluo (Lungomare); Viola (Centro storico); Rosso (Belvedere); Verde (verso Sant’Annibale). Alcune delle tappe sono condivise tra i percorsi, quindi, avendo tempo, invece di scegliere un itinerario abbiamo deciso di costruirne uno nostro, che toccasse i punti più importanti, partendo proprio dal punto informativo di Palazzo Weigert.

IL CENTRO CITTA’

Prima tappa, proprio di fronte, piazza Unione Europea e Palazzo Zanca, la sede del Municipio, al cui lato si trovano l’antiquarium e gli scavi archeologici. Peccato che gli scavi siano chiusi, così come la vicina Galleria Inps, che è in attesa di ristrutturazione. Almeno funziona la Fontana Senatoria.

Pochi passi e siamo al Duomo (tutti i giorni dalle 7.30 alle 19), con l’orologio astronomico (tutti i giorni alle 12), la vista dall’alto dal campanile, il Museo del Tesoro, la Fontana di Orione (che è in ristrutturazione) e, si spera presto, la Cripta. Intorno i locali della movida e, a breve distanza, la Chiesa dei Catalani, Santa Maria all’Arcivescovado e Santa Maria Alemanna. La prima è aperta solo su prenotazione (come da avvisi in bacheca all’esterno), la terza solo per eventi, anzi fuori è anche sporco e il cartello è illeggibile. La chiesa dell’Arcivescovado è aperta ma i chiostri adiacenti no. Qui anche la Biblioteca regionale universitaria (da lunedì a venerdì 9 – 13, mercoledì anche 15 – 17.30).

Poi la possibilità di due percorsi: da un lato verso piazza Cairoli, viale San Martino, via Santa Cecilia, la Basilica di Sant’Antonio (tutti i giorni 7 – 12 e 16.30 – 18.30) col Museo di Sant’Annibale (ingresso gratuito tutti i giorni 9 – 12 e 16.30 – 18.30), poi piazza del Popolo e la piccola chiesa dello Spirito Santo, che da fuori sembra anonima e invece da dentro è molto bella (ma al momento è in ristrutturazione), con annesso Museo dello Spirito Santo (solo su prenotazione) e chiostro medievale;

dall’altro lato verso la Galleria Vittorio Emanuele, esempio di liberty eclettico post terremoto. Duecento metri di salita e arriviamo alla chiesa Oratorio della Pace, la cosiddetta delle Barette. Anche questa è chiusa e non c’è nessun avviso. Sempre vicino da un lato la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea della Provincia (da lunedì a venerdì 9 – 13, martedì e giovedì anche 15 – 17), dall’altro il Monte di Pietà (chiuso e senza informazioni) e il Monastero di Montevergine (per la preghiera giovedì 7.30 – 13 e 16 – 19, domenica 10 – 12, visite in altri giorni su prenotazione). Poi il Palacultura (con l’Archivio Storico, la Gamm – Galleria d’arte moderna di Messina e la Biblioteca comunale – da lunedì a venerdì 9 – 13, martedì e giovedì anche 15 – 18, per la mostra permanente della Vara e dei Giganti bisogna chiedere al foyer ma non ci sono avvisi), di fronte la chiesa di San Francesco all’Immacolata (tutti i giorni dalle 7.30 alle 11.30 e dalle 16 alle 19), 800 metri a monte il Museo Messina nel ‘900 (da martedì a venerdì 10 – 13 e 16 – 19, sabato e domenica solo su prenotazione) e, riscendendo, la chiesa di San Giovanni di Malta (col Museo del tesoro di San Placido, lunedì 9 – 12, sabato 16 – 19, altri giorni su prenotazione), la Fontana del Nettuno a piazza Unità d’Italia, la chiesa di San Giuliano (tutti i giorni dalle 8.30 alle 11 e dalle 17 alle 19) e la Passeggiata a mare.

Torniamo indietro, passando dal Teatro Vittorio Emanuele, la chiesa di Sant’Antonio Abate (tutti i giorni dalle 7 alle 11), la piccola chiesa di San Tommaso il Vecchio (tutti i giorni dalle 8 alle 11) fino a piazza Antonello e inizia il percorso in salita, un bel dislivello fino al Sacrario di Cristo Re. Sul percorso s’incontra la Fontana Falconieri, dalla quale sgorga solo un rivolo d’acqua, poi due opzioni: a destra verso le Vecchie Carceri (chiuse, servono lavori), a sinistra verso la bella Rampa della Colomba con le Sirenidi, si vede il Giardino di Montalto (che era stato ripulito e tenuto sempre aperto da PuliAmo Messina e ora è chiuso e non nelle migliori condizioni), fino al primo belvedere, quello del Santuario di Montalto (tutti i giorni 9 – 12 e 16.30 – 19). Da qui ancora in salita verso il secondo belvedere, la piazza che dà sul viale Principe Umberto, e infine sul terzo e più bello, il Sacrario (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30) e il Tempio di Cristo Re con la Torre Medievale (per entrambi da aprile a novembre martedì e giovedì dalle 10 alle 13, visita guidata 5 euro).

Ovviamente il tragitto può variare in base agli orari. La maggior parte dei percorsi sono tutto sommato puliti, tranne per gli escrementi lasciati da incivili padroni di cani, ma c’è anche qualche auto parcheggiata male che non rende agevole il passaggio, soprattutto per le persone a mobilità ridotta. Il traffico, poi, non lascia un bel ricordo ai turisti.

Da vedere ci sarebbero ancora altre chiese, l’Orto Botanico (da lunedì a venerdì dalle 8 alle 12), il Gran Camposanto (tutti i giorni dalle 8 alle 13 tranne il mercoledì, mentre martedì e giovedì aperto anche dalle 14 alle 17), Villa Dante e Villa Mazzini, la Badiazza (è in ristrutturazione), i resti del Monastero di Santa Maria del Gesù (presunta tomba di Antonello), i murales in zona stazione, e ci stiamo limitando solo al centro città.

IN PERIFERIA

Perché i posti da vedere ci sono anche in zona sud (lungomare di Santa Margherita, Monastero di San Placido Calonerò, chiesa normanna di Mili, Villa De Pasquale, tanto per citarne alcuni) e in zona nord (il Mu.Me., Museo di Messina, tutti i giorni dalle 9 alle 19, la riviera nord che d’estate è il centro della movida, i laghi di Ganzirri, Capo Peloro con le spiagge, il Pilone e la Torre degli Inglesi). Poi i colli Sarrizzo e il Santuario di Dinnammare, con una vista davvero eccezionale.

LE OCCASIONI MANCATE

C’è anche il capitolo delle occasioni mancate, perché per fare il salto di qualità Messina deve creare una vera isola pedonale permanente a partire dal viale San Martino, rifacendo la pavimentazione e non solo posizionando transenne, deve recuperare il suo rapporto col mare in centro città (a Maregrosso e in Zona Falcata) e verso la zona nord, col progetto di riqualificazione del fronte Boccetta – Annunziata, soprattutto nell’area della Fiera e, in futuro, della rada San Francesco. Senza parlare della riqualificazione di Castel Gonzaga e del Castellaccio, oltre che della piena fruizione dei forti dello Stretto.

SE QUESTO E’ NIENTE…

Insomma per chi dice che “a Messina non c’è nenti”, se questo è niente… Bisogna lavorare per riaprire i luoghi chiusi ma è comunque necessaria almeno una giornata per visitare il centro città e una seconda per la zona nord. Basta aggiungere Taormina, Milazzo e le Eolie, il gioco è fatto, ecco un itinerario turistico che non ha nulla da invidiare ad altri siciliani. Peccato che non si riesca a vendere come meriterebbe.

DOMANI IN PUBBLICAZIONE ALTRI APPROFONDIMENTI SUL TURISMO A MESSINA, CON INTERVISTA ALL’ASSESSORE ENZO CARUSO

Tag:

4 commenti

  1. assunta arcovito 16 Novembre 2022 19:24

    Le opere di Caravaggio e Antonello da Messina nel bel Museo rinnovato.

    9
    10
  2. Hanno sicuramente sentito i concerti di Clacson dei grandi suonatori di Messina

    7
    8
  3. OTTIMO articolo ( come SEMPRE 🤩) di Marco Ipsale….. c è voluta questa testata giornalistica per mettere a posto le informazioni per i turisti😳…..ci vorrebbe Tempostretto per ogni problematica a Messina viste le plateali inefficienze che ci fanno arretrare anziché avanzare😤😖😡!!!!!

    4
    5
  4. …ma VOI siete mai entrati a Palazzo Weigert ??? che squallore !!!

    0
    0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Via Francesco Crispi 4 98121 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile
info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007