Tusa, l'antica Alesa ancora poco conosciuta ai più

Tusa, l’antica Alesa ancora poco conosciuta ai più

Daniele Ferrara

Tusa, l’antica Alesa ancora poco conosciuta ai più

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venerdì 22 Marzo 2019 - 07:08

Sinergia tra istituzioni per promuovere l'area archeologica

Halaísa, Alesa: Tusa. Una delle città più splendide dell’antichità siciliana, per quanto l’antico insediamento sia ancora poco noto ai più.

L’Incontro di Studio tenutosi nei giorni scorsi presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (Di.C.A.M.) dell’Università degli Studi di Messina – per la cura dello stesso e con la collaborazione della Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Messina e il Polo regionale di Messina per i Siti Culturali – ha avuto come argomento proprio l’antichissima città siciliana.

Alesa nacque nell’anno dell’Era Umana 9598 (403 a.C.) per volere del tiranno siculo Arconide II di Erbita, che fra l’altro la chiamò da sé stesso Archonidion, donde Alesa Arconidea. Nei secoli la città crebbe; fiorente in periodo ellenistico, quando fu instaurata la Provincia romana di Sicilia fu annoverata fra le ciuitates immunes ac liberae e fu resa parte della Crisoforia di Erice, la lega sacra delle diciassette città devote al culto di Venere che in Erice ha la propria città santa, conferimento d’autentico prestigio da parte di Roma. Poi fu sede vescovile e ancora patì, ma strenuamente difendendosi, l’invasione saracena, ma poco dopo un tremendo terremoto costrinse la comunità a spostarsi e a riedificare la propria città più a Sud dopo (l’odierna, Tusa appunto).

La vecchia Alesa è oggetto d’interesse fin dal Cinquecento, quando vennero rinvenute le cosiddette Tavole Alesine. Ad oggi a condurvi le ricerche è la Soprintendenza di Messina, talvolta con la collaborazione d’altre missioni proventi da varie università europee, quali quelle di Palermo, Oxford e Amiens, e sempre con l’attivo sostegno del Comune di Tusa. Lo scopo dell’Incontro di Studio è stato proprio quello di raccogliere e presentare tutto quanto si è potuto scoprire in questi anni e di guardare al futuro della ricerca in Alesa e della fruizione dell’area archeologica della stessa, attraverso gl’interventi dei varî relatori appartenenti agli enti coinvolti; presenti, e partecipi al convegno, sono stati anche il Sindaco di Tusa, Luigi Miceli, e il suo Assessore alla Cultura e Vicesindaco, Angelo Tudisca.

La parola d’ordine emersa, per un’opera che sia veramente fruttuosa, è sinergia, fra tutte le istituzioni coinvolte nello studio e nella salvaguardia del sito. Le prospettive future per la valorizzazione di Alesa e per l’intero territorio, se così si procederà, sono veramente positive.

Daniele Ferrara

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