Presentato un nuovo progetto che parte dai cittadini e coinvolgerà 24 comuni. Domani a Furci il primo incontro territoriale
FURCI – Occorre ripensare il modo in cui viviamo il territorio perché eventi estremi, come il ciclone Harry, non sono più solo emergenze ma segnali inequivocabili di un fragile rapporto tra comunità e ambiente. Con questa consapevolezza è stato costituto il Comitato per la CoProgettazione della Zona Jonica, promosso da un gruppo di cittadini con il contributo scientifico della prof.ssa Laura Saija e della dott.ssa Lucia Signorello dell’Università di Catania.
La presentazione si è tenuta nei giorni scorsi nell’aula consiliare del Comune di Furci. L’obiettivo è quello di avviare un percorso collettivo per progettare il futuro della costa jonica, “superando decisioni calate dall’alto e logiche emergenziali”. Salvo Irrera, componente del Comitato, ha ricordato come il ciclone Harry abbia evidenziato la necessità di abbandonare i vecchi schemi decisionali: “E’ sotto gli occhi di tutti che le barriere rigide che rispondono all’idea di “difendersi” dalla natura hanno paradossalmente prodotto la fragilità delle nostre coste. Riteniamo indispensabile rinaturalizzare il comprensorio, a tutti i livelli: sociale, ambientale e produttivo”. Irrera ha sottolineato inoltre la necessità di avere chiarezza su quello che è lo stato dell’arte delle decisioni prese fino a questo momento dagli amministratori in termini di indirizzo e di progetti presentati.
Il primo passo: una mappatura di comunità
Serena Bonura ha invece illustrato la struttura tecnica del processo: “Il percorso si basa sul lavoro di progettisti professionali e facilitatori, con il supporto della prof.ssa Saija. I risultati attesi sono due: creare educazione e arrivare a un piano strategico condiviso”.
“Nel primo incontro territoriale – previsto per il 24 marzo con i cittadini di Furci- non parleremo di soluzioni ma del processo: realizzeremo una mappatura di comunità per costruire una mappa condivisa dei problemi e dei valori del territorio – ha proseguito Bonura. Il processo richiede risorse economiche e atti formali. Per questo il Comitato chiederà ai Comuni l’accesso diretto ai fondi della democrazia partecipativa (Legge Regionale 5/2014), seguendo il caso esemplare del Comune di Giardini Naxos”.
In questo lavoro dia approfondimento sugli atti amministrativi necessari per garantire un accesso diretto, trasparente e pienamente legittimato al percorso partecipativo, il comitato è supportato dall’Associazione Parliament Watch che attraverso l’Osservatorio “Spendiamoli Insieme”, monitora l’utilizzo dei fondi per la democrazia partecipata in Sicilia e promuove buone pratiche di partecipazione civica.
Letterio Mastroeni, referente territoriale di Plastic free e componente del comitato, ha evidenziato che al momento sono stati individuati 24 community leaders, creando così una rappresentanza in ciascun Comune, da Giardini Naxos a Scaletta Zanclea. Ha inoltre annunciato che al primo incontro territoriale, che si terrà a Furci Siculo, presso l’Aula consiliare, martedì 24 marzo, seguirà un incontro a Roccalumera e, successivamente, in tutti i comuni del comprensorio.
