Un comitato per riprogettare "dal basso" la zona jonica dopo il ciclone Harry

Un comitato per riprogettare “dal basso” la zona jonica dopo il ciclone Harry

Gianluca Santisi

Un comitato per riprogettare “dal basso” la zona jonica dopo il ciclone Harry

lunedì 23 Marzo 2026 - 19:55

Presentato un nuovo progetto che parte dai cittadini e coinvolgerà 24 comuni. Domani a Furci il primo incontro territoriale

FURCI – Occorre ripensare il modo in cui viviamo il territorio perché eventi estremi, come il ciclone Harry, non sono più solo emergenze ma segnali inequivocabili di un fragile rapporto tra comunità e ambiente. Con questa consapevolezza è stato costituto il Comitato per la CoProgettazione della Zona Jonica, promosso da un gruppo di cittadini con il contributo scientifico della prof.ssa Laura Saija e della dott.ssa Lucia Signorello dell’Università di Catania.

La presentazione si è tenuta nei giorni scorsi nell’aula consiliare del Comune di Furci. L’obiettivo è quello di avviare un percorso collettivo per progettare il futuro della costa jonica, “superando decisioni calate dall’alto e logiche emergenziali”. Salvo Irrera, componente del Comitato, ha ricordato come il ciclone Harry abbia evidenziato la necessità di abbandonare i vecchi schemi decisionali: “E’ sotto gli occhi di tutti che le barriere rigide che rispondono all’idea di “difendersi” dalla natura hanno paradossalmente prodotto la fragilità delle nostre coste. Riteniamo indispensabile rinaturalizzare il comprensorio, a tutti i livelli: sociale, ambientale e produttivo”. Irrera ha sottolineato inoltre la necessità di avere chiarezza su quello che è lo stato dell’arte delle decisioni prese fino a questo momento dagli amministratori in termini di indirizzo e di progetti presentati.

Il primo passo: una mappatura di comunità

Serena Bonura ha invece illustrato la struttura tecnica del processo: “Il percorso si basa sul lavoro di progettisti professionali e facilitatori, con il supporto della prof.ssa Saija. I risultati attesi sono due: creare educazione e arrivare a un piano strategico condiviso”.

“Nel primo incontro territoriale – previsto per il 24 marzo con i cittadini di Furci- non parleremo di soluzioni ma del processo: realizzeremo una mappatura di comunità per costruire una mappa condivisa dei problemi e dei valori del territorio – ha proseguito Bonura. Il processo richiede risorse economiche e atti formali. Per questo il Comitato chiederà ai Comuni l’accesso diretto ai fondi della democrazia partecipativa (Legge Regionale 5/2014), seguendo il caso esemplare del Comune di Giardini Naxos”.

In questo lavoro dia approfondimento sugli atti amministrativi necessari per garantire un accesso diretto, trasparente e pienamente legittimato al percorso partecipativo, il comitato è supportato dall’Associazione Parliament Watch che attraverso l’Osservatorio “Spendiamoli Insieme”, monitora l’utilizzo dei fondi per la democrazia partecipata in Sicilia e promuove buone pratiche di partecipazione civica.

Letterio Mastroeni, referente territoriale di Plastic free e componente del comitato, ha evidenziato che al momento sono stati individuati 24 community leaders, creando così una rappresentanza in ciascun Comune, da Giardini Naxos a Scaletta Zanclea. Ha inoltre annunciato che al primo incontro territoriale, che si terrà a Furci Siculo, presso l’Aula consiliare, martedì 24 marzo, seguirà un incontro a Roccalumera e, successivamente, in tutti i comuni del comprensorio.

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