Un "laboratorio di visioni": 10 fotografi insieme tra scatti in città e crescita creativa

Un “laboratorio di visioni”: 10 fotografi insieme tra scatti in città e crescita creativa

Giuseppe Fontana

Un “laboratorio di visioni”: 10 fotografi insieme tra scatti in città e crescita creativa

lunedì 16 Marzo 2026 - 19:20

L'evento organizzato da Valentina Pellitteri con protagonista Massimo Russo e altri 8 professionisti: "Così si respira aria nuova"

MESSINA – Sabato scorso, 14 marzo, chi ha approfittato della giornata di sole per fare quattro passi o un po’ di sport alla passeggiata a mare, sarà rimasto colpito dal vedere uno squadrone di professionisti che, con le macchine fotografiche in mano, erano intenti a confrontarsi e a scattare foto all’ambiente circostante, oltre che a una coppia di giovani innamorati. E magari qualcuno si sarà chiesto: “Ma cosa fanno?”. La risposta più giusta è: “Crescono insieme”.

Com’è nata l’idea di Pellitteri e Russo

Perché è stata proprio la crescita personale e professionale l’obiettivo del workshop organizzato da Valentina Pellitteri e Massimo Russo, due professionisti del settore della fotografia, che hanno accolto altri colleghi, scelti con cura, per una tre giorni di confronto reciproco e interazione. Un’idea che la stessa Valentina Pellitteri, che ha accolto nel suo studio l’intera squadra, ha spiegato così: “Tutto ha avuto inizio con una proposta semplice, quasi sussurrata, ma carica di possibilità. Un mio caro amico fotografo, che stimo e ammiro profondamente, Massimo Russo, mi ha proposto di creare un piccolo gruppo di lavoro qui, nel mio studio fotografico a Messina. L’idea era quella di aprire uno spazio di confronto autentico: un luogo in cui fermarsi, guardarsi negli occhi, condividere visioni, dubbi, esperienze. Un viaggio, prima ancora che un workshop”.

La ricerca dei fotografi

E ancora: “Massimo è uno di quei fotografi rari che riescono a tenere insieme due qualità che raramente convivono: uno sguardo estremamente lucido e un cuore profondamente aperto. Il suo modo di osservare il mondo è delicato ma penetrante, capace di raccontare la realtà quotidiana attraverso prospettive nuove, spesso invisibili a uno sguardo distratto. Quando mi ha coinvolta in questo progetto ho provato subito un senso di gratitudine profonda. Sentivo che stava nascendo qualcosa di importante. Così ci siamo messi al lavoro. Insieme abbiamo scelto con cura le persone da coinvolgere. Non cercavamo semplicemente fotografi bravi. Cercavamo persone: entusiaste, generose, disposte a mettersi in discussione, con un animo aperto e il desiderio sincero di condividere”.

Chi ha partecipato

Così lo studio della fotografa si è trasformato, il 12 e il 13 marzo, in un “piccolo laboratorio di visioni”, prima degli scatti all’aperto di sabato mattina. A partecipare, oltre ai due professionisti già citati, sono stati otto tra fotografi e videomaker messinesi. Si tratta di Cristina Insinga, Giuseppe Contarini, Franca Calderone, Graziella Cassalia, Ezio Cosenza, Marco Virzì, Andrea Paguni e Stefania Giuffrida. Perché loro? Pellitteri ha parlato di “otto percorsi differenti. Otto sensibilità diverse. Specializzazioni, esperienze e attitudini personali molto variegate. Eppure qualcosa ci accomunava tutti: Il desiderio di crescere, la necessità di respirare aria nuova. La ricerca di una linfa vitale in un momento storico in cui, troppo spesso, il rumore del mondo finisce per confondere le nostre direzioni interiori”.

Valentina Pellitteri ha voluto anche lanciare un messaggio: “Alla fine di questa esperienza mi sono ritrovata con una consapevolezza ancora più chiara. Conoscersi è fondamentale. Capire cosa ci fa stare bene, quali sono i luoghi interiori in cui la nostra creatività respira davvero. Solo così possiamo trovare la nostra dimensione artistica, lontano dagli schemi più facili, dalle formule già pronte, dalla paura di essere giudicati o dalla timidezza che spesso frena le nostre intuizioni più autentiche. Porto con me una gratitudine profonda. Grazie ai miei amici e colleghi che hanno accettato con entusiasmo di alimentare di bellezza questo incontro. E grazie al mio prezioso amico Massimo Russo, che con grande generosità ha condiviso con noi non solo il suo metodo di lavoro, ma anche i retroscena più intimi della sua immensa anima di artista”.

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