Riceviamo e pubblichiamo la replica dell'avvocato Nino Favazzo, difensore dell'ex Rettore, a proposito della notizia relativa agli ultimi sviluppi dell'indagine denominata Pavta servanda sunt.
In relazione all’articolo di stampa pubblicato sul Suo quotidiano on line, dal titolo “Pacta Servanda Sunt, la Procura: A giudizio i prof di Farmacia e l’ex Rettore Tomasello”, avverto la esigenza di offrire, a beneficio dei Suoi numerosi lettori, un contributo, seppure minimo, in termini di verità e chiarezza.
E ciò, prima ancora che nell’nteresse del Prof. Francesco Tomasello, intendo fare nella mia veste, per così dire, di professionista-difensore, come tale aduso anche alla cura dei particolari.
Sterile sarebbe questo intervento se mi limitassi a chiederLe di rettificare la “notizia”, precisando che in tale vicenda processuale, il Prof. Tomasello non è chiamato a discolparsi per i reati di peculato, concussione e/o falso, ma solo di una, ad essere generosi, impalpabile, ipotesi di concorso morale in abuso di ufficio, reato che si assume essere stato materialmente commesso da altri coindagati.
Altrettanto banale, sarebbe il denunciare che, anche tramite la Sua testata, si è realizzata una violazione, se non del segreto istruttorio, quanto meno di quella doverosa prassi processuale e di quella sacrosanta regola del vivere civile che vuole che, ciascun interessato, sia prontamente avvisato delle iniziative giudiziarie assunte a proprio carico e non debba, invece, apprendere ciò dalla lettura dei giornali.
Anche tale “distorsione” si è realizzata nel nostro caso, ove si pensi che né chi scrive, nella sua veste di difensore di fiducia, né il diretto interessato, ha ancora ricevuto la notifica di quella che, apprendiamo, essere stata la richiesta del Pubblico Ministero.
Ciò che, invece, ancor più amareggia è il rendersi conto, ancora una volta, del fatto che non è importante la notizia in sé, ma le modalità attraverso cui la stessa può essere “offerta” ai lettori.
La attenzione, infatti, dell’articolo qui richiamato è tutta concentrata sul singolo soggetto e non sul fatto storico, così come, più o meno correttamente, rappresentato.
Si registra, quindi, quel ricorso ad una prassi giornalistica, sempre dura a morire, che, nella odierna occasione, è stata applicata in maniera talmente esasperata, da distorcere la stessa notizia, fino a presentare il Rettore Tomasello quale vero protagonista di una vicenda, rispetto alla quale egli è del tutto estraneo.
Il procedimento “Pacta servanda sunt”, viene presentato come il processo del “Rettore Tomasello”, con buona pace del fatto che altri soggetti sono chiamati a rispondere, sicuramente a torto, di ben più gravi fatti-reato, che solo questi sono stati raggiunti da misure cautelari, ancora in corso di esecuzione e che ben più ampio è l’elenco delle contestazioni oggetto di giudiziale valutazione, rispetto alle quali, il Prof. Tomasello, non è mai stato indagato.
Già sotto tale profilo, dunque, risulta senz’altro integrata una evidente violazione del diritto di cronaca, per mancato controllo della notizia pubblicata.
Ma la stessa presentazione grafica del titolo dell’articolo, con foto unica in bella mostra, non degli attori principali, ma di uno degli ultimi “clandestini a bordo” del treno “Pacta servanda sunt” e con omissione persino dei nomi dei “prof. di Farmacia” coinvolti nell’indagine, arricchisce e completa quel quadro di fuorviante informazione, in questa occasione, dispiace dirlo, offerta anche dalla Sua testata giornalistica.

Che dire? L’avvocato ha ragione da vendere. Anche in questo caso, come in altri processi in corso, bisogna dare in pasto all’opinione pubblica nomi eccellenti, anche se poco hanno a ce fare con la notizia. E il nome di Tomasella fa notizia. Bisignano conta poco… Grillo, chi lo conosce?
I giornalisti dovrebbero essere più attenti prima di sbattere il mostro in prima pagina. Tomasello ha centomila colpe e pagherà, certamente, se ha commesso illeciti, ma in questo caso…. che c’azzecca?
Ma per molti lettori, questo non conta. Tomasello DEVE essere colpevole a prescindere. Anche se piove… è colpa sua!
Infatti lo faranno subito Santo.