Il collettivo ‘Unime in protesta’ rivendica spazi da autogestire per le attività extra accademiche

Il collettivo ‘Unime in protesta’ rivendica spazi da autogestire per le attività extra accademiche

Il collettivo ‘Unime in protesta’ rivendica spazi da autogestire per le attività extra accademiche

mercoledì 23 Marzo 2011 - 11:11

Stamattina conferenza stampa nell’Aula Ex Chimica

Lo studio è importante ma per godersi a fondo gli anni universitari non è sufficiente. Il collettivo ‘Unime in protesta’ continua a rivendicare spazi da autogestire per poter organizzare attività extra accademiche. Da quattro mesi ‘occupa’ pacificamente l’ aula di ex-chimica, ma i vertici universitari stanno pressando affinché sgomberino l’aula, sede di lezioni ed esami. Un ‘invito’ che, però, gli studenti non intendono accogliere e che anzi hanno deciso di contestare apertamente , in una conferenza stamattina che si è tenuta questa mattina, proprio nell’aula di ex-chimica.

“Qualche settimana fa – ci racconta Marilin Mantineo – avevamo inviato una lettera al Senato accademico , chiedendo che ci concedessero dei locali, in alternativi a questa aula , affinché potessimo proseguire il ricco calendario di iniziative stilato per rendere produttivo il nostro tempo, ma siamo stati ignorati. Solo negli ultimi giorni, la professoressa De Pasquale , vice-rettore, ha incontrato una nostra delegazione per proporre una soluzione che non ci convince affatto”. Agli studenti è stata infatti prospettata la possibilità di fruire di altri spazi all’interno dell’Università e più precisamente tre piccole aule ubicate in uno scantinato. “Dopo averli visitati – spiega Claudio Risitano – ci siamo resi conto che quei locali potrebbero svolgere una funzione complementare all’aula di ex-chimica ma non sostitutiva, non corrispondendo ai criteri necessari per le attività seminariali e per il cineforum. Colpisce, del resto, che di fronte alla nostra istanza di uno spazio da auto-gestire (come avviene in quasi tutte le Università italiane ed europee) l’Ateneo risponda calando una saracinesca su tutte le nostre richieste”.

Gli studenti sono infatti stati messi di fronte ad un ultimatum ed i vertici dell’Università hanno anche sollecitato l’intervento della Digos, che sta comunque cercando di mediare tra le due posizioni.

“In questi mesi – continua Ristano – abbiamo assunto un atteggiamento esemplare e ci siamo meritati questo spazio. Ne sono la dimostrazione i vari importanti progetti portati avanti in questi mesi, quali la collaborazione con il Museo del Fango, il Genio Civile (il cui ingegnere capo, Gaetano Sciacca, ha dato la sua disponibilità per un seminario in questo spazio per giorno 4 aprile), il CESV, l’associazione Nuovi Orizzonti, Unione per la Cultura, e un ciclo seminariale di ricercatori ed associati, già in parte avviato”.

Gli studenti non mollano e attendono segnali di apertura dall’alto.

FOTO D’ARCHIVIO

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