E sulla questione degli spazi autogestiti invitano i due rappresentanti degli studenti a rivendicare i locali dell’incubatore d’imprese, concessa al Contraente generale del Ponte Eurolink
Lunedì prossimo la Commissione statuto, insediatasi martedì scorso (vedi articolo correlato), inizierà ufficialmente i lavori di revisione dello Statuto d’Ateneo, così come previsto dalla riforma Gelmini. Previste in calendario riunioni settimanali per studiare modifiche e riforme che saranno successivamente sottoposte all’attenzione del Senato accademico e del Consiglio d’amministrazione. Ma alla vigila dell’avvio del processo riformatore, che dovrà concludersi entro luglio, il dibattito attorno alle modalità con cui si è deciso di istituire l’organismo preposto a riscrivere lo statuto è a ancora fervido. A tenerlo vivo sono ancora una volta gli studenti. Dopo l’appello alla collaborazione, purché in un clima di rispetto e di reciproco riconoscimento, lanciato ai colleghi più ostili dai due rappresentanti degli studenti che siederanno in commissione statuto, vale a dire Ivan Cutè e Francesco Campisi(vedi articolo correlato), rispondono, con un documento, gli studenti di ‘Unime in protesta’.
Il collettivo Unime in Protesta fa sapere che «non intende assolutamente barricarsi dietro al muro dello scontro fine a se stesso ma, allo stesso tempo, non vuole rinunciare all’impostazione fortemente critica nei confronti dell’attuale governance dell’Università. Sentiamo l’esigenza – scrivono- di valutare con attenzione le aperture al dialogo da parte degli studenti Cutè e Campisi e ci impegniamo ad intervenire nel dibattito sullo Statuto, augurandoci che l’intento delle loro parole non sia esclusivamente retorico». Gli studenti di studenti di “Unime in protesta”, dunque, tendono la mano a Cutè e Campisi , ma non cambiano idea in merito a quella che definiscono «opacità dei meccanismi di nomina della intera Commissione Statuto», sottolineando inoltre che «la questione -democrazia- poteva essere affrontata prima, facendo in modo che si svolgessero le elezioni decise inizialmente dal Senato Accademico e annunciate pubblicamente da Cardile, e protestando insieme contro l’improvviso annullamento imposto dal Rettore».
Sebbene dicano espressamente di non sentirsi «rappresentati da Campisi e Cutè, come non lo sono tutti gli studenti – poiché privati del diritto di votare i propri rappresentanti», gli studenti di ‘Unime in protesta’ scrivono, comunque, di volere prendere sul serio la loro iniziativa ed invitano Cutè e Campisi «ad organizzare assemblee pubbliche, libere e aperte per informare su ciò che in commissione si discute e per assumersi la responsabilità del peso che la democrazia comporta: veicolare le proposte di tutti all’interno della commissione, anche quelle sgradite ai vertici universitari».
Nel documento, il comitato ‘Unime in Protesta’ risponde anche sulla questione degli spazi autogestiti: « diciamo a Campisi e Cutè – scrivono – che saremmo anche disposti a mobilitarci per loro e le associazioni a cui fanno riferimento al fine di moltiplicare gli spazi per gli studenti all’interno dell’Ateneo». Invitano, infine, i due rappresentanti a «richiedere par condicio anche a Eurolink che -occupa- spazi di studenti e laureati presso la facoltà di Ingegneria, causando una seria interruzione di pubblico servizio visto che quei locali sono destinati all’incubatore d’impresa per i giovani e non alla sede operativa per la costruzione del Ponte sullo Stretto».
