Un referendum per abrogare la Riforma Gelmini: l’Unione degli universitari dice “sì”

Un referendum per abrogare la Riforma Gelmini: l’Unione degli universitari dice “sì”

Un referendum per abrogare la Riforma Gelmini: l’Unione degli universitari dice “sì”

venerdì 21 Gennaio 2011 - 12:04

Secondo il sindacato studentesco si tratta di una « valida iniziativa che sposta sul piano del diritto le voci della piazza »

Le polemiche sorte in merito alla riforma dell’Università stentano a placarsi, nonostante la già avvenuta trasformazione in legge del ddl presentato dal ministro Gelmini.La mobilitazione, certamente meno rumorosa ed “invasiva” rispetto a qualche settimana fa – va avanti: studenti e ricercatori – veri protagonisti della lunga protesta che ha accompagnato l’intero iter legislativo del provvedimento voluto dall’attuale governo – studiano nuove strategie da mettere in atto. E ce n’è già una che raccoglie numerosi consensi: la raccolta di firme per chiedere il referendum abrogativo della tanto contestata legge. Secondo l’art. 75 della nostra Costituzione ne servono almeno 500.000 da parte di altrettanti cittadini aventi diritto di voto.

Su questa proposta, sempre più concreta, arriva oggi il “sì” dell’Udu (unione degli universitari) di Messina, che in una nota spiegar la scelta e il sostegno al Referendum contro la legge Gelmini. « La protesta che in questi mesi ha interessato il mondo studentesco e della ricerca – si legge testualmente – non si è arenata a seguito dell’approvazione della legge Gelmini. Studenti e ricercatori hanno continuato a far sentire la loro voce. La “generazione senza futuro” non si rassegna, il futuro vuole conquistarselo.La piazza – continua il documento – è stata protagonista per settimane: l’iniziativa intende avvalersi adesso di nuovi mezzi, degli strumenti di democrazia diretta che ci fornisce l’ordinamento. Sulla scia del successo ottenuto dalla raccolta firme per il referendum contro il decreto Ronchi, anche il mondo universitario ha deciso di muoversi in questa direzione».

L’Udu si rende perfettamente conto che non sarà facile raggiungere il quorum (perché il referendum sia valido è necessario che voti il 50%+1 degli aventi diritto,) ma è altrettanto convinto che «la proposizione di un referendum abrogativo della legge Gelmini pare il metodo ottimale per far parlare ancora di università, per non distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai problemi reali del nostro Paese, dalle domande prive di risposta e dalle aspettative disilluse».

L’Unione degli Universitari, «sin dall’inizio a fianco della lotta degli studenti», ha quindi deciso di sposare in pieno la «valida iniziativa che sposta sul piano del diritto le voci della piazza. L’ordinamento giuridico – conclude il sindacato studentesco – ci offre i mezzi per far sentire la nostra voce: utilizziamoli e non lasciamo che il sistema malato disegnato dalla legge si cristallizzi e non ci conceda via d’uscita».

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